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Al-Jazeera fa incetta di diritti sportivi grazie a Sarkozy
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di Valerio Refat

Al-Jazeera fa incetta di diritti sportivi grazie a Sarkozy da Il mondo di Annibale
Dopo aver acquisito a suon di milioni i diritti dei principali pacchetti televisivi della Champions League in Francia, Al Jazeera Sport ha messo sul piatto un'offerta pari a 240 milioni di euro per trasmettere in esclusiva le partite della League 1, la serie A transalpina, nei prossimi quattro anni. A Parigi l'affare è praticamente dato per fatto, con buona pace di Canal Plus che dovrà accontentarsi dei bouquet meno appetibili. Sei mesi fa l'emittente di proprietà della casa reale del Qatar si era assicurata, con una spesa di 90 milioni di euro, i diritti per l'estero del campionato francese. Mentre è in dirittura d'arrivo, sulla piattaforma francese, il nuovo canale all news dedicato interamente agli avvenimenti sportivi.

Ma l'attivismo di Al Jazeera è destinato a proseguire anche in altri Paesi europei: se in Italia è stato smentito l'interessamento di un fondo sovrano del Qatar nei confronti di Telecom Italia Media, in Spagna il network televisivo del Golfo ha acquisito i diritti per la trasmissione all'estero delle partite della Liga. Intanto i contratti per i diritti televisivi triennali della Premier League inglese, i più costosi del mondo, sono in scadenza e l'emittente araba appare intenzionata a partecipare ad un' asta destinata a superare, per la prima volta, i cinque miliardi di euro. Anche se l'affare dovesse sfumare, magari a vantaggio delle tv di Rupert Murdoch, gli abbonati di Al Jazeera Sport potranno consolarsi con la visione dei mondiali di calcio brasiliani, delle olimpiadi invernali di Soci e dei Campionati europei del 2016, tappe d'avvicinamento a quello che la famiglia reale del Qatar considera l'avvenimento del secolo: i Mondiali di calcio che nl 2022 si disputeranno proprio nel piccolo emirato del Golfo.

A dicembre 2010, nei giorni che precedettero l'assegnazione del torneo, l'Eliseo chiese al presidente dell'Uefa, Michel Platini di attivarsi per convincere i delegati Fifa ancora incerti ad appoggiare la candidatura di Doha. Pochi mesi dopo il fondo d'investimento di proprietà del trentunenne erede al trono dell'emirato Tamin Bin Hamad al-Thani, ha acquisito il controllo del Paris Saint Germain, la squadra del cuore di Nicolas Sarkozy e del sindaco socialista di Parigi, Bertrand Delanoe.
Costato 50 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i 90 milioni impiegati per la campagna acquisti più faraonica nella storia del calcio francese, il passaggio di proprietà del club parigino è stato salutato con entusiasmo anche dagli organi di stampa che nel 2006, in nome della difesa degli interessi nazionali, criticarono la vendita della squadra al fondo d'investimento americano Colony Capital. Grazie alla liquidità praticamente illimitata degli al-Thani, il Parco dei Principi si avvia a diventare uno dei palcoscenici calcistici più prestigiosi d'Europa, ribaltando l'immagine di un campionato minore rispetto a quelli inglese, spagnolo, tedesco e italiano.

Sarkozy, che nei sondaggi è costretto ad inseguire il socialista Francois Hollande, potrà goderne i diritti d'immagine solo se tra quattro mesi verrà rieletto. Tutto lascia credere che, indipendentemente dall'esito, la Francia in crisi economica non potrà fare a meno di un partner come il Qatar. Chi non perde occasione per mettere sotto accusa i legami tra i due Paesi, è Marine Le Pen, candidata della destra più reazionaria, infuriata per la creazione, da parte degli al-Thani, di un fondo da 50 milioni per favorire, attraverso l'imprenditoria, il recupero sociale delle banlieux, abitate in prevalenza da cittadini musulmani.

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