Clicca qui per il nuovo sito di Articolo 21 »
Ricerca con Google
Web articolo21.info
 
 
Articolo 21 - Editoriali
Usa, aumentano gli 'ungoogleable': la resistenza ai motori di ricerca
Condividi su Facebook Condividi su OKNOtizie Condividi su Del.icio.us.

di Cristina Nadotti*

Non c'è scampo, una volta che Google ti ha catturato sei in trappola. E non solo perché ha cambiato il modo di cercare informazioni, diventando quasi indispensabile, ma perché dentro Google (o Yahoo, Altavista, o quel che preferite), volenti o nolenti, ci si sta tutti. C'è chi ne fa una questione di status e ogni mattina digita nome e cognome nel motore di ricerca per vedere quanto e come appare in rete, e c'è chi invece fa di tutto per essere "incliccabile", "ungoogleable", come si dice ormai negli States.

E' una questione di privacy, in fin dei conti. Così come si sceglie di non apparire nell'elenco del telefono, si dovrebbe poter chiedere di non apparire nei motori di ricerca. Ma la rete è la rete, libera il più possibile. Allora bisogna provvedere da soli e in America diventare "ungoogleable" è ormai un modo di essere, con tutte le implicazioni dell'osservanza di una fede.

La rivista Wired ha intervistato alcuni "ungoogleables", che hanno parlato solo a patto che il loro nome vero non fosse scritto, naturalmente. Il perché è chiaro: un nome che appare in un articolo pubblicato su internet viene subito catturato dai motori di ricerca. Però il signor Pinco Pallino non ha usato solo questa accortezza: non interviene nei forum con il suo nome reale, non rivela informazioni a ditte e aziende, non è membro di associazioni che pubblicano i resoconti delle loro riunioni o gli elenchi degli aderenti su internet. Per lui non comparire su internet è una questione di privacy e di prudenza. Una scelta fatta quando un ladro informatico ha tentato di usare i dati della sua carta di credito. E lui vuole continuare a giocare sui siti di videopoker senza scocciature.

C'è però chi ha bisogno di essere "ungoogleable". Il signor Tizio non vuole essere trovato dai motori di ricerca perché è un attivista in gruppi che praticano la disobbedienza civile. E' stato arrestato parecchie volte e non essere facilmente rintracciabile è uno dei modi per tenere le autorità al largo e non essere sotto costante osservazione. Tizio è quasi perfetto come "ungoogleable": non ha un conto corrente in banca, né telefono, non possiede carte di credito e le utenze di casa sono intestate al suo coinquilino. E' anche contento di essere costretto a tenere contatti diretti con i suoi amici o gli attivisti del suo gruppo.

Ma il suo non è il delitto perfetto: "Il signor Tizio vota - osserva Pam Dixon, direttore di un forum di discussione sui problemi della privacy - e registrarsi per il voto è una delle cose che inseriscono il nome in molti database e lo rendono visibile a Google".

Non sembra proprio esserci scampo. C'è chi ha adottato tutte le precauzioni e poi ha scoperto che sono stati altri a inserire il suo nome in un elenco, oppure ha messo anche solo una parte del suo nome vero in una chat, o in un indirizzo e-mail, ed è stato catturato lo stesso dalla rete. Sì, perché se aumentano gli "ungoogleable", aumentano anche i cacciatori di nomi. Non è fantascienza, tra poco gli investigatori privati specializzati in indagini matrimoniali affineranno le loro tecniche per trovare i fedifraghi sulle chat erotiche, anche se hanno usato il nick più improbabile. E Google e i suoi simili saranno loro di grande aiuto.

*da Repubblica

Letto 538 volte
Notizie Correlate
Audio/Video Correlati
Dalla rete di Articolo 21