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Articolo 21 - Editoriali
Libertà di idee e responsabilità
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di Franco Venturini

da Corriere della Sera

Accade spesso che per capire la sostanza dei problemi risulti utile stare alla larga dalle risse politiche nostrane. La bocciatura al Parlamento europeo del commissario designato Buttiglione, subito seguita da roventi polemiche in Italia, conferma la regola e pone una questione di diverso spessore: quale rapporto deve intercorrere tra i convincimenti privati di un individuo e il suo ruolo pubblico di legislatore? Se l??interrogativo viene posto in linea di principio, la risposta possibile è una sola: nel mondo libertario e democratico al quale l??Europa appartiene ogni persona ha il sacrosanto diritto di pensarla come crede . Ha il diritto di avere i suoi valori religiosi, politici e sociali senza essere per questo discriminato o sottoposto a censura. La regola è talmente fondamentale che la stessa Unione si è data una «Carta dei diritti», presente nel progetto di Costituzione europea, dove la libertà di pensiero e di espressione viene solennemente garantita.
Come è possibile, allora, che la Commissione libertà civili del Parlamento europeo abbia ieri votato contro Buttiglione perché indignata dalle sue idee sugli omosessuali visti come peccatori e sulle donne troppo vincolate alla maternità? Ci troviamo forse al cospetto di un «fondamentalismo laico», di una manifestazione di intolleranza da parte dei parlamentari eletti nel giugno scorso?
Non è così, o almeno non è soltanto così. Il 5 ottobre Rocco Buttiglione si sottopose al rituale esame della stessa commissione parlamentare che ieri gli ha votato contro, e in quella sede, non in una conversazione informale, suscitò lo sconcerto di molti affermando che l??omosessualità è «un peccato» e che il matrimonio è «protezione da parte dell??uomo per consentire alle donne di generare figli» .
Visto che alla libertà di esprimere i propri valori fa riscontro la libertà del giudizio altrui, un politico esperto come Buttiglione avrebbe dovuto percepire l??inopportunità di dichiarazioni tanto categoriche. Anche se ispirate dalla concezione kantiana della morale oltre che dalle sue convinzioni religiose, anche se accompagnate dalla promessa di non favorire discriminazioni.
Nessuno può chiedere a Buttiglione di modificare le sue idee, nessuno può escludere che i deputati anti-berlusconiani ci abbiano messo lo zampino, nessuno può trascurare il dettaglio che il capogruppo socialista sia oggi quello stesso Martin Schulz al quale Berlusconi dette del «kapò» nell??aula di Strasburgo. Ma a infilare la testa sotto la ghigliottina, in attesa di un probabile compromesso, è stato proprio Buttiglione: perché a un politico candidato commissario non può sfuggire che libertà individuale e ruolo pubblico devono trovare, senza che alcuno tradisca se stesso, un accettabile punto di sintesi.

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