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Ahmad Rafat. Salvare Sakineh per dire no a tutte le condanne!
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di Elisabetta Viozzi

Ahmad Rafat. Salvare Sakineh per dire no a tutte le condanne!

“La battaglia per Sakineh è solo la punta dell’iceberg, non bisogna mollare bisogna far pressione sull’Iran affinché la sua vita sia salva, e nessuno venga mandato al patibolo” questo il commento a caldo di Ahmad Rafat dopo le notizie trapelate oggi. Sakineh Mohammadi Ashtiani secondo quanto scrive il Teheran Times, è stata condannata per il secondo dei due capi d’imputazione, l’omicidio del marito: per questa ragione Sakineh non sarà giustiziata per lapidazione ma per impiccagione. “Secondo la legge attuale, la sua condanna a morte ha la precedenza sulla punizione per l’adulterio” ha detto il procuratore. La sentenza di lapidazione contro Sakineh era stata sospesa da alcune settimane per un riesame del caso, dopo la mobilitazione mondiale per la sua salvezza. La conferma della condanna a morte per la donna sarebbe invece frutto, secondo Rafat, di un errore politico, quello compiuto dagli USA con l’uccisione di Teresa Lewis. Tuttavia, ribadisce il giornalista, vanno fatti dei distinguo: “ C’è una grande differenza tra il sistema giuridico americano e quello iraniano: negli USA alcuni stati ammettono la pena di morte per volontà dei cittadini, in Iran invece nessuno ha chiesto l’opinione della gente; la pena di morte viene comminata secondo il volere della classe politica che governa il paese, pertanto è un paragone che non regge anche se condannabili entrambi i casi”.

Ascolta l'intervista a Ahmad Rafat


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