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Il no della Siria al "Niqab"
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di Tiziana Ferrario

Il no della Siria al "Niqab"

La Siria ha messo fuori legge nelle scuole pubbliche  il niqab, il velo che copre il viso delle donne lasciando intravedere solo gli occhi. Il provvedimento riguarderà 1200 insegnanti che dovranno lasciare i loro studenti e saranno messe a disposizione dell’Amministrazione Pubblica. Praticamente, poiché nessuna legge vieta alle donne  velate integralmente di lavorare, queste insegnanti verranno assegnate  ad un nuovo incarico,non più a contatto con i giovani. La disposizione non riguarda naturalmente le donne con il capo coperto  da un foulard o dall’ Hijab, il velo islamico, che sono la maggioranza tra le siriane. La Siria – che ha una lunga storia di opposizione  anche violenta ai gruppi islamici integralisti, come i Fratelli Musulmani e che teme l’ondata di radicalismo che si aggira in alcuni paesi mediorientali, ha spiegato che il provvedimento si inserisce in un quadro di misure per proteggere la sua secolare laicità. Bassam Kadi,direttore dell’Osservatorio sulle donne siriane in un’intervista  al quotidiano National di  Abu Dhabi ha spiegato le ragioni secondo le quali non sosterrà le proteste delle donne  destinate ad altri incarichi a causa del volto coperto. “Il Niqab –ha detto- non è una tradizione siriana . E’  un simbolo importato dall’estremismo religioso e contraddice l’islam moderato che noi rappresentiamo. Se una donna indossa il niqab,ha aggiunto, sta imponendo un comportamento. E’ come se stesse  facendo una dichiarazione. E questo non è accettabile in una scuola”. In realta in Siria le proteste sono state piuttosto tiepide e  nessuna donna di quelle destinate ad altro incarico si è opposta o ha lanciato campagne antidiscriminazione. Qui in Medio Oriente, dove mi trovo in questi giorni, nessuno ha alzato la voce.  La notizia è apparsa sui giornali senza grande risalto. Quando i giorni scorsi il Parlamento francese ha introdotto un provvedimento simile, che vieta il velo integrale in tutti i luoghi pubblici,  la decisione è stata definita  dagli oppositori locali, ma anche dai paesi mediorientali   discriminatoria contro gli immigrati musulmani. La Siria è sicuramente un paese meno conservatore dell’Egitto dove all’inizio dell’anno  un tribunale ha comunque  confermato il divieto di indossare il niqab durante gli esami scolastici finali perché c’è il rischio di imbrogliare la commissione con uno scambio di candidate. Ci sono state dimostrazioni di protesta ma, nonostante l’intervento di importanti esponenti religiosi, il divieto è rimasto. Che dire? La morale è che  senza troppi pregiudizi ci capiremmo molto meglio.

 

 

 


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