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Articolo 21 - Editoriali
Celentano Premier e Santoro al Quirinale
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di Kit Carson

Guardo Celentano e assieme scorro il Corriere. Vizio del mestiere giornalistico quello di tentare il doppio di quello che sai fare. Senza troppo impegno, per non farmi del male. Ormai le battaglie per la democrazia sono giustamente trasversali. Anche quelle per la libertà dâ??informazione. La federazione della stampa si riunisce in Forum nella bellissima Gubbio, e lâ??indignazione popolare sullâ??italietta televisiva si muove attorno al film di Sabina Guzzanti. Ora, noi popolo di centrosinistra stiamo riscattando le nostra frustrazioni attraverso Celentano. Anchâ??io mi diverto. Un poâ??. Il diavoletto che mi fa da custode suggerisce che câ??è qualcosa che comunque non funziona. Dalla tele-crazia alla tele-opposizione?  - Passo al giornale. La notizia è finita nella categoria Curiosità con cui il Corriere della Sera cerca di sorprendere. Il genocidio dei Pellirossa da parte delle Giacche Blu di Custer e soci, fu anche quella una missione umanitaria. Motivi di sicurezza e di stabilità, spiega lo statunitense Robert Kaplan che non sai se temere di più come giornalista o come scrittore. Lâ??imperialismo aiuta il mondo, ci dicono Kaplan e Corriere. Uno potrebbe persino sorriderne, aggiungendo una perlina alla collana di scemenze con patacca di Stato che ci sommergono quotidianamente. Poi pensi che nel teatrino globale in cui transitiamo, esistono veramente un George W. Bush e un Camillo Ruini, e uno si spaventa.  - Ecco Santoro in televisione! Si coglie subito che è teso. Due stili di predicazione televisiva diversi quello di Celentano e quello di Michele. Cercano di dialogare ma sono due primi attori che si scambiano riguardo ma non intesa. Lâ??ospite Santoro, evocato assieme ai fantasmi di Biagi e Luttazzi, compare e attraverso un microfono in prestito, rivendica il â??suo microfonoâ?. Santoro lascia il parlamento di Strasburgo per tornare alle sue scorrerie â??indianeâ? attorno al Fort Apache televisivo di Viale Mazzini, presidiato dai più ribaldi fra le Giacche Azzurre.  - Leggo sul giornale. Approvata dal manipolo delle Repubblichetta di Arcore, in questo duro inverno del â??44, la Devolution che stravolge la Costituzione figlia del 25 aprile del 1945. Dovâ??è lâ??appello resistenziale alla battaglia decisiva? Non câ??è nessun sbarco in vista, e questa volta e dobbiamo farcela tutta da soli. Il Diavoletto si intromette. La Liberazione aspetta Celentano per arrivare allâ??applicazione di una sentenza giudiziaria? La politica che cavalca lâ??immagine televisiva, raddoppia la brutta figura: lâ??impotenza del prima e lâ??irrilevanza del dopo?  - Ancora Celentano. Dopo un poâ?? di satira che spernacchia a destra e a sinistra facendo intravedere la faccia stranita del Direttore Generale Alfredo Meocci: ascoltiamo persino una sua battuta, arriva la copertina patinata sulla guerra. Le guerre invisibili di oggi, interdette ai giornalisti nuovamente cacciati da Baghdad. A che cavolo servono giornalisti e telegiornali se a seminare dubbi e riflessioni sono soltanto Adriano e Sabina, si chiede il Diavoletto?  Dicevo prima dellâ??alternativa fra lo scandalizzarsi e il deprimersi. Mi scandalizza quel fascista in cravatta e stelle e strisce di Kaplan (quello delle Giacche Blu liberatrici) che già aveva scritto una marea di imbecillità sui Balcani. Pare che leggendo il suo libro â??Balcan Ghostsâ?, lâ??ex Bill Clinton avesse preso i fantasmi per realtà, decidendo di non intervenire in Bosnia. Câ??ha pensato per 200 mila morti (in Bosnia), e poi ha bombardato la Jugoslavia per il Kosovo. Piccola sfasatura di tempi e di intenti. E di risultati.  -Celentano. Predica, lâ??Adriano ecologista, bastona a destra e a manca, e disegna un suo mondo dellâ??amore: che non è quello di Berlusconi ma non lo trovi neppure nel programma dellâ??Unione. Lâ??infanzia, la mamma, Padreterno. Il mio Diavoletto si interroga nuovamente. Eâ?? stralunato il linguaggio immaginifico di Celentano o è quello della politica ad arrivare criptato dalla luna?  Strano dilemma: senti lâ??obbligo di difendere il primato necessario della Politica con la maiuscola ed assieme ti incazzi contro di essa: sarà il Celentano e il Santoro che si nascondono in noi? Alle 23 stacco lâ??ascolto e la lettura. Sogno o incubo. Dopo lâ??ipotesi di Baudo candidato governatore in Sicilia, un Celentano candidato sindaco a Milano, che ne direste?   

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