Clicca qui per il nuovo sito di Articolo 21 »
Ricerca con Google
Web articolo21.info
 
 
Articolo 21 - CULTURA
Fermeremo il DDL Gelmini. Per l'università pubblica
Condividi su Facebook Condividi su OKNOtizie Condividi su Del.icio.us.

di Unione degli Universitari – Sindacato Studentesco

Fermeremo il DDL Gelmini. Per l'università pubblica
Sono passati due anni da quando gli studenti riempivano le piazze di tutta Italia per protestare contro i tagli della L. 133 e la trasformazione delle università in fondazioni private. Un movimento estremamente partecipato, che portava con sé tutta la rabbia degli studenti e di una generazione che è essere la prima a non avere prospettiva di futuro.
Oggi la situazione è cambiata.  Affianco agli universitari ci sono i ricercatori, gli studenti medi, attori, registi, cantautori, tutti uniti per una battaglia che, come l'Onda, ha un fine preciso: salvare l'Università pubblica. 
Salvarla dagli attacchi del Governo, che con la riforma Gelmini vuole distruggerne il carattere pubblico e accessibile, distruggere il diritto allo studio e le prospettive di migliaia di giovani ricercatori. 
A chi ci dice che difendiamo i baroni, che ne siamo strumentalizzati, a chi ci dice che difendiamo lo status quo dell'Università e veniamo fomentati dai partiti della sinistra rispondiamo che in questi giorni di baroni in piazza non ne abbiamo visti, non li abbiamo visti sui tetti come non li abbiamo visti per le strade. I baroni li abbiamo visti, invece, riunirsi tra loro condividere l'appoggio al Governo per approvare in fretta la riforma Gelmini, li abbiamo visti alzare le rette universitarie allineandosi già ora con quelle che saranno le conseguenze immediate della riforma, li vediamo ogni giorno trattarci come stupidi idealisti nelle riunioni degli organi collegiali quando denunciamo le cose che non vanno e proponiamo soluzioni.
e cause dei malfunzionamenti dell'università italiana ci sono e li denunciamo da anni, a cominciare proprio dallo strapotere dei baroni che calpestano tutti i giorni i diritti degli studenti e utilizzano l'università come luogo di potere e prestudio. E noi questo lo abbiamo sempre denunciato. E' stata la pessima gestione dell'autonomia universitaria da parte del baronato accademico a generare i gravi squilibri che tutti conosciamo e a cui hanno pensato di porre rimedio con l'aumento delle tasse. 
Ma la più grave responsabilità di questa situazione è il gravissimo sottofinanziamento del sistema, che da anni subisce un continuo taglio dei fondi fino a rendere anche le spese più essenziali impossibili. L'offerta formativa è al collasso per il blocco del turn-over e  i servizi cominciano ad essere ridotti.  
diritto allo studio che è un diritto sociale garantito dalla Costituzione viene violato costantemente. Si perpetua da anni lo scandalo degli studenti “idonei non beneficiari”, la carenza cronica di alloggi pubblici e servizi, il caro e il nero sugli affitti universitari. Questa situazione con la crisi si aggrava ancora di più colpendo ed “espellendo” intere fasce di popolazione universitaria economicamente svantaggiate. 

E' quindi partendo da questa analisi che emerge con tutta chiarezza la demagogia della Gelmini sulla sua riforma e il disegno culturale e sociale che la sostiene. La distruzione dell'autonomia universitaria serve a porre gli atenei sotto il controllo del Ministero e della politica violando la Costituzione che dice che le università sono autonome. La consegna  degli organi di governo degli atenei  in mano a Rettori, baroni e privati sono il segnale che il Governo vuole distruggere il ruolo e la funzione sociale dell'università come strumento di progresso sociale, democratico ed economico del paese. La trasformazione del diritto allo studio in prestiti d'onore ci fa capire che l'idea di welfare del Governo è privatistica e non solidale. 

Il duo Gelmini-Tremonti ha in mente un'idea di università eccellente per pochi ricchi, e scadente e poco accessibile per tutti gli altri. Questa idea non è altro che lo specchio della loro idea di società: ingiusta, privatistica ed elitaria dove i più forti hanno tutte le possibilità, mentre i più deboli sono costretti a subire le scelte imposte.  Sicuramente oggi il sistema universitario cos'ì com'è non funziona ed ha gravi ed evidenti problemi. Ma non è possibile accettare l'idea che la risoluzione di tali problemi passi per la distruzione del sistema pubblico e del diritto allo studio. 

