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IL NUCLEARE - I VIDEO
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di Articolo 21

IL NUCLEARE - I VIDEO
Rai, non è più tempo per i richiami
“La Rai non sta facendo abbastanza, questo è evidente. Comitati ignorati nelle trasmissioni di approfondimento, spot informativi e autogestiti lontani dai tg di punta. Ma anche dall’Agcom ci aspettavamo di più. Cosa dovrebbero farsene gli italiani, scippati di due mesi di informazione sui referendum, dei richiami e degli appelli a 5 giorni dal voto?”. Lo sostiene il Comitato ‘Vota  Sì per fermare il nucleare’ commentando la presa di posizione dell’Agenzia. “Non è più il tempo delle verifiche: la Rai deve ottemperare al suo ruolo di servizio pubblico”, sottolineano le oltre 80 associazioni del Comitato: “E deve farlo subito: il comportamento inaccettabile della tv pubblica sta minacciando seriamente un momento importantissimo della democrazia del Paese

Referendum, censurata arroganza del governo. Ora tutti al voto!

“Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l’arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’, oltre 80 associazioni a favore del referendum contro il ritorno all’atomo, plaude alla decisione della Corte, che “ha arginato i trucchi e gli ipocriti ‘arrivederci’ al nucleare e ha ricondotto la questione nell’alveo delle regole istituzionali, contro l’inaccettabile tentato scippo di democrazia”.

Secondo le associazioni “oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia. Domenica 12 giugno tutti al voto contro il nucleare.


Germania, addio nucleare, reattori spenti entro 2022
La Germania fermerà il suo ultimo reattore nucleare nel 2022, diventando così la prima potenza industriale a rinunciare all'energia atomica. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Ambiente tedesco. La maggior parte dei 17 reattori tedeschi saranno fermati entro il 2011 mentre i tre più moderni del Paese di fermeranno al più tardi a fine 2022, ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Otto dei 17 reattori tedeschi, gia' scollegati dopo la catastrofe di Fukushima dalla rete di produzione di energia elettrica, non saranno più riattivati, ha aggiunto Rottgen, definendo la decisione ''irrevocabile''.

''E' una scelta definitiva, non ci saranno piu' ripensamenti: le ultime tre centrali saranno chiuse entro il 2022'', ha assicurato il ministro. Un arresto definitivo di tutti i reattori nucleari tedeschi nel 2022 rappresenta di fatto un ritorno al calendario fissato all'inizio degli anni 2000 dalla coalizione formata da social-democratici e verdi. Dopo la catastrofe di Fukushima in Giappone, a seguito del sisma e del maremoto dell'11 marzo scorso, la cancelliera Angela Merkel aveva immediatamente fermato le centrali più vecchie ed aveva lanciato una riflessione sull'abbandono del nucleare civile. Il nucleare garantisce poco meno di un quarto del fabbisogno di energia elettrica della prima economia europea. ( fonte Ansa)


“Un governo in piena crisi emotiva, spaventato dai sondaggi e dalla prova generale del referendum andata in scena in Sardegna, dà un colpo di spugna al proprio programma atomico. Per gli italiani è già una vittoria. Ma ci riproveranno: per questo vogliamo il referendum”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ commenta così l’ok definitivo al dl Omnibus. Una vittoria, spiegano le oltre 80 associazioni del comitato, “frutto della pressione dell’opinione pubblica e di un nuovo movimento antinucleare che non si scioglierà, per evitare colpi di coda”.

Ma, avvertono, “sappiamo bene che nelle intenzioni del governo questo è solo un arrivederci: per questo vogliamo che gli italiani non vengano espropriati del loro diritto a dare, il 12 e 13 giugno, l’addio definitivo all’atomo”. Il Comitato sottolinea che “è necessario far sapere che il referendum, fino alla firma di Napolitano e alla pronuncia della Cassazione, è ancora in piedi: non basta un decreto truffaldino a cancellarlo”. Le associazioni si augurano che “di fronte all’evidenza che il nucleare viene fatto uscire dalla porta per poterlo far rientrare quanto prima dalla finestra, il referendum venga confermato”. Comunque, conclude il Comitato, “la nostra campagna referendaria prosegue: perché il raggiungimento del quorum sarà un segnale politico utile anche per la battaglia contro il nucleare”.

http://www.fermiamoilnucleare.it/

 

 
 
 
 

 


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