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Altro che Roma ladrona….! Lega predona
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di Ottavio Olita

Altro che Roma ladrona….! Lega predona

Diffondendo a macchia d’olio il modello culturale ed esistenziale del “chiagne e fotte”,  Berlusconi ha fatto un nuovo adepto: la Lega Nord. Tra Calderoli, Bossi, Bricolo, Castelli è una bella gara a chi spara a zero contro i modelli della cosiddetta “Prima Repubblica”; poi dimostrano di essere straordinariamente efficienti  nell’applicazione di metodi di lavoro criticatissimi. Alcuni giorni fa l’attacco virulento del ministro della semplificazione alla Rai ha avuto le caratteristiche della cortina fumogena  accesa per nascondere il disastroso esito del confronto Governo-Regioni sulla manovra finanziaria: mandante del furto, l’esecutivo nazionale dichiara di non mettere direttamente le mani nelle tasche dei cittadini, ma le fa mettere per interposta persona agli amministratori regionali e locali costringendoli a tagliare servizi, assistenza, interventi sul territorio. Tra gli accusatori di questo piano scellerato, in prima fila Formigoni, governatore della Lombardia, e Polverini, governatrice del Lazio, entrambi protagonisti con Berlusconi e gli altri candidati dell’indimenticabile giuramento sul palco di chiusura della manifestazione elettorale del Pdl per le elezioni regionali con il quale sostenevano, ad esempio, che mai avrebbero toccato la sanità o aumentato le tasse di loro pertinenza.
Ma non è stato solo Calderoli a tentare di dirottare l’attenzione dei suoi elettori da questo ennesimo smacco per la dichiarata politica della Lega; in Senato il capogruppo Bricolo ha affermato che prima ci si fosse sbrigati a togliere di mezzo il DdL 1611 sulle intercettazioni, prima il Parlamento si sarebbe potuto dedicare con più attenzione alle “Grandi Riforme”, prima fra tutte il federalismo fiscale. Federalismo che esiste solo negli slogan e nelle chiacchiere mentre in realtà questi signori, anch’essi irresistibilmente attratti dalla mai morta pratica della spartizione del bottino, si dedicano con devozione a ottenere poltrone, “cadreghe” e “cadreghini”. Una di queste, secondo l’allarme lanciato dai parlamentari Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita e dal segretario dell’Usigrai Carlo Verna, è la carica di direttore di Rai News 24. Via Corradino Mineo, dentro un leghista doc, pare con una esperienza professionale  maturata in emittenti di rilevanza internazionale: Telepadania?
 Gli italiani, si sa, hanno memoria cortissima, purtroppo. Ai tempi delle interminabili trattative per la formazione dei governi, i dirigenti democristiani che, per escludere i comunisti e prima ancora i socialisti, dovevano fare i conti  con cespugli e cespuglietti come Pri, Pli. Psdi, nel pacchetto delle trattative inserivano tanti posti e posticini di sottogoverno ed anche poltrone e poltroncine Rai. Ma quei dirigenti, almeno, avevano il senso dello Stato inteso come bene collettivo, non come proprietà privata. Cosa succede di diverso oggi? L’attuale maggioranza, secondo il conteggio fatto da Giulietti e Vita con la nomina del fedelissimo ‘lumbard’ potrà contare sul controllo di 10 delle undici testate Rai. Questa è la strada delle ‘Grandi Riforme’?
 Che questo governo e questa maggioranza di centrodestra siano dei maestri nella pratica del ‘Chiagne e fotte’ – giustificata o tenuta nascosta dall’imponente apparato di controllo proprietario dell’informazione e della comunicazione da parte del Presidente del Consiglio – si può capire; quel che impressiona è che, ancora una volta, sono poche le voci a farsi sentire contro questo indecente malcostume.


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