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Il Berlusconario: guida alla scoperta di un premier che parla semplicistico, ma bugiardo e vuoto
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di Stefano Corradino

Il Berlusconario: guida alla scoperta di un premier che parla semplicistico, ma bugiardo e vuoto

28 marzo 1997. Venerdì Santo. La nave della marina militare italiana «Sibilla» sperona il battello albanese «Kater I Rades», che si trova ancora in acque internazionali, ma cerca di avvicinarsi alle coste pugliesi. 58 morti, numerosi i bambini. Berlusconi era a capo dell’opposizione: «... Siamo stati chiusi nell’egoismo - dice ai microfoni con gli occhi lucidi dalla commozione - non possiamo permettere che succeda più nel nostro Paese. Non possiamo chiudere le porte...
Ieri il presidente del Consiglio è tornato sul tema: "Meno immigrati meno criminalità". Gaffe la prima o la seconda? Tendenza alla quotidiana contraddizione con se stesso o scelta calcolata? Per dare la risposta (o la prognosi) vale la pena leggere "Berlusconario", il libro scritto da Giorgio Santelli (Articolo 21) e Giovanni Belfiori (staff di Walter Veltroni) da un paio di giorni nelle principali librerie italiane. Perchè come ha scritto Marco Travaglio, autore della prefazione, "lui parla semplicistico, ma bugiardo e vuoto; e soltanto descrivendo Silvio Berlusconi per quello che è, con le parole giuste, si può comprendere chi è davvero e maturare gli anticorpi necessari a sconfiggerlo".

I francesi hanno definito le sue battute come “humour déplacé”, un’ironia fuori luogo. Praticamente un giullare che ha stravolto il suo copione. Leggiamo quindi tutte d'un fiato le gaffe di Berlusconi, e scopriremo che in realtà non sono gaffe ma che con queste sue uscite a gamba tesa Berlusconi obbliga gli avversari a parlare di lui, detta l’agenda politica spostando l’attenzione dai contenuti alla persona. Alla sua persona...

corradino@articolo21.info


Da "Berlusconario" - Edizioni Melampo, 240 pagine, € 13

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ESTRATTI DAL LIBRO
 

Posizioni variabili: immigrati
Nel tardo pomeriggio del 28 marzo 1997, un Venerdì Santo, la nave della marina militare italiana «Sibilla» speronò il battello albanese «Kater I Rades», che si trovava ancora in acque internazionali, ma che cercava di avvicinarsi alle coste pugliesi. I morti furono 58, tra cui numerosi bambini. Governava il centrosinistra e Berlusconi era a capo dell’opposizione:
«Credo che l’Italia non possa accettare di dare al mondo l’immagine di chi butta a mare qualcuno che fugge da un Paese vicino, temendo per la sua vita, cercando salvezza e scampo in un Paese che ritiene amico. Il nostro dovere è quello di dare temporaneo accoglimento a chi si trova in queste condizioni. Vede, io li ho visti, i superstiti del naufragio. Erano disperati. E nessuno era lì con loro, nessuno gli ha detto niente, capito? Si parla di settanta morti, venti bambini, una tragedia paragonabile a Ustica, e questi qui, dal presidente della Repubblica al presidente del Consiglio al ministro della Difesa, restano a casa loro? È drammatico. Siamo stati chiusi nell’egoismo, non possiamo permettere che succeda più nel nostro Paese. Non possiamo chiudere le porte, 58 milioni di italiani che stanno bene non possono respingere povere persone che vengono qui per cercare un po’ di libertà. Domandiamoci se la tragedia non è anche dovuta, almeno in parte, a quel coro di gettateli a mare, sono tutti delinquenti sentito nei giorni scorsi».
(Ansa, 30 marzo 1997)

Oggi il parere sarebbe lo stesso?
 …qualche anno dopo

Nessuna retromarcia sul contrasto all’immigrazione clandestina nonostante la preoccupazione espressa dal Vaticano per il respingimento di alcuni barconi con a bordo uomini e donne provenienti dalla Libia. A confermare la linea della fermezza è il premier Silvio Berlusconi, che ne approfitta per chiarire le differenze tra l’attuale esecutivo e la sinistra che «ha aperto le porte e che era ed è quella di un’Italia multietnica». Una politica che non è poi quella del governo attuale: «Noi abbiamo un’idea diversa». Ora, fa capire bene il capo del governo, l’Italia accoglierà «solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico». La lotta agli sbarchi clandestini dunque prosegue, anzi Berlusconi precisa che sulla materia non deve esserci «nessuno scandalo» anche perché i clandestini «vengono trovati in acque internazionali». In questo caso, è il ragionamento di Berlusconi, «vale il nostro diritto di respingerli».
(Ansa, 9 maggio 2009)

Immigrati. Gli stenti temprano il fisico
«Gli immigrati in arrivo in Italia, già abituati a una vita di stenti, hanno un fisico più integro del nostro». (la Repubblica, 19 febbraio 2004) Dunque si ammalano meno e costano anche meno. Risposta ai presidenti di Regione che chiedevano un aumento della spesa sanitaria. 

Immigrati. I morti non parlano
Giornalista: «Presidente, riuscirete a evitare la vergogna vista ad Agrigento dei naufraghi morti annegati raccolti da poliziotti in pedalò?».
Berlusconi: «Ma lei vorrebbe che ci fossero delle navi speciali per la raccolta dei cadaveri in mare?».
Giornalista: «No, vorrei solo che si evitasse la vergogna di recuperare i cadaveri in mare con i pedalò, tutto qui». Berlusconi: «Non credo che si siano lamentati. Anche i pedalò vanno bene...».
(l’Unità, 28 settembre 2002)

Oggi:
Meno immigrati, meno crimini
«I risultati sui nostri contrasti all'immigrazione clandestina sono molto positivi» e questo è importante perché una «riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri tenutosi a Reggio Calabria.
(Ansa, 28 gennaio 2010)

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO ALLA FESTA NAZIONALE DEMOCRATICA SULLA NEVE DI FOLGARIA


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