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Rai, i giornalisti sfiduciano “Silvio Masi”
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di Giuseppe Giulietti*

Rai, i giornalisti sfiduciano “Silvio Masi”

Al referendum hanno partecipato 1500 girnalisti, oltre l'80% degli aventi diritti, di questi 1377 hanno votato la sfiducia a Masi, 77 hanno votato la fiducia, gli altri si sono astenuti. Un risultato clamoroso, senza precedenti, che ha travalicato qualsiasi logica di parte o di componenente sindacale. Una bocciatura senza appello, di fronte alla quale Masi ha dichiarato, con prosa berlusconiana: "Tanto non mi dimetterò". Sicuramente sarà così, ma la sberla di oggi è di quelle che lasciano il segno, sia sulle guance di Masi, sia su quelle dell'amico Silvio, per l'appunto è iniziato il processo di sfiuducia contro Silvio Masi. (gg)

Oltre l’ottanta per cento dei giornalisti della Rai, si badi bene non dei giornalisti iscritti al sindacato, hanno scelto di partecipare al referendum indetto dall’Usigrai sul direttore generale Masi.

Un numero straordinario, che ha fatto impallidire Masi a e i suoi fedelissimi. Nessuno, infatti, si sarebbe mai aspettato un simile successo e di questo si deve dare atto a Carlo Verna e alla sua segreteria che hanno creduto senza incertezza in questa scelta, quando altri li invitavano a non eccedere, a non travalicare i confini della prassi sindacale, che non aveva mai previsto il ricorso ad uno strumento così clamoroso. Invece i dati sulla partecipazione hanno premiato il coraggio e la creatività di chi ha volto andare oltre i confini della tradizione e dei riti codificati.

Lo scrutinio che sarà effettuato oggi, nella sede della Fnsi a Roma, si volgerà alla presenza di un collegio di garanti e del notaio che dovrà certificare la regolarità delle operazioni, anche questa una scelta di rispetto della legalità, una scelta voluta per marcare le distanze dalle cricche di ogni sorta, dagli imbroglioni di ogni natura.

Quando i risultati saranno noti sarà possibile una valutazione compiuta, ma è assai probabile che la stragrande maggioranza di chi sé recato al voto nei 37 seggi allestiti a Roma e nelle regioni, abbia deciso di esprimere la sua sfiducia in una direzione generale che è ormai diventata l’imitazione in sedicesimo della presidenza del Consiglio.

Persino qualche ora prima del voto “Silvio Masi”, in una intervista rilasciata a Repubblica, ha pensato bene di annunciare che lui non se ne andrà mai, neppure in presenza di un voto di sfiducia, di una mozione parlamentare, di una censura istituzionale. Non contento ha anche aggiunto che forse Santoro non andrà in onda da gennaio prossimo e che Saviano, Benigni e gli altri raccontano balle, perché lui non ha mai pensato di censurarli. La sera stessa Rai Tre, da sempre nel mirino di Masi, ha centrato con Saviano il record d’ascolti.

Per questa ragione è assai probabile che Masi, con le sue parole, abbia contribuito non poco al successo del referendum, anzi dovrà autoringraziarsi se i voti negativi saranno tanti.
Articolo 21,con valigia blu e con chi vorrà farlo,seguirà in diretta lo scrutinio perché questo voto avrà un grande impatto simbolico,in qualche modo precederà quel voto di sfiducia che,in modi e forme da individuare,sta per colpire anche Silvio Berlusconi.

Le ragioni sono molto simili, molti di quelli che hanno votato la sfiducia a Masi non sono certo di sinistra e tanto meno hanno simpatia per le attuali opposizioni. In molti casi si tratta, invece, di giornalisti che, pur essendo di destra, non ne possono più di improvvisazioni, dilettantismi, faziosità stupide, omissioni, volgarità gratuite, subalternità all’azienda concorrente.

Si tratta, dunque, di una rivolta trasversale, etica, aziendale politica, esattamente come sta accadendo sul piano poltico, sociale, sindacale, parlamentare, laddove si sta determinando una rivolta, una ribellione che attraversa gli schieramenti, mette in discussione l’impero e l’imperatore, anche in forme non sempre limpide e trasparenti e di certo non mancano, dentro e fuori la Rai, episodi di trasformismo, di opportunismo, di fuga dalla barca che, comunque, confermano che la crisi del berlusconismo è rapida e reale.

Lo scrutinio di oggi, per questo è importante, sarà anche un sorta di voto sul conflitto di interessi. Per anni questa metastasi è stata tollerata, addirittura introiettata, è diventata parte della vita istituzionale. Ora torna ad essere percepita come una malattia grave, una patologia intollerabile per la politica, ma anche per tanti dipendenti della Rai, ridotti ad essere una parte delle proprietà di famiglia del piccolo Cesare.

Berlusconi ha annunciato che lui non si dimetterà, l’imitatore Masi gli ha fatto il verso, ma il voto di oggi sarà una sorta di prova generale della sfiducia che il paese ha ormai deciso di decretare nei confronti di Berlusconi e del berlusconismo.

Non sarà un percorso né facile, né lineare, ma ormai è iniziato. Per questo seguiremo lo scrutinio di oggi e vi informeremo, perché una eventuale sfiducia a Masi, sarà una sorta di profanazione del tempio, una ribellione nel cuore dell’impero, quasi una bestemmia nel tempio.

Avranno voglia a gridare al complotto: la palla di neve ha ormai iniziato a rotolare verso valle, altre la seguiranno, diventerà una valanga, sarà difficile fermarla.

* pubblicato sul sito di Micromega


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