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Articolo 21 - Editoriali
Nella terra del cemento depotenziato
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di Gaetano Alessi

Vi ricordate qualche mese fa? Dalle colonne di Articolo 21 vi raccontammo la storia dell’Ospedale di Contrada consolida di Agrigento che pochi anni dopo la sua messa in funzione, dopo un accertamento, risultò costruito in gran parte con cemento depotenziato. Partì una richiesta di chiusura da parte della Procura di Agrigento che da allora ha concesso proroghe su proroghe. Tempo sfruttato ai colpevoli politici per farla franca. Uomini pubblici che, conoscendo i loro “polli”  hanno contato sull’apatia dei siciliani i quali dopo un primo sussulto di rabbia, stimolato dalla Cgil, hanno immediatamente ripreso il solito tran tran della lamentela senza lotta.
Ma nella terra dove tutto o quasi tutto si fa per emulazione, poteva l’ospedale avere la palma di unica struttura costruita con poco cemento e tanta sabbia? Certo che no.  Ed essendo luogo in cui è passata tanta storia non poteva essere che un luogo suggestivo il teatro scelto per la seconda opera pubblica costruita fuori ogni schema di sicurezza. La Valle dei Templi per la precisione.
Ma scandiamo i tempi.
Il trenta settembre un comunicato stampa pomposo annunciava stile editto del ventennio: “l’ultima gettata di calcestruzzo per il completamento del sottopasso di Porta V è stato effettuato. Adesso, occorrerà aspettare i tempi della stagionatura del cemento per l’inaugurazione”.
Solo che il cemento, non essendo formaggio, non si è stagionato molto bene e alla prima prova statica è risultato “depotenziato” facendo scattare immediatamente, questa si una novità, l’ordine di abbattimento. Con  l’immancabile apertura di un inchiesta conoscitiva della Procura della Repubblica di Agrigento coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Adriano Scudieri. A scoprire la vicenda era stato il direttore dei lavori incaricato dall’Ente Parco archeologico della Valle dei Templi, l’architetto Carmelo Bennardo, che ha ottenuto dalla ditta di Favara titolare dell’appalto la demolizione e ricostruzione del sottopasso. Il problema -secondo quanto ha spiegato il direttore dell’Ente Parco, Piero Meli- e’ emerso a seguito delle analisi di laboratorio sui campioni di cemento. I valori di resistenza sono risultati inferiori a quanto prescritto dalla legge.
Morale: novanta giorni  per costruirlo e meno di otto ore per abbatterlo il tre novembre scorso. “Da parte nostra – spiega Michelangelo D’Anna, titolare della ditta appaltatrice, credo che nel giro di un mese e mezzo finiremo l’opera, compreso il rivestimento delle pareti in calcestruzzo che contiamo di fare subito dopo l’ultima gettata”. Quindi altri 28 giorni di “stagionatura” collaudo e finalmente (forse) l’inaugurazione di quello che sarà il nuovo ingresso principale della Valle dei Templi.
Certo che se gli architetti greci che nella stessa valle hanno progettato opere che sono resistite millenni (sopravvivendo anche a Vescovi vandali) potessero vedere l’alta capacità tecnica dei loro attuali eredi siculi gli sparerebbero in faccia una sonora pernacchia.Anche quella nasce in dubbio ad Agrigento riuscirebbe ad essere “depotenziata”.

http://gaetanoalessi.blogspot.com/

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