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Articolo 21 - Editoriali
''Dialoghi semifilosofici sulla tv che vorremmo''
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di Atlantide

FEDONE E TIMEO*

Fedone: Maestro, a proposito di logica e sofismi, tempo fa ho sentito la signora Franca, moglie del Presidente della Repubblica (poi anche lui ha detto la sua), definire la tv deficiente. Forse alludeva alla televisione commerciale?

Timeo: Sì, ricordo bene. Credo che si riferisse anche e soprattutto alla televisione di servizio pubblico.

Fedone: Ma come può un mezzo di comunicazione essere considerato intelligente o stupido, buono o cattivo? Sono i messaggi che vengono veicolati a essere belli o brutti, giusti o sbagliati.

Timeo: Ciò che dici è vero, ma vieni al punto.

Fedone: A mio parere, la moglie del Capo dello Stato non ha detto tutto o non ha detto bene. Chi è deficiente? La televisione, i contenuti o coloro che producono i contenuti?

Timeo: Vorresti dire che gli autori e i registi televisivi sono deficienti?

Fedone: ?Il discorso è più complesso. Chi ordina agli autori di fare certi programmi? I dirigenti, i direttori, il consiglio di amministrazione, il direttore generale della RAI? Tutti questi soggetti insieme fanno la televisione.

Timeo: Insomma, stai insinuando che questi onesti lavoratori siano deficienti?

Fedone: Stai scherzando? Non mi permetterei mai? Nemmeno li conosco? Sto cercando soltanto di capire cosa diceva la Signora Franca.

Timeo: Invece di almanaccare su una vecchia esternazione che non fa più notizia, parliamo di cose serie...

Fedone: Non è abbastanza serio che una così educata signora, che normalmente conduce una vita ritirata e lontana dai riflettori, arrivi al punto di dare del deficiente ai vertici delle aziende televisive del Paese?

Timeo: La tua fantasia corre e le tue parole fanno capriole. Attento a non fare un brutto scivolone.

Fedone: Ragiono come tu mi hai insegnato, un passo alla volta, con calma e rigore.  Se si dice che la tv è deficiente, allora si insinua che lo siano anche coloro che la fanno, a tutti i livelli, fino ai vertici. Il problema sembra ben più grave se pensiamo alla televisione di servizio pubblico, i cui vertici sono un??emanazione del Parlamento. Dunque il Parlamento e i Parlamentari sarebbero deficienti. I politici sarebbero deficienti? Non è così?

Timeo: Fermