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Riforme in Syria?
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di redazione

Riforme in Syria? Proteste a Damasco, Duma, Latakia, Homs, Reka, decine di arresti nella capitale. Questo è quanto emerge nelle prime ore successiva alla preghiera di mezzogiorno odierna, in occasione della quale l’opposizione siriana aveva invitato a protestare per il massacro di Daraa (40 morti), chiedendo riforme politiche. La tv di Stato trasmette da ieri sera immagini di gente in festa “a Daraa”, felice per le aperture fatte ieri dal presidente Bashar al-Assad, ma sui social network molti utenti affermano che si tratti di “immagini registrate relative al 2007″.

L’agenzia ufficiale di notizie Sana guida la campagna mediatica del regime baatista, al potere da quasi mezzo secolo, per assicurare che “il popolo siriano è col presidente Bashar al Assad”. Nella prima pagina del sito Internet della Sana si legge: “Un’atmosfera di soddisfazione regna a Daraa e nelle regioni dopo l’annuncio del pacchetto di decisioni e decreti emessi dal presidente Bashar al Assad”.

“Sono immagini registrate che si riferiscono a cortei organizzati dal regime nel 2007″, si legge sul “muro” del gruppo Facebook “Syrian.Revolution” che mentre si scrive conta più di 78.000 utenti. “Guardate la tv, trasmettono il passato come se fosse in diretta!”, afferma su Twitter un “attivista siriano”.

In serata, la tv di Stato ha anche aperto un “collegamento diretto telefonico con i telespettatori”, trasmettendo “in diretta” alcune testimonianze “spontanee” di sostegno al raìs siriano. L’emittente non ha però mai fornito ai telespettatori il numero di telefono a cui chiamare per intervenire in diretta.

Difficile dire sulla base di quante scarne e parzili informazioni se la protesta ormai sia un fatto nazionale e non più limitato alla cittadina di Daraa; di certo noi siamo convinti che le aperture del presidente Bashar al-Assad non siano credibili, perché il regime “baathista alawita” siriano per noi è  irriformabile. Un regime tribale, che si identifica con la piccola minoranza alawita, dalla quale provengono tutti i generali siriani e che negli anni si è costruito un’ideologia di tipo fascista, non può trovare il bandolo delle riforme, perché se lo trovasse ucciderebbe se stesso.

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