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A Napoli si e' parlato di beni comuni. Un fronte comune di sindaci per la loro difesa
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di Anna Mazza

A Napoli si e' parlato di beni comuni. Un fronte comune di sindaci per la loro difesa

Sindaci, amministratori, movimenti, associazioni, cittadini si sono incontrati sabato 28 gennaio a Napoli per parlare dei beni comuni, nell'ambito del Forum promosso dal Comune di Napoli al Teatro Politeama e al Maschio Angioino. Oltre 1500 iscritti per un appuntamento al quale hanno aderito Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia), Massimo Zedda (sindaco di Cagliari), Giuliano Pisapia (sindaco di Milano), Michele Emiliano (sindaco di Bari), Giorgio Orsoni (sindaco di Venezia), Virginio Merola (sindaco di Bologna), Nicola Zingaretti (presidente della Provincia di Roma). Oltre che, naturalmente, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Ad aprire i lavori Norma Rangeri e l’assessore Alberto Lucarelli. Proprio Norma Rangeri tocca un punto di fondamentale attualità: l’importanza di considerare la Libertà di Stampa come Bene Comune. Il tema viene ripreso da una proposta dei ragazzi della Rete Viola: la Rai, come servizio pubblico e quindi Bene Comune. In tal senso è auspicabile che continui ad essere quindi oggetto di iniziative affinchè la cittadinanza possa partecipare attivamente in termini di controllo.

Esiste in questo senso una proposta di legge dei parlamentari Zaccaria, Giulietti ed altri (AC 4559) che prevede la nascita di un Consiglio Nazionale degli Utenti, se d’altra parte l'art. 43 della Costituzione prevede l'affidamento di servizi pubblici essenziali a comunità di utenti. Al tavolo di lavoro su beni comuni e servizi pubblici tanti gli interventi, tutti interessanti e ricchi di suggerimenti: da Paul Ginsborg al Valle occupato, da Ugo Mattei, che ha coordinato i lavori, ai ragazzi del cinema Palazzo, dal Forum per l’acqua pubblica a semplici cittadini interessati a prendere parte a questa nuova fase politica napoletana.

Una contaminazione euforica. L’euforia di prendere parte a una nuova fase politica napoletana O forse italiana. E’ stato, come lo ha definito Vendola “un momento di osmosi tra politica e movimenti” Due cose saltano agli occhi durante il dibattito conclusivo al teatro Politeama: Una è la volontà di dare un senso di continuità a quanto accaduto sabato. Ci saranno altre iniziative. De Magistris ha annunciato una festa dei Beni Comuni alla Mostra d’Oltremare ( dove, ricorda, nel 1976 intervenne Enrico Berlinguer…). Sarà forse un’altra possibilità per chi al Forum, al Politeama non era presente?

L’altra, la nascita di un fronte comune. Un fronte comune nell’ opposizione alle politiche di Monti, fronte comune nella creazione di nuove prassi politiche che si oppongano alle storture del capitalismo senile, contro l’arroccamento dei poteri del governo Monti. E se è vero quanto è stato affermato sul palco del Politeama, che in questo momento è pericoloso essere isolati, allora un primo importantissimo passo è stato compiuto sabato. A Napoli. Anna Mazza.


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