Clicca qui per il nuovo sito di Articolo 21 »
Ricerca con Google
Web articolo21.info
 
 
Articolo 21 - IDEE IN MOVIMENTO
Gattegna: " Ripartiamo dai giovani contro ogni razzismo"
Condividi su Facebook Condividi su OKNOtizie Condividi su Del.icio.us.

di Gian Mario Gillio*

Gattegna: " Ripartiamo dai giovani contro ogni razzismo"

L’ebraismo italiano si è a più riprese interrogato sul modo di proporre una riflessione che non fosse svuotata dei suoi significati più profondi, riducendosi a semplice celebrazione. Qual è, secondo lei, il modo migliore per celebrare il Giorno della Memoria?
Lo diciamo spesso e non ci stanchiamo di ripeterlo: la didattica della Shoah, l’educazione alla conoscenza di ciò che è stato, un approccio non superficiale né inflazionato alla storia e alla Memoria, sono strumenti preziosissimi per la formazione delle persone. Da dieci anni il Ministero dell’Istruzione, università e ricerca, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, promuove il concorso “I giovani ricordano la Shoah”, che va proprio in questa direzione: produrre sapere, formare le persone a importanti valori civili quali il rispetto della diversità, l’apertura verso l’altro, la lotta a ogni razzismo. Valori la cui diffusione, nelle moderne società multiculturali, è non solo un fatto positivo, ma un’indispensabile necessità.

Ad oggi, nel 2011, sono sempre di meno, per motivi anagrafici, i sopravvissuti e i testimoni diretti, ma non è diminuita la memorialistica, l’indagine storica ed anche la narrazione. Come si spiega l’enorme presa emotiva della Shoah sulle persone?
La Shoah è stata una catastrofe divenuta la pietra di paragone per qualsiasi evento bellico che implicasse tentativi di pulizia etnica e di genocidio. Il piano di Hitler per distruggere gli ebrei d’Europa era basato su principi ideologici non solo antiebraici, i quali non sarebbero stati una novità nella storia viste le tante ondate di antisemitismo che nei secoli hanno avuto luogo, ma anti-umani. Nel nazismo c’era la negazione del valore delle singole vite, c’era l’aberrante pensiero che gli inabili fisici o mentali fossero una zavorra per l’umanità, c’era la persecuzione di qualsiasi persona che deviasse dal pensiero totalizzante imposto dalla dittatura. Un insieme di teorie criminali, anti-umane appunto. Gli ebrei pagarono il prezzo più alto di questo immane tentativo genocida. La Shoah impressiona e interessa tanto le persone, proprio per la terribile ideologia che c’era dietro, e per quell’immane macchina tecnologica (del progresso tecnico dovremmo talvolta diffidare, se non accompagnato da valori umani e morali) che fu lo strumento di precisione dello sterminio.

Può suonare ridondante affermare che: ricordare la Shoah deve essere l’esercizio di una memoria critica teso al cambiamento e al miglioramento dell'umanità?
Sarà ridondante ma è vero: credo che studiare e conoscere la Shoah possa aiutare a salvaguardare la società dal virus degli estremismi, del razzismo e del pregiudizio antiebraico.

A Palazzo Chigi è stata presentata l’iniziativa “Storia di famiglie”, campagna pubblicitaria per la tv pubblica a privata, volta a realizzare una raccolta di materiali e documenti da destinare ai Musei della Shoah e dell'ebraismo. Che ne pensa?
La Shoah, e più in generale gli accadimenti della seconda guerra mondiale in Italia, hanno coinvolto profondamente la popolazione. Sicuramente, in qualche baule, cantina o soffitta, molti italiani conservano documenti, foto e altro materiale che sono un pezzo di storia. Trovo sia bella l’idea che i nascenti musei della Shoah di Roma e dell’ebraismo italiano di Ferrara, nonché il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, potranno un giorno essere composti da oggetti donati da tante persone.

Vorrei chiudere domandandole un ricordo di Tullia Zevi.
Dignità, coraggio, spessore intellettuale. Tullia Zevi è stata una vera donna coraggio, protagonista, dalla metà del secolo scorso, della storia d’Italia e dell’ebraismo italiano. Donne come Lei non possono che essere un esempio da seguire, specialmente per le giovani generazioni.

Direttore dell rivista Confronti 
*tratto da L'Unità

 


Letto 4952 volte
Dalla rete di Articolo 21