In questi mesi si sono mobilitatati studenti, ricercatori, personale tecnico amministrativo e docenti. In tutte le città e sedi universitarie ci sono state e ci saranno assemblee, occupazioni, blitz ai luoghi simbolo della cultura del nostro paese. Il 30 novembre nonostante ci fosse una mobilitazione imponente di 400.000 studenti la Camera ha approvato il DDL Gelmini, a cui manca ora solo il passaggio finale in Senato. Noi non ci scoraggiamo, anzi. Siamo convinti che fermare il ddl sia possibile oltre che necessario per il bene dell'università. Nei prossimi giorni porteremo avanti lotte e mobilitazioni insieme ai ricercatori e tutti coloro che vogliono difendere il sapere pubblico e gli spazi di democrazia in Italia. Fermare il DDL è possibile! 




Le mobilitazioni della giornata del 30 novembre 2010

ROMA: ore 9.00: Roma blindata dalle forze dell’ordine. Ore 10.30 corteo imponente da piazzale Aldo Moro verso il centro. Il corteo è di 50000 studenti medi ed universitari. Ore 13.30 il corteo dopo aver attraversato piazza indipendenza, via cavour, fori imperiali, piazza venezia largo Argentina arriva sotto Montecitorio. Alle ore 14.30 il corteo si dirige verso il lungo tevere, via del corso e poi verso termini.
TORINO: Cortei cittadini con blocchi stradali
NAPOLI: Corteo con oltre 20000 studenti. Occupazione simbolica di Castel dell’ovo
PALERMO: Corteo di studenti con 50000 studenti che paralizzano la città. Occupate le facoltà di medicina sc. Politiche, scienze e lettere.
FIRENZE: Corteo partito dal polo delle scienze sociali che ha invaso e paralizzato la città. Nel frattempo prosegue l’occupazione del tetto delle presidenze del Polo di Novoli.
BOLOGNA: Corteo con 5000 studenti. Incursione a palazzo d’accursio e occupazione simbolica del rettorato
FORLI’: occupazione simbolica Statua Aureli Saffi
CESENA. Occupazione simbolica aula magna del Rettorato con oltre un mille studenti
RAVENNA: Occupazione simbolica Mausoleo di Teodorico
CATANIA: Corteo con la partecipazione di 7000 studenti. È stata bloccata per un’ora la stazione centrale. Sc. Politiche e Fisica occupate
LECCE: Corteo con 2500 studenti e successiva occupazione dell’Anfiteatro Romano. Assemblea
ANCONA: Prosegue occupazione tetto della facoltà di Ingegneria, abbraccio collettivo dell’ateneo
PARMA: Prosegue, per il quinto giorno, l’occupazione tetto della facoltà di matematica.
PAVIA: Corteo con oltre 2000 studenti. Sono stati esposti degli striscioni da Torre dell’Università Centrale, dal Ponte Coperto e  sulla riva del Ticino. Prosegue occupazione della torretta all’università
CAGLIARI: proseguono le occupazioni delle Facoltà. Striscioni dalle Torri della Città. Corteo Studentesco e successivamente proiezione del dibattito alla Camera dei Deputati.
PERUGIA: Corteo studentesco con oltre 1500 studenti.
VENEZIA: Occupazione Cà Foscari
L’AQUILA: Proseguita l’occupazione del polo di scienze. Nel pomeriggio blitz negli edifici inutilizzati dell’università e della Regione. Proiezione del dibattito alla Camera. Assemblea per stabilire come proseguire la protesta.
COSENZA: corteo con la partecipazione di 4000 studenti. Successivamente è stata bloccata la Salerno - Reggio Calabria
MILANO: corteo e blocco delle stazioni di Rogoredo, Cadorna e Loreto
MODENA: corteo con oltre 2000 studenti
FERRARA: Sit-in al polo biomedico con oltre 1000 studenti. Occupata sala dell’arengo ( ufficio del Sindaco). Occupato simbolicamente il castello Estense, dove è stato esposto uno striscione con scritto “Roccaforte della cultura”. Successivamente c’è stata un’assemblea ad architettura per discutere di come proseguire la protesta.
PISA: Corteo con 10000 studenti e occupazione dei binari alla stazione. Blocco dell’Autostrada
TERAMO: Assemblea a Sc. Politiche e occupazione della radio di ateneo. La radio occupata è stata utilizzata per la diretta della protesta dalle città
BRESCIA: occupazione del ponte di ingegneria per svariate ore
CHIETI: Prosegue l’occupazione del polo di lettere. Occupazioni del polo di Pescara. Nel pomeriggio affollata lezione su Pasolini (Ass. 360°)

Letto 6822 volte
Notizie Correlate
Audio/Video Correlati
Dalla rete di Articolo 21