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Confindustria "gela" il presidente Berlusconi. Alcuni Tg fanno finta di niente
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di DENTRO LE NOTIZIE

Confindustria "gela" il presidente Berlusconi. Alcuni Tg fanno finta di niente

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I TITOLI DEI TG DI GIOVEDI 27 MAGGIO 2010 - Nel giorno in cui arriva la notizia dal golfo del Messico che la falla da dove fuoriusciva petrolio è stata tappata, i telegiornali nazionali cercano di capire se la “falla” nei conti dello stato, potrà avere stessa sorte attraverso la manovra finanziaria varata ieri. Perché ancora non si riesce a capire che tipo di manovra sarà. Oggi è infatti arrivata una nuova smentita e una nuova anticipazione. L’ anticipazione  è  che si pagherà il pedaggio sulla Salerno – Reggio Calabria, la smentita, per bocca dello stesso premier, che le provincie non verranno abolite.

Per saperne di più i Tg rincorrono il presidente del consiglio, oggi impegnato all’assemblea di Confindustria, ma rimediano solo le immagini imbarazzate del capo del governo che incassa un no secco, dalla stessa assemblea, alla proposta di nomina del presidente Marcegaglia a ministro delle attività produttive. Ne parlano tutti i telegiornali Rai ed il Tg5, nessuna citazione a Studio Aperto e Tg4. Il Tg de La7 vi dedica la copertina mostrando tutta la sequenza.

Il telegiornale de La7 sarà argomento del nostro commento questa sera, perché ieri è stato al centro di una polemica tra il suo direttore, Antonello Piroso, e la federazione Nazionale della Stampa. Il contendere è un’email di invito alla riunione, con tutti i direttori delle principali testate italiane, contro il decreto intercettazioni, organizzato lunedì scorso dal sindacato dei giornalisti. Piroso non vi ha preso parte. Alla richiesta di chiarimenti del Cdr, sul perché della mancata partecipazione, ha risposto di non aver mai ricevuto l’invito. Pronta la replica della Federazione la quale, attraverso il segretario Franco Siddi, ha fatto sapere che l’invito non solo è stato inviato, ma che  l’email è stata anche letta dal ricevente.
Di questo fatto  avremmo voluto parlare con lo stesso direttore Piroso, per conoscere meglio la sua posizione e metterla a confronto con quella del sindacato, visto che comunque la questione intercettazioni riguarderà il lavoro delle redazioni dei telegiornali che ogni sera teniamo sotto osservazione. Ma in serata, attraverso la sua segreteria, in modo cortese ha declinato l’invito. Ne parleremo quindi solo con una delle due parti e cioè con Paolo Butturini segretario dell’ Associazione Stampa Romana. Naturalmente i nostri microfoni per il direttore Piroso resteranno sempre aperti.

Per il resto i telegiornali, oltre alle notizie legate all’economia, ci hanno fatto sapere che presto sarà in commercio l’i pad, che continua il processo sul caso della scuola di Rignano Flaminio, o che il clima, come ci ha spiegato il solito Emilio Fede, fa ancora i capricci. Purtroppo, ancora una volta, nessuno ha parlato dei due morti di oggi nei  posti di lavoro.  


Il Commento di Paolo Butturini, Segretario dell’Associazione Stampa Romana
(Intervista di Alberto Baldazzi)

Butturini, al di là delle mail aperte, non aperte … degli inviti ricevuti, non ricevuti … questa piccola vicenda del nostro mondo, relativa al direttore del TG LA7 come la si può sintetizzare?
 “ Beh … direi che c’è chi si sottrae ad un dovere civico, che è comunque diventato patrimonio collettivo; direttori di diversa estrazione ideale, politica … storie di giornalistiche diverse,  hanno convenuto che quel disegno di legge, così com’era e così com’è stato licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato, fosse un disegno di legge liberticida, soprattutto per quello che riguardava la libertà d’informazione, ed era necessario esternare il proprio dissenso e, in qualche modo, prendere già una posizione su un ipotetico dopo; insomma: chi si sottrae risponderà alla propria coscienza. Io credo che, prima di tutto, dovrebbe rispondere, diciamo, ai telespettatori e ai cittadini,   ed in seconda battuta, “last but not least”, anche alla sua redazione , e all’autonomia dei suoi redattori.”

La settimana che si apre con lunedì riporterà di nuovo in primo piano la vicenda intercettazioni, perché siamo in aula; la settimana in corso, invece, ha sicuramente segnato dei punti a vantaggio di chi si batte contro  le leggi-bavaglio. Qual è la previsione che si può fare?
 “ Beh, si profila una mediazione di bassissimo profilo; io credo che su una cosa bisogna essere chiari: i cittadini devono sapere. Non è compito mio, è compito dei parlamentari ,  è compito dei ministri, è compito di chi governa  e di chi fa l’opposizione trovare un ipotetico punto di mediazione. Francamente non vedo su  che cosa, perché, ripeto, avevamo già detto da tanto tempo come Federazione della Stampa ed associazioni regionali che la privacy è una cosa che sta a cuore anche a noi; c’eravamo impegnati anche ad approvare norme che in qualche modo vietassero l’esposizione mediatica di fatti personali e privati, ma qui non stiamo parlando di fatti personali e privati, e quindi fatico a trovare quella che possa essere una mediazione che conservi veramente il principio della libertà d’informazione. Io in questo sono un po’ radicale, dico che “non c’è diritto alla privacy” per chi - questo lo dicono gli americani,  come recita il primo emendamento, voglio dire, della Costituzione americana-  non c’è diritto alla privacy per chi si espone alla vita pubblica: la sua casa, la sua vita, le sue azioni devono essere trasparenti; se proprio dobbiamo rinunciare ad un pezzettino di questo che  secondo me è un  diritto dei cittadini, -  ripeto: non dei giornalisti -,  che si faccia almeno garantendo che poi siamo liberi di parlare di qualsiasi altra cosa.”

Butturini, una battuta in conclusione: l’immagine dei direttori da Roma a Milano, di ogni estrazione culturale, politica, di storie personali diversissime, riuniti intorno all’appello della FNSI, un voto, da 1 a 10, per chi come te si occupa di questioni della comunicazione dal punto di vista sindacale.”
 “ Per una volta la categoria ha sicuramente dato un immagine di sè molto più unita, molto più attenta alle esigenze della democrazia, dell’informazione;  è un voto alto, magari 10 è eccessivo, perchè  sembriamo auto-referenziali … diciamo che un bel otto + ce lo siamo meritati. Posso dire un ultima cosa su Piroso? Piroso non è nuovo a queste cose, già  in passato c’è stato un episodio stigmatizzato e denunciato dall’Associazione Stampa Romana, dalla Federazione della Stampa,  un episodio di censura nei confronti di un pezzo che riguardava le mafie, fatto dalla collega Silvia Resta;  ecco, io dico che questi tipi di elettori nuociono prima di tutto all’informazione, in secondo luogo anche alla propria redazione”.


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