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La storia di Margherita e le sue nozze
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di Michela Gargiulo

La storia di Margherita e le sue nozze

E’ emozionato Luigi. Quando Margherita esce dall’Audi bianca vestita da sposa si commuove. Come se lei fosse sua figlia e lui il padre della sposa. Margherita Asta ha deciso di farsi accompagnare all’altare da Don Luigi Ciotti, da quando l’ha conosciuto nel 2003.

Lui il prete fondatore del gruppo Abele e di Libera. Lei una vittima di mafia. Margherita non ha più la sua famiglia. La mattina del 2 aprile del 1985 sua madre e i suoi due fratelli gemelli di sei anni, Giuseppe e Salvatore saltarono in aria su un’auto bomba. La mafia voleva uccidere il giudice Carlo Palermo ma l’auto di Barbara Asta fece da scudo alla blindata del giudice.

Di sua madre e dei suoi fratelli non rimase più niente. La foto della strage Margherita l’ha vista soltanto dopo 16 anni. Suo padre, Nunzio, è morto nel 1993 di crepacuore. Ieri nella chiesa della Madonna di Lourdes a Trapani c’era la sua nuova famiglia. Enrico, l’amore incontrato a Parma durante la presentazione di un libro che parlava della sua storia; i ragazzi di Libera che l’hanno accompagnata in questi anni di dolori e di processi.

C’era un’Italia intera di amici arrivati a Trapani che Margherita si è conquistata in questi anni con la sua storia, il suo coraggio e il suo impegno. Amici che si sono sentiti ieri tutti un po’ padri e un po’ madri di Margherita. Che l’hanno guardata con gli occhi lucidi e che hanno accompagnato quella donna con gli occhi grandi e il vestito bianco come se fosse una figlia.

Poteva scegliere, Margherita, con la sua storia, se essere una vittima e invece ha scelto di essere protagonista della sua vita, con l’impegno e con la passione della sua lotta contro la mafia. E quell’immagine e l’immagine di quella sposa rimarrà impressa nei nostri cuori per sempre. Quando Luigi ci ha invitato all’altare per la preghiera agli sposi, siamo rimasti inchiodati alle nostre panche. Volevamo andare tutti, ma avevamo paura di commuoverci, di piangere, e avevamo promesso di non farlo. Ora, solo con le parole, te lo possiamo dire, Margherita. Siamo orgogliosi di te.


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