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Articolo 21 - Editoriali
A Cagliari per il pluralismo dell'informazione
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di redazione*

Negli Stati democratici la libera comunicazione, così come il diritto-dovere di conoscere, capire, parlare, è uno dei beni più preziosi. In Italia la tutela di questo bene è assicurato dall’Articolo 21 della Costituzione Repubblicana. Gli avvenimenti delle ultime settimane, che hanno per protagonista il Presidente del Consiglio dei Ministri, stanno mettendo seriamente in dubbio il rispetto e l’applicazione di questo diritto fondamentale: l’attacco contemporaneo ai quotidiani “la Repubblica” e “l’Unità”, così come l’inaudita, violenta aggressione al direttore dell’”Avvenire” da parte del giornale della famiglia del Presidente del Consiglio sottolineano anche la gravità dell’anomalia tutta italiana di gravi conflitti d’interessi non sanati che non basta più denunciare. Occorre un urgente intervento legislativo.

A questo deve aggiungersi la pesante ingerenza del governo negli assetti della Rai alla quale oggi è difficile continuare a riconoscere quel fondamentale ruolo di servizio pubblico Radiotelevisivo assegnatole dopo la fine della seconda guerra mondiale (gli esempi più drammaticamente esplicativi: la cancellazione della prima puntata di ‘Ballarò’ per  lasciar spazio ad un peana per Berlusconi su ‘Porta a Porta’, la trasformazione del Tg1 e il suo drastico calo d’ascolti, il rischio di uno snaturamento della Terza Rete).

Per quanto riguarda nello specifico la Sardegna, oltre al deficitario ruolo del servizio pubblico c’è da segnalare il costante depauperamento delle testate giornalistiche radio-televisive con vere e proprie invasioni via etere da parte di network nazionali e di due emittenti comunitarie come Radio Padania e Radio Maria. Processi di ristrutturazione e concentrazione che spaziano dal settore editoriale e pubblicitario a interessi extraeditoriali appesantiscono ulteriormente la situazione dell’informazione nell’isola. Sarebbe quindi opportuno che il Consiglio Regionale avviasse un’iniziativa per affrontare le problematiche esistenti ponendosi dalla parte dei cittadini, anche in previsione della modifica della legge sull’editoria e il sostegno ai mezzi di comunicazione.
La manifestazione indetta dalla Fnsi per tutelare la libertà di stampa, non nasce quindi da un’esigenza di categoria, di tutela di giornali e giornalisti sotto attacco, ma dal rischio che i cittadini italiani vengano privati in modo subdolo e capzioso di uno dei fondamentali presìdi di democrazia e libertà della Repubblica nata dalla lotta al Fascismo: il pluralismo dell’informazione. Sono queste alcune delle ragioni che ci spingono ad organizzare il 26 settembre a Cagliari, alle 10.30, in Piazza Costituzione, un’iniziativa di mobilitazione sulla base delle indicazioni fornite dalla Fnsi. Interverranno il presidente e il segretario della Federazione della Stampa, Roberto Natale e Franco Siddi, e Marco Betzu dell’Università di Cagliari.

*Articolo 21, Cgil, Fondazione Raggio, Cittadinanza Attiva, Pd, IdV, Sinistra e Libertà, Associazione della Stampa Sarda, Ordine dei Giornalisti, CdR de L’Unione Sarda, Arci, Acli, Anppia, Sardegna Solidale, Associazione L’Intermezzo, Comitato ‘Nadia Spano’ per la Difesa della Costituzione, Comunità “La Collina”, Sardegna Democratica, Socialismo Diritti Riforme…, Associazione Cesare Pintus, Circolo Pd Gramsci, Circolo Pd di La Palma, Circolo Pd di Sestu, Circolo Pd Vandana Shiva, Cittadini democratici, Federazione dei circoli del cinema – Coordinamento sardo, Rivista Theorema.

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