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Mara Carfagna ravviva un giorno di ordinaria pre-crisi
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di Reporter senza rete

Mara Carfagna ravviva un giorno di ordinaria pre-crisi

 

Aspetteremo pazientemente il 14 dicembre, data in cui si discuterà la fiducia al governo. Perché, come abbiamo già sottolineato nei giorni scorsi, di pazienza ce ne vorrà tanta nel seguire i telegiornali. In quanto siamo convinti che ogni sera ci propineranno la solita solfa: Fini che dice al governo  “così non va”; Bossi che propone le elezioni anticipate; Di Pietro che chiede al governo di andare a Casa; Casini che vuole un governo di responsabilità.  E Bersani? Bersani non pervenuto. In compenso il segretario del Pd oggi ha fatto visita ai lavoratori della Vjlnis,  che da mesi protestano nell’ex carcere dell’Asinara, notizia riportata  nei titoli solo dal Tg3. Ma la notizia politica della giornata riguarda il ministro Mara Carfagna. Possibili le sue dimissioni dal governo dopo la fiducia e conseguente uscita dal Pdl. E’ apertura nei titoli di Tg3, Tg5, Tg1, Tg La7 (quest’ultimo vi dedica due titoli); secondo titolo per Tg2; nessuna citazione per Studio Aperto, che ne parla solo con una breve da studio e Tg4. Nella pastoia politica di oggi il fatto è stato l’unico elemento di novità.

Intanto i problemi del paese, rispetto a ciò che viene definito il teatrino della politica, restano al palo. Da varie parti d’Italia giungono notizie di aziende in crisi,  disoccupazione in aumento, dato quest’ultimo che preoccupa stranamente il direttore del Tg4 che dedica all’argomento un titolo ed un servizio, e cultura italiana sempre più a pezzi. Oggi si è aggiunto il crollo nella chiesa madre di Gela. I tagli alla cultura previsti in finanziaria creeranno nuovi  problemi non solo al nostro patrimonio artistico, ma anche al cinema e all’arte in generale. Continueremo a parlarne  nel nostro spazio commento, con l’intervista al regista Giuliano Montaldo, che ci parlerà dello sciopero di tutti gli operatori del cinema e dello spettacolo del prossimo 22 novembre. 

Per le altre notizie il caso Avetrana su tutti, con l’interrogatorio di Michele Misseri  nell’udienza preliminare,apertura nei titoli solo per Studio Aperto, per tutti gli altri in scaletta ad eccezione del Tg la7; e il caso del concerto di Elton John a Napoli, con l’Unione Europea che ha chiesto la restituzione dei fondi spesi per l’evento. La notizia è nei titoli di quasi tutti i Tg.

Le particolarità di oggi  giungono come al solito da Studio Aperto, che anche questa sera ci parla di Ufo con un servizio dedicato ai cacciatori degli oggetti volanti non identificati. Ma Studio Aperto non si ferma agli Ufo e ci fa conoscere una nuova formula matematica che recita cosi: S+C moltiplicato B+F diviso T-B. Non affannatevi a capirne il senso, perché non è una formula concepita da un nobelper la fisica. Semplicemente è la formula messa a punto da un non meglio identificato esperto per calcolare il perfetto lato B delle donne. E anche stasera abbiamo detto tutto.


 Il Commento di Giuliano Montaldo, regista

(intervista di Alberto Baldazzi) 

Maestro: lei è giovanile, ma non è un giovanotto. In tutti i decenni che ha passato nel mondo della cultura e del cinema, come collocherebbe questa fase che sta passando la produzione cinematografica e,  più  in generale, e la nostra cultura?

“È la  più tetra, oscura, buia. Direi, inoltre,  con grande dolore, che manca quella sensazione, quella forza d’un tempo, anche se  però, forse, piano piano se ne vede un barlume. Guardi che io, in questi tanti lustri, ne ho visti tanti di momenti difficili, come le invettive che sono state lanciate  contro il cinema del neorealismo; andando avanti ne ho viste davvero tante. In verità, nel lungo elenco di ministri che si sono succeduti, nessuno aveva osato, usato i termini orrendi che ha usato questo ultimo ministro, questo signore poeta che è stato messo lì. Però, un tempo, c’èra subito, immediatamente, il desiderio  di lottare perché bisognava difendere soprattutto il mondo del lavoro – per altro Roma, senza il cinema e lo spettacolo, sembra una città molto più povera – ma, soprattutto, le nostre idee. Mi pare, invece, che si siamo “autocensurati” per paura di quel meccanismo tritacarne che è il mondo finanziario, che poi, alla fin fine, è  un  triangolo delle bermuda: le due grandi aziende, Rai e Mediaset, ed il Ministero. Questo  credo significhi che, in qualche modo, ci sia il timore di una contrazione  ulteriore .Ecco, mi pare d’avvertire una certa preoccupazione  diffusa …  però sento la voglia di reagire!”

Ecco, maestro …

“La voglia di reagire! … 

Ieri … il presidio a Montecitorio, con una grande partecipazione …

“Ma sì, sì sì. Questo è un buon segno”.

Lunedì lo sciopero dell’intero sistema …

“Mi dispiace che sia stato indetto per un lunedì: avrei preferito fosse stato a metà settimana perché non vorrei che qualcheduno dicesse “Ecco, hanno trovato il modo di farsi un ponte”, perché questi sono capaci di tutto. Però va bene così: saremo tanti, saremo abbastanza incazzati. Lo ripeto: non si può più sentire battute sui fannulloni, sugli accattoni, che “la cultura non si mangia”!  Cose da dementi, che io non avevo mai immaginato di dover sentire …”

C’è da rimpiangere Andreotti?

Mah! Direi che Andreotti, per lo meno, ha detto solo: “I panni sporchi si lavano in casa”. Questi hanno detto di noi  cose molto più orrende . Come se noi stessimo fuori dal Ministero dei Beni Culturali col cappello in mano, seduti sul marciapiede, ad elemosinare. Ma se sono soldi che vanno nel mercato, che rendono,  che fanno lavorare la gente!  Sono soldi che creano altra occupazione e lavoro. Ma siamo pazzi ?! ma dove vivono ?!  Forse l’ultimo film che hanno visto è stato “Ben Hur” .

 

 


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