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Minzulpop. Viaggio nella fabbrica del consenso. La presentazione mercoledì 3 novembre alla Fnsi
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di Redazione

Minzulpop. Viaggio nella fabbrica del consenso. La presentazione mercoledì 3 novembre alla Fnsi

Perché Berlusconi ha scelto Augusto Minzolini come direttore del Tg1? Cosa nasconde questa investitura? Minzulpop è un viaggio nell’odierna fabbrica del consenso. Coniato su Facebook e consacrato su YouTube, questo termine richiama il Minculpop di mussoliniana memoria, il Ministero della Cultura incaricato di inviare ai giornali
dell’epoca le direttive del regime fascista, le ‘veline del duce’.

Da allora molte cose sono cambiate ma l’ossessione del potere per la propaganda è rimasta inalterata. Minzolini è il
cantante solista, ma il Minzulpop è un’orchestra composta da molti suonatori. I nomi sono tanti: Capezzone, Bonaiuti, Fede, Vespa, Mimun, Feltri, Belpietro, Signorini e l’intera scuderia Mondadori. Ognuno con il suo ruolo. C’è chi cura l’immagine di Berlusconi, chi manganella dai media gli avversari, chi opera come portavoce per diffondere le volontà del Capo. Ci sono poi i ministri inventori: Gelmini, Brunetta e il geniale Tremonti. Con trovate a effetto puntano a oscurare i fatti reali, i tagli alla scuola, la disoccupazione, la crisi economica. Lo strumento principe del Minzulpop è la televisione, in una sorta di Truman Show all’italiana che sostituisce la realtà con la finzione e la rappresentazione. Minzolini può essere letto come l’espressione estrema di una
stagione politica che segna il trionfo della propaganda totale. Il suo Tg1 parla di gelati per cani,
olimpiadi del cocomero, hostess per funerali, ma cancella precari e infortuni sul lavoro.
Viviamo sicuramente in una bolla televisiva destinata prima o poi a scoppiare, anche perché in internet
giovani e meno giovani denunciano con forza l’insostenibilità di questa decadenza civile. In attesa della ‘fine dell’incubo’, vale la pena vedere da vicino cosa sta accadendo. Mettere in fila tutti gli elementi è
liberatorio: aiuta a farci capire quanto sia surreale e artificioso ciò che ogni giorno sugli schermi ci viene
allegramente spacciato come normale. Ma che tale proprio non è.
L’autore Dietro lo pseudonimo Hari Seldon – figura centrale del Ciclo della Fondazione, capolavoro di
Isaac Asimov – si ritrova un gruppo di giornalisti, blogger, attivisti dei movimenti, esperti di
comunicazione. Un collettivo che punta a rileggere la realtà italiana partendo dai contenuti e dalle analisi
prodotte dal popolo della rete. Racconta il Minzulpop è il nome del gruppo di Facebook che anima questa iniziativa editoriale.

Mercoledì 3 novembre, ore 16,30 presso la Federazione Nazionale della Stampa, Conferenza stampa di presentazione di Minzulpop. Intervengono Giuseppe Giulietti, Fabio Granata, Roberto Natale, Luca Telese, Giorgio Van Straten

“Il Minzulpop è la versione moderna e farsesca del Minculpop, visto che, come diceva Karl Marx, le
tragedie della storia tendono a ripetersi, ma in forma di farsa”.
(Marco Travaglio)

“Il vero problema non è Minzolini, ma chi ha messo lì Minzolini, cioè il gigantesco conflitto di interessi
che in Italia non permette più di distinguere l’interesse pubblico da quello privato”.
(Andrea Camilleri)

 


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