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Il dramma di Terzigno "sorpassa" Avetrana. Una novità: c'è emergenza rifiuti nel napoletano
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di Reporter senza rete

Il dramma di Terzigno "sorpassa" Avetrana. Una novità: c'è emergenza rifiuti nel napoletano

 

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  • Terzigno scalza Avetrana dall’apertura di quasi tutti i Tg, con l’eccezione di Studio Aperto e Tg 4, che affrontano “a modo loro” l’emergenza nell’area vesuviana come secondo titolo. Dicevamo “ a modo loro”, perché soprattutto Emilio Fede liquida la protesta di massa omologandola a gruppetti dal volto coperto che nulla avrebbero a che fare con la popolazione. Una lettura senz’altro liquidatoria di problematiche sociali e civili che animano decine di migliaia di persone: ma quando si brucia una bandiera italiana, per Fede tutto il resto non conta. Non contano neanche le dichiarazioni imbarazzate del capo della Polizia Manganelli, che ricorda che il ricorso alla forza pubblica non può essere la panacea per risolvere le questioni sociali. Più equilibrati tutti gli altri Tg che fanno parlare la “gente” compatta contro la conferma dell’apertura della seconda discarica  nell’area del Parco Nazionale. I Tg non riprendono la notizia paradossale del Presidente del Parco, Ugo Leone, “bacchettato” dal Ministro dell’ambiente Prestigiacomo per il suo annuncio pubblico di dimissioni, collegato alla decisione politica  sulla seconda discarica che dovrebbe occupare un’area più ampia della bocca del Vesuvio. Domani Consiglio dei Ministri straordinario per affrontare una situazione lasciata colpevolmente a macerare. Per il Ministro, intervistata dal TG2, la questione è tutta legata alla criminalità. Nel commento abbiamo sentito proprio il Presidente del parco Ugo Leone, che risponde alle dichiarazioni della Prestigiacomo.
    Se cercate nei Tg riscontro alle censure dell’Agcom per gli squilibri di TG4, Tg 1 e Studio Aperto, rinunciate.
    Dal Tg 3 segnaliamo un servizio-inchiesta dalla provincia di Taranto, dove sembra che numerose aziende agricole fallite rischino di essere acquistate all’asta da gruppi malavitosi. Uno dei tanti prezzi della crisi.
    Per chi  ama le tradizioni, anche stasera il Tg 1 ci preannuncia l’imminente estrazione dei numeri del superenalotto: Per chi “ama” e basta, Studio Aperto ci annuncia un’atmosfera hot nel bunker del Grande Fratello, e l’”avvenimento” della prima doccia sexi.


     Il Commento di Ugo Leone, Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio

    (intervista di Alberto Baldazzi)

    Ugo Leone, presidente del parco del Vesuvio. Due domande. Per prima cosa: si è dimesso? E, seconda domanda, questo scambio abbastanza duro col Ministro Prestigiacomo, che è il Ministro dell’Ambiente- lo ricordiamo -, come lo valuta?

    “Non mi sono dimesso. Non sono tanto presuntuoso da dire che ho minacciato le dimissioni, ma nel momento in cui il parco che sono stato chiamato a presiedere dovesse diventare da un area naturale un immondezzaio, evidentemente io non avrei più materia su cui presiedere, e di conseguenza presenterei del dimissioni. Confermo che combattiamo con tutti gli strumenti non cruenti che abbiamo a disposizione per evitare che questo accada. Per quanto riguarda lo scontro con, chiamiamolo così, col Ministro Prestigiacomo, lei ha subito detto che alla mia “offerta” di dimissioni, aspetta la lettera per accoglierle immediatamente, e si meraviglia per il fatto che io non le abbia date due anni fa, quando il Parlamento approvò il decreto di deroga per l’apertura di discariche nel parco del Vesuvio. Devo dire che le cose non sono assimilabili: intanto non c’era materia per le mie dimissioni all’epoca perché noi (dico noi parco, ma anche insieme noi le associazioni degli ambientalisti, i comitati dei cittadini, ed utilizzammo gli strumenti che avevamo a disposizione. Due in particolare: il ricorso al Tar del Lazio contro la costruzione di una strada, non prevista dal decreto di deroga, per far passare più speditamente i camion che vanno a scaricare i rifiuti. Il Tar del Lazio ci ha dato ragione. L’Unione Europea è poi qui venuta con una delegazione di quella commissione, e scesi tutti insieme in discarica, hanno potuto valutare l’esistenza di una quantità di rifiuti anomali rispetto ad una discarica sicura, primo perché c’era del percolato, secondo perché c’erano stormi di gabbiani svolazzanti, terzo perché la presidente di quella commissione, un olandese molto tignosa, ha messo le mani tra i rifiuti e ne ha tirato fuori un fusto di rifiuti tossici. La conclusione di questa visita della commissione delle previsioni è che … è un abominio. La presenza di una discarica così è un abominio, soprattutto in un parco nazionale, e ne hanno vietato l’apertura di un'altra.

    Un territorio particolarissimo, creato dalla biodiversità del terreno vulcanico, ed allo stesso tempo un territorio popolato da decine di migliaia di persone che fino a ieri hanno guardato in su, consci dei rischi di eruzione, ma che oggi guarda a terra, consapevoli dell’inquinamento e dei miasmi della discarica esistente e di quella che dovrebbe essere aperta. Presidente, il vulcano è un rischio, l’inquinamento una certezza?

     “Il vulcano è un rischio, ed è importante questa contrapposizione perché il rischio è legato ad una probabilità. È nell’ordine naturale delle cose che un giorno, ci auguriamo molto lontano nel tempo, il Vesuvio riprenda ad eruttare, con tutto il danno che può fare. Ma il percolato è effettivamente una realtà, con  la quale i cittadini sono quotidianamente costretti a fare i conti. Poiché questa realtà colpevolmente da tempo trascurata, sono scesi in piazza”.

    Ma queste proteste sono state anche violente, Presidente?

    “Io non sto giustificando, sto motivando le intemperanze e le violenze di questi ultimi tempi, perché (i cittadini) si sono resi conto che questa era l’unica possibilità per far conoscere all’esterno dell’area del parco il loro problema.


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