Clicca qui per il nuovo sito di Articolo 21 »
Ricerca con Google
Web articolo21.info
 
 
Articolo 21 - INTERNI
Disprezza la Costituzione e la democrazia e ora vuole il Semipresidenzialismo
Condividi su Facebook Condividi su OKNOtizie Condividi su Del.icio.us.

di Nicola Tranfaglia

Disprezza la Costituzione e la democrazia e ora vuole il Semipresidenzialismo

Dopo quasi vent’anni di discussioni che hanno percorso inutilmente le aule parlamentari del nostro paese, si parla - come fossero imminenti - di grandi riforme istituzionali. E ne parla l’uomo che ha dimostrato, dal 1994 ad oggi, di nutrire il massimo disprezzo per la nostra costituzione come per il parlamento repubblicano e che, da quando è ritornato di nuovo al potere nell’aprile 2008, sa che questa è l’ultima occasione per cambiare i meccanismi di governo in Italia e vuole approfittarne. Berlusconi, come è noto, gode di una sicura maggioranza nelle due Camere legislative e ha un Presidente della repubblica che si mostra assai disponibile a collaborare.
E’ difficile che possano ripresentarsi quindi condizioni migliori ma non ha spiegato ancora che cosa intende quando parla della soluzione “semipresidenzialismo” per l’ordinamento che ha in mente.
In maniera diversa il presidente della Camera Fini  in un convegno della Fondazione “Fare Futuro” e l’ex ambasciatore Giovanni Sartori in un editoriale sul “Corriere della Sera” gli hanno spiegato che il semipresidenzialismo è un guscio vuoto, se non si interviene nello stesso tempo sui necessari contrappesi e organi di controllo rispetto ai poteri del presidente e che il semipresidenzialismo per funzionare richiede il necessario complemento di una legge elettorale assai diversa da quella vigente.
Ma l’uno e l’altro non hanno tenuto conto, a mio avviso, di un elemento molto importante. Berlusconi ha già dimostrato in tutta la sua carriera politica che non ha a cuore l’idea di un sistema politico democratico ed armonico, per usare un termine che l’on. Fini ha citato parlando della possibile riforma costituzionale.
All’attuale presidente del Consiglio interessa piuttosto creare un sistema di vera e propria onnipotenza per sé stesso, cioè per chi pensa debba impersonare il futuro presidente della repubblica. Da questo punto di vista né i controlli costituzionali né una nuova legge elettorale appaiono complementi necessari per la riforma.
A Berlusconi interessa piuttosto che il nuovo capo dello Stato disponga di poteri estremamente penetranti, che il parlamento sia un organo di sostanziale ratifica delle sue decisioni, che gli organi di controllo poco o nulla possano fare.
L’armonia non è un obbiettivo dell’attuale capo del governo che ha intorno a sé uomini, almeno per ora, disposti a seguirlo senza discutere.
Certo, esiste ancora un ostacolo a conseguire gli obbiettivi che Berlusconi si propone ed è l’articolo 138 della costituzione: se la maggioranza sarà semplice e non di due terzi come prescrive la Carta il referendum confermativo sarà inevitabile.
E dunque passerà ancora un certo tempo. Ma se il dominio dei mezzi di comunicazione decisivi, e in primo luogo le televisioni, resteranno nelle mani, come è adesso, del presidente del Consiglio non è difficile ipotizzare che anche il referendum possa esser agevolmente superato e l’Italia diventi l’unico paese europeo e occidentale ad esser governato da un presidente onnipotente che ha intorno a sè un parlamento che conta poco e altri organi che stanno in piedi più per fornire alibi che per controllare davvero  il presidente.
Siamo troppo pessimisti o si tratta soltanto di necessario realismo di fronte all’andamento delle cose dall’aprile 2008? Ai lettori l’ardua risposta.

Aspettando il treno delle Riforme… stesi sui binari - di Giuseppe Giulietti* / Riforme nuova morfina mediatica - di Tania Passa


Letto 3819 volte
Dalla rete di Articolo 21