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Articolo 21 - Editoriali
Italia 2004, l’età del nuovo proibizionismo
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di Maria Zegarelli

da L'Unità

Fecondazione, aborto, droga e discoteche: l’offensiva del governo colpisce la ricerca, le donne e i giovani
No a ricerca, aborto, spinello: è il governo delle illibertà. Dalla fecondazione assistita alla droga, dai diritti delle donne all’asilo politico, la linea è: proibire tutto

ROMA La chiamano Casa delle libertà. Eppure quando parlano a volte si sente il tintinnare delle manette. Altre volte l’eco di una condanna senza appello per chi non la pensa come loro. Le parole d’ordine sembrano essere due, soprattutto: reprimere e punire. Dall’aborto alle discoteche, passando tra le varie forme di tossicodipendenza. «Siamo di fronte alla vera visione sociale della destra italiana», osserva Franco Corleone, presidente del Forum droghe.
Le proposte di legge (e le leggi poi approvate) colpiscono con sistematica puntualità «i diritti, le libertà e le garanzie dello Stato sociale». Droga, fecondazione, aborto, giustizia minorile, discoteche: temi scomodi da affrontare per il centro-destra alle prese con le incontinenze della Lega e le mille anime dell’area ultrà della maggioranza. A Silvio Berlusconi non sono piaciute né le dichiarazioni del senatore azzurro Antonio Gentile che ha proposto il ticket sull’aborto, né quelle del ministro Sirchia che ha dato delle «assassine» alle donne che abortiscono. Non tanto per il contenuto di quelle frasi, quanto piuttosto per il polverone che hanno sollevato dentro e fuori il cortile di casa.
«Ma è su questi temi che si misura una classe dirigente politica, non soltanto sulle questioni di grande economia. Loro, più che altro, esprimono pulsioni, un’accozzaglia di umori che non sanno gestire. Per questo hanno l’esigenza di dare l’immagine di una società normale, che va protetta dal disordine. Da una parte i buoni; dall’altra, nascosti e puniti, i cattivi», commenta Livia Turco, responsabile Welfare dei Ds. Una strategia studiata a tavolino? «Questo governo non ha un progetto chiaro, non ne sono capaci, ma sono a maggior ragione pericolosi perché non si pongono come fine quello di dare una soluzione ai problemi, quanto piuttosto di far leva sulle paure delle persone per far accettare il concetto di colpevolizzazione che c’è dietro ogni loro tentativo di affrontare le questioni sociali», aggiunge la deputata. Franco Corleone non sa se c’è una strategia dietro a tutto questo «ma comunque è un segno inequivocabile della visione poliziesca dei temi sociali. E guardo con grande preoccupazione questa deriva. Per fortuna, poi, c’è una certa resistenza per cui le cose peggiori vengono bloccate in parlamento e fuori. Penso, però, che da parte del centrosinistra ci si debba proporre con delle alternative e non solo con repliche difensive. Non basta dire no ad una legge, bisogna proporne un’altra più all’avanguardia».
«Assassine» o «superficiali» le donne che restano incinte e non portano avanti la gravidanza; tutti drogati allo stesso modo i tossicodipendenti, sia che usino marijuana sia che usino eroina, e vanno perciò sottoposti al trattamento sanitario obbligatorio; non eticamente ammissibile e dunque vietato dalla legge avvalersi della fecondazione eterologa (usando cioè il seme di un donatore esterno alla coppia), «prostituzione dell’utero», come è stata definita in parlamento da un senatore di An... e così via. Un elenco «lunghissimo al quale andrebbero ascritti anche i tentativi di riformare la giustizia minorile, la legge sull’immigrazione», continua Corleone.
In questi giorni il nuovo dicastero sulla droga, che porta la firma di An e dei suoi colonnelli, sta prendendo forma in maniera più chiara con l’apporto di Muccioli figlio (potente ormai quanto Muccioli padre), al controllo della Comunità di San Patrignano. Dagli operatori sanitari delle strutture pubbliche alle stesse comunità di recupero e cura è allarme generale. Di fronte ai fondi tagliati, il personale ridotto e le strutture inadeguate adesso arriva il «supercommissario politico». I centri terapeutici annunciano battaglia, reclamano più attenzione da parte del governo. Sarà uno dei temi più caldi della discussione dentro e fuori il parlamento già da settembre.
Invece, già dopo Ferragosto, ci saranno le linee guida annunciate dal ministro Girolamo Sirchia sulla legge sulla fecondazione assistita. Una legge definita «medievale» sia dall’opposizione che dalla stragrande maggioranza del mondo laico e cattolico.
Adesso il ministro avverte: se le linee guida non andranno bene «potranno essere modificate fra tre anni». Nel frattempo cresce sempre di più il numero di donne e di uomini che si rivolgono ai centri di procreazione assistita all’estero. Partono i più abbienti, perché tutti gli altri non possono affrontare spese di soggiorno e intervento. I più fervidi ammiratori del ministro Sirchia in fatto di aborto e sensibilità verso le donne, ieri, si sono mostrati quelli di Azione Giovani, il movimento giovanile di An, di Napoli. Hanno lanciato un’iniziativa pro-Sirchia, ormai lasciato solo da tutti: un sms per sostenerlo. Il messaggio è il seguente: «La vita è un diritto, l’aborto è omicidio: sostieni l’appello del ministro Sirchia». Dicono che già ieri ne siano arrivati un centinaio.
Tra le altre «perle» dell’oscurantismo berlusconiano, ci sono il soffertissimo decreto legge voluto con tutte le forze dal ministro Giovanardi (e affondato in parlamento) sull’orario di apertura delle discoteche e il divieto di sponsorizzare i grandi eventi musicali da parte delle major dell’alcool e l’ultima trovata del deputato di An Antonio Mazzocchi, che in questa corsa al divieto, ha già scritto una proposta di legge su piercing, trucco permanente e tatuaggi. Vietati per tutti i minori se non sono accompagnati da mamma o papà, ammessi per tutti gli altri purché firmino il «consenso informato». «L’esprit de loi» è sempre lo stesso, mascherato da tutta una serie di norme sulla sicurezza dei materiali utilizzati e la professionalità degli operatori della bellezza estetica che infilzano orecchini, tracciano disegni, sottolineano occhi e labbra. Se vorranno praticare dovranno studiare seguendo un vero e proprio corso. Sarà il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti ad occuparsi del «contenuto artistico-culturale e tecnico» dei programmi di preparazione dei suddetti, dice il deputato Mazzocchi pensando di rassicurare gli italiani.

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