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Una boccata di liberaldemocrazia
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di Federico Orlando*

Una boccata di liberaldemocrazia

 Cara Europa, ho guardato alcuni telegiornali, mercoledì sera, sia Rai che Mediaset (Tg7 fa testo a sé), per vedere la sceneggiata di Berlusconi a Lampedusa, ormai anch'essa sua proprietà come la Costa Smeralda in Sardegna, il Tigullio in Liguria, le superville in  Brianza e sui laghi, perfino alla periferia di Roma, sempre fra gli applausi di un pubblico felice di ogni nuovo acquisto, anche se abita in una stamberga, o proprio per questo. Ma volevo vedere quanto numeroso fosse quel pubblico, perché, non so se avete notato, i tg hanno inquadrato non la piazza, ma il palchetto e qualche astante: sicché non siamo riusciti a capire se dei 5000 abitanti di Lampedusa ce n'erano ad applaudire 50, 500 o 5000. E intanto veniamo a sapere che la Rete 4 manda in onda falsi terremotati aquilani, a lodare la ricostruzione con case ville e giardini e a deprecare chi dice di non aver aver avuto per poter ancora speculare a sbafo in albergo. Ma le autorità di controllo non esistono più in Italia? Almeno sulla Rai, visto che per essa paghiamo una tassa? Lea Cappuccilli, Napoli

 Cara signora, mercoledì scorso è stata una giornata infausta per l'onore e il decoro dell'Italia (commedia dell'arte a Lampedusa, bordello nell'aula di Montecitorio, provocazione del noto La Russa sulla piazza di Montecitorio e replica poco commendevole di questa: lo dico senza l'incallito cerchiobottismo del Corriere della sera, articolo di fondo). Perciò le sarà sfuggito il filo d'aria pulita che la giornata ha fatto registrare tra tanto tsunami antidemocratico. Mi riferisco al forte intervento istituzionale di Sergio Zavoli, giornalista vero e da due anni presidente della commissione parlamentare di vigilanza  sulla Rai. Un intervento che, senza lanci di monetine o di insulti da angiporto fascista, ha letteralmente mortificato i  commissari della maggioranza, i cui  emendamenti avrebbero stravolto il regolamento da applicare ai talk show nelle prossime settimane elettorali. Una boccata di liberaldemocrazia, che ha avuto il plauso della Federazione della stampa, di Articolo 21, del vice presidente della vigilanza Merlo, di innumerevoli personalità della cultura e delle attività professionali. Una boccata da segnalare insieme al risveglio (è primavera) dell'Agcom, l'autorità garante delle comunicazioni. Essa ha ordinato al Tg1, al Tg4 e a Studio aperto di eliminare il loro sfacciato squilibrio a favore del governo e della maggioranza e di ripristinare la parità di condizioni per l'opposizione. Zavoli ha rilevato che la richiesta della maggioranza, di sospendere i talk show della Rai per le elezioni amministrative di maggio, come purtroppo si fece con le regionali del marzo 2010, “comporterebbe in primo luogo una forte limitazione della libertà d'espressione e di autonomia professionale dei giornalisti;  in secondo luogo, la sottrazione di spazi agli adempimenti del servizio pubblico, appunto i talk show, che verrebbero sottratti anche al 75 per cento degli italiani non coinvolti nelle elezioni amministrative”. Come presidente della commissione bicamerale e come  relatore al regolamento di par condicio per quelle elezioni, Zavoli ha ribadito che “i talk show “non sono equiparabili ai programmi di informazione politica”. Gli emendamenti della destra, tendenti proprio a quella equiparazione, sono pertanto “inammissibili”. Del resto, la Commissione di vigilanza non  può e non deve discostarsi dai pronunciamenti in materia di altre e alte istituzioni, quali la Corte costituzionale, il Tar del Lazio, e l'Agcom. Così, in una giornata tristissima per l'Italia e la sua democrazia, un signore di 85 anni ha dimostrato, a molti politici e giornalisti che hanno la metà dei suoi anni, che si può resistere alla “zagaglia barbara” (Carducci). Come tropo spesso non si fa. Aggiungerei alle boccate d'aria della Vigilanza e dell'Agcom, per completezza d'informazione, le due pagine del Corriere della sera (52 e 53) interamente dedicate alla “fabbrica del pubblico Tv”) in Rai e in Mediaset. Vi si spiegano i falsi come quelli della signora pseudoaquilana di cui lei ricorda la recita a pagamento nel programma di Rita Dalla Chiesa, seguito da 2 milioni di massaie ai fornelli. Due milioni di elettrici. Ovvero: come ti fabbrico il consenso durevole al premier, fuori da tg e talk show.   

*da Europa


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