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Articolo 21 - Editoriali
La mancata indignazione dellâ??Occidente
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di B.I.

Vi siete mai chiesti cosa faccia e come viva un condannato a morte la cui pena venga rinviata di anno in anno, di mese in mese, poi, di giorno in giorno... quali siano i suoi pensieri e cosa significhi rincorrere lentamente la morte senza sapere quando arriverĂ  di preciso, ma con la certezza assoluta, quasi matematica che, comunque sia arriverĂ , perchè qualcuno ha deciso che cosĂŹ devâ??essere.
A volte, può succedere che lâ??esecuzione, ormai stabilita nei modi e nei tempi, venga fermata dalla riapertura del caso. Questo è esattamente quello che è successo a Vernon Evans, 56enne di colore, detenuto nel Maryland e accusato dellâ??omicidio di due persone: la condanna a morte era stata decretata circa ventâ??anni fa.
Lâ??esecuzione, fissata per il 6 febbraio è stata rinviata grazie ai ricorsi presentati dalla difesa, in particolare quelli secondo cui, sul giudizio peserebbe molto il pregiudizio razziale.
Ma, Evans ha anche unâ??altra particolaritĂ : è un blogger. Naturalmente non in maniera diretta. A gestire il suo blog è un amico che si occupa di raccogliere la miriade di messaggi che ogni giorno vi arrivano, stamparli e pubblicare le risposte che lo stesso Evans si sente di dare. Dispensa consigli, incoraggia, trasmette messaggi positivi.
Ad oggi, grazie allâ??aiuto di amici e volontari di diverse associazioni, sono molti i detenuti, anche condannati a morte che riescono ad avere, proprio attraverso internet, un contatto con il mondo esterno.
Ma se per loro esiste se non altro una via di fuga virtuale, per i detenuti della prigione di Guantanamo neanche la morte può essere una via di fuga.
Questâ??anno, la prigione di Guantanamo ha compiuto 5 anni, e di spostamenti neanche lâ??ombra. Quella che doveva essere un luogo di detenzione provvisorio per i â??sospettiâ? terroristi dopo la guerra in Afghanistan è, a tutti gli effetti un carcere-accampamento di massima sicurezza allâ??interno del quale i prigionieri sono trattenuti in maniera illegittima, senza processo regolare e senza sapere quanto ancora saranno costretti alla reclusione.
Eâ?? una prigione anomala, quella di Guantanamo, dove al posto delle pareti vi è una recinzione metallica e dove i prigionieri vengono tenuti sotto controllo 24 ore su 24, maltrattati, quando non torturati; a nessuno è permesso avvicinarsi. Le organizzazioni umanitarie, prime fra tutti Amnesty international denunciano da tempo (l'utimo rapporto è stato pubblicato di recente, il 6 febbraio) la totale mancanza di rispetto dei diritti umani fondamentali, grazie alle testimonianze raccolte da chi, da quellâ??inferno, è scampato.
500 persone imprigionate per un tempo indeterminato e ancora in attesa di un processo regolare, a cui non è neanche consentito morire. Molti di loro, per protesta, hanno usato lâ??unico strumento a loro disposizione, lo sciopero della fame da perpetrare fino allo stremo: per tutta risposta, le autoritĂ  carcerarie hanno disposto lâ??alimentazione forzata, da eseguire su apposite â??sedie di contenimentoâ?.
Torture fisiche e psicologiche perpetrate ai danni di PERSONE la cui colpevolezza non è mai stata dimostrata: questa è la democrazia occidentale?
Dove sono finiti i principi sanciti dalla convenzione di Ginevra e soprattutto perchè nessuno si indigna come dovrebbe? forse che lâ??etica e la morale sono pure suppellettili da sfoggiare solo quando fa comodo e da usare a mo di capo dâ??accusa contro i presunti nemici dellâ??occidente?

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