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“Il Festival a casa del boss”
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di Iolanda Stella Corradino

“Il Festival a casa del boss”

Cosa direbbe don Peppe Diana se dovesse analizzare la realtà in cui noi oggi viviamo? Il sacerdote di Casal di Principe- che ha dato la sua vita per far capire che contro i mali della nostra società bisogna agire prepotentemente e non solo lamentarsene- probabilmente  plauderebbe al momento storico in cui gli italiani, come lui, hanno deciso di non tacere, votando, manifestando, mettendosi ‘Tutti in Piedi’ per far sentire la loro voce. Ma la lotta alla criminalità organizzata non si traduce ovviamente solo nelle manifestazione politiche o sociali di un certo spessore. Anche un festival, un momento di dibattito e divertimento, può diventare lotta alle mafie. Lo ha dimostrato nelle sue quattro edizioni il Festival dell’Impegno civile, voluto- nonostante le difficoltà- e diretto con tenacia dal giornalista Pietro Nardiello e promosso dal comitato don Peppe Diana e dalla associazione Libera di Caserta. Con lui, nel corso degli anni, diversi giornalisti, scrittori, musicisti, amici, hanno condiviso lo stupendo viaggio che dalle terre di camorra li ha condotti alle “terre di don Peppe Diana”. Anche quest’anno il festival ha ripreso la sua carovana tra i beni confiscati alla criminalità organizzata- fino al 30 luglio- ma in questa quarta edizione gli organizzatori hanno deciso di dar vita ad un ‘memorial’ delle varie tappe del festival. È nata così l’idea di far diventare il “Festival dell’impegno civile” un libro, titolato “Il Festival a casa del boss” e che sarà edito dalla Marotta & Cafiero. Il racconto realizzato da  Pietro Nardiello - che accenderà un riflettore sui motivi per cui è nato il Festival, i retroscena, le difficoltà, le speranze e le gioie nate in luoghi dove si costruisce un’Italia diversa- sarà intervallato dalle interviste realizzate dai giornalisti che hanno partecipato in occasioni diverse al Festival: Annateresa Damiano (Rai 3 – Campania); Francesca Ghidini ( Rai 3 – Campania); Chiara Marasca (Corriere del Mezzogiorno); Toni Mira (Avenire); Stefano Corradino (direttore Articolo 21); Vito Faenza (già all’Unità e Corriere del Mezzogiorno); Mariagrazia Poggiagliolmi (Il Roma); Armida Parisi (Il Roma); Conchita Sannino (La Repubblica).

Quindi Ulderico Pesce, Raffaello Magi, don Tonino Palmese, Cafiero De Raho, Peppe Barra, Tano Grasso, don Aniello Manganiello, Isaia Sales e amici di Alberto Varone. A chiudere il libro la risposta alla nostra domanda d’inizio, l’intervista impossibile a don Peppe Diana. Gli ideatori del libro hanno, inoltre, deciso di devolvere i diritti d’autore in beneficenza a “Cascina Caccia”, un bene confiscato alla mafia confiscato a San Sebastiano da Po in Piemonte.


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