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Articolo 21 - Editoriali
A Beirut s‚??avanza uno strano soldato
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di Michele Mezza*

E' innanzitutto una Guerra nuova quella che si i combatte attorno a Beirut in queste settimane, con molto di antico.  E‚?? antica la crudelta‚?? delle bombe,  sempre sadicamente dirette contro innocenti.E‚?? antico lo sconquasso che produce in una regione dove nulla e‚?? semplice e tutto sara‚?? ancora piu‚?? complicate dopo I bombardamenti. Sono antichi, e dunque inadeguati, anche I riflessi condizionati di chi  pavlovianamente difente solo I propi simili nel groviglio che si ripete da 50 anni, senza porsi mai il problema di capire come dipanarlo realmente. Ma l‚??atrocita‚?? non ci deve velare la realta‚?? che ci  mostra una Guerra con qualcosa di atrocemente nuovo. E‚?? nuovo intanto il profilo di uno dei contendenti- gli Hezbollah- con il loro modo reticolare di muoversi , colpire e sparire.

E‚?? nuova la forma a rete,a network, che stanno assumendo i guerriglieri del partito di Dio. E‚?? nuovo il modo con cui si usa il territorio: come piattaforma  operativa e non come patrimonio da possedere e difendere.E‚?? nuovo il fatto che non ci si pone il problema di vincere la Guerra-  e dunque non si devono misurare I combattimenti con  la logica di chi vince e chi perde-quanto quello di appalesarsi come combattenti ineliminabili. La Guerra va fermata, subito.Ma va anche capita e decifrata. Purtroppo non credo che l‚??ordine di successione fra  due eventi possa realisticamente essere quello piu‚?? nauirale. Prima la tregua e poi l‚??analisi. I due contendenti hanno strategie troppo diverse per essere messi attorno ad un tavolo alla cieca.La politica sembra non avere presa, ne trovare interlocutori sul campo di quella battaglia Dagli osservatori, in particolare dai giornalisti, dovrebbe  venire un contributo concreto ad accorciare I combattimenti. Dovrebbe venire un contributo di conoscenza e  di realta‚?? oltre alle denuncie,per identificare  la natura di quest‚??evento.Qualcosa mi sembra di cogliere sui giornali americani, oltre le caricature delle posizioni dell‚??avversario. I principali quotidiani- questa volta devo dire piu‚?? il New york Times che non il Washington post- insieme ai piu‚?? prestigiosi siti di opinione,si rimpallano da qualche giorno una domandai : perche' questa sara', forse ,  la prima delle guerre medio orientali che la potenza militare israeliana non potra' dominare, come e' invece regolarmente accaduto in questi 50 anni ?

E' questa una domanda che gli americani si  fanno sopratutto pensando  al proprio paese che , a sua volta, e' alle prese con un conflitto complesso e non decifrabile, del quale non e‚?? in grado di venire a capo.
Quanto sta accadendo nel sud del libano, nella regione a ridosso del confine con Israele ,ad opera degli Hezbollah appare in questi giorni come un fenomeno largamente inedito per gli specialisti: non riducibile alla tradizionale  tattica di guerriglia convenzionale, e altamente allarmante per l'unica superpotenza del pianeta. Qualcosa per cui  il concetto di cessate il fuoco e‚?? inutile. "Siamo di fronte al primo grande scontro fra uno stato nazione e un network. che dimostra come la forza dei network, in tutti I campi, sia ormai una minaccia  per la sicurezza degli USA". Le parole di John Arquilla, uno dei piu' brillanti analisti  della Naval postgraduate school di Washington illuminano uno scenario indotto dalla Guerra che parla direttamente al mondo della comunicazione. 

