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Articolo 21 - Editoriali
Annaviva invita Berlusconi alla coerenza: ora giubbotti cinesi, giacchette venezuelane e foulard libici
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di Matteo Cazzulani

E’ accaduto ancora. Come testimoniato dalle fotografie pubblicate il 7 gennaio 2010 dal Corriere della Sera, il nostro premier, alla sua prima uscita pubblica senza cerotti, nella pur tiepida Provenza ancora una volta non ha lesinato la bella mostra di quel cappotto regalatogli dall’amico Vladimir Putin recante sul petto l’aquila bicipite, simbolo dell’autocrazia del Cremlino.

Come già riportato in un precedente articolo, nonché da un comunicato ufficiale dell’Associazione AnnaViva (disponibile alla pagina http://www.annaviva.com/content/berlusconi-sia-coerente-dopo-quello-russo-giubbotti-cinesi-giacchette-venezuelane-e-foulard), tali gesti da un autocrate sono considerati come chiaro messaggio di aperto sostegno e di legittimazione del proprio operato.

Con un ennesimo comunicato diramato il giorno 8 gennaio, AnnaViva – e l’autore di questo articolo con lei – prende atto dell’orientamento del nostro Paese in campo internazionale, improntato sulla stretta amicizia con i vari autocrati del mondo piuttosto che alla difesa dei diritti umani e della democrazia, nonché, più nello specifico, di quei giornalisti liberi ed indipendenti che ancora oggi perdono la vita nella Russia di Putin, rei solamente di raccontare la verità laddove non è consentito.

Dunque, non ci resta che salvare ameno la faccia. Per questo l’associazione AnnaViva invita il premier ad essere coerente ed ad inviare un simile segnale di aperto sostegno anche agli altri autocrati del pianeta, indossando “durante questo freddo inverno anche giubbotti con la bandiera della Cina comunista, la prossima primavera giacchette venezuelane e l’estate ventura foulard libici (magari al posto della tradizionale bandana)”. Una maniera per gratificare e dare legittimo riconoscimento anche alle autorità di Pechino, al dittatore Chavez e l’alleato di ferro Gheddafi , purtroppo osannati spesso anche da influenti membri dell’opposizione.

Sempre come sostiene il comunicato di AnnaViva, di questo passo il nostro Paese “diventerà sempre meno impegnato nella difesa della democrazia e del rispetto dei diritti della persona nel mondo, valori che in un passato ormai troppo lontano hanno reso grande il nostro Paese”.

 

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