Gli Hezbollah con la loro conduzione  della Guerra contro Israele hanno superato  la vecchia idea della guerriglia popolare- il famoso pesce che nuota nell‚??acqua, come spiegava il Presidente Mao- elaborando una nuova strategia che vede una formazione a rete usare un territorio  in open source: senza possederlo, ma utilizzandolo come una piattaforma ipertestuale, con piani successive dovenascondere arsenali e risorse, dove organizzare  attacchi  in profondita' contro il nemico, senza   assumersi  poi alcuna responsabilita‚?? nella difesa dello stesso  territorio Una strategia a surfing,in cui si opera  senza offrire bersagli agli avversari e senza garantire difese alla popolazione che diventa invece uno scudo dietro cui nascondersi. E' quest'azione in movimento permanente, che sta disorientando gli arsenali israeliani, che non riescono ad inquadrare obbiettivi militari significativi e politicamente sostenibili. La tattica delle milizie filo iraniane si basa infatti sull'intreccio fra una grande pervasivita' della sua organizzazione nel territorio e sull'uso di dispositivi e soluzioni tecnologiche estremamente avanzate, come i nuovi missili terra terra e I radar miniaturizzati. Il combinato disposto di questi fattori  rende le milizie islamiche estremamente mobili e precise nell'attacco contro gli obbiettivi israeliani. Milizie che non hanno nulla in comune con la convenzionale idea dei guerriglieri, armati di coraggio e fucile. Questi sono dei nuovi guerrieri Blade Runner, super tecnologizzati.

Proprio  la qualita‚?? e la sofisticatezza delle dotazioni tecnologiche fanno intendere come si sia spostato il confine nell'uso della violenza pianificata  fra organizzazione convenzionale e segmenti informali . La potenza e la sofisticatezza dei sistemi d‚??arma che una volta era monopolio di apparati  nazionali, di stati solidi, oggi invece e' disponibile anche per strutture private. Questo e' il punto di snodo nello scontro fra stato nazione e network. L'asimmetria fra i due soggetti tende oggi a penalizzare lo stato nazione, lento, riconoscibile, e stanziale, rispetto alle formazioni  informali, veloci, indistinte e irresponsabili. Un'asimmetria che troviamo riprodotta in tutti i campi  dell'agire umano: dalla scienza, all'industria, ai servizi, alla comunicazione, per finire all'economia. Gli Hezbollah  sono oggi un nuovo tipo sociale di esercito, senza terra e senza vittoria. Che si afferma solo per il fatto di colpire e di farlo in una modalita‚?? reticolare. Qualcosa di non dissimile dalla rete informatica,  un sistema tutto bordi, senza un centro di commando. Dove non si puo‚?? staccare la spina.

L'avvento della rete sta facendo saltare l'ultimo primato  che rimaneva allo stato-nazione, al grande apparato centrale,   che era appunto  l‚??uso  della violenza internazionale.Anche la Guerra si sta disintermediando, come l‚??informazione. Ed e‚?? questa tendenza che sembra disarmare di piu‚??  la potenza Americana, abituata a basare la sua supremazia sulla residenzialita‚?? del sapere e della tecnologia nel suo territorio. Ritroviamo qui l‚??eco di un attacco di Bush che era rimasto ignorato nei mesi successive all‚??11 settembre, quando il presidente Americano, in un discorso a West Point, davanti al fior fiore delle gerarchie militari del suo paese disse che ‚?? I nemici degli USA sono due : il terrorismo e la tecnologia‚?Ě . Lungo questo crinale si modificano equilibri e gerarchie nel mondo. Oltre che I concetti di buono e cattivo, amico e nemico. E anche l‚??idea di pace L‚??Ira  diventa una potenza in grado di ribaltare la sua inferiorita‚?? strategica , mentre Israele si  trova rabbiosamente sola contro  un nemico che non ha capitali.Oggi come spiega P.W.Singer, senior fellow al Brookings Institution, sul supplemento del New York Times della scorsa Domenica, " siamo entrati in una fase nuova, dove ogni rapporto di forza si ribalta, e per la quale non abbiamo alcuna idea di come affrontarla".   Probabilmente  sara‚?? questa inadeguatezza che riportera‚?? gli americani al tavolo del negoziato multilaterale, dopo che  se ne erano andati all‚??inizio della presidenza  Bush.

Ma in questo gorgo non troviamo solo le guerre guerreggiate. Troviamo  anche un altra faccia della globalizzazione, dove si dare una spiegazione convincete alla spettacolare accorciarsi delle distanze fra USA da una parte e Cina ed India dall'altra, o nel ribaltamento dei rapporto fra Microsoft w Google, o ancora per la crisi della TV generalista.Il networking e' una nuova fase di organizzazione dell'umanita', che deve essere elaborate e metabolizzata come lo fu il fordismo. Perche' come il fordismo sta producendo nuovi assetti di potere e di convivenza. E come il fordismo all‚??inizio del XX secolo, sta mietendo vittime e  selezionando  vincitori. Capire e‚?? la premessa per intervenire.

*www.mediasenzamediatori.org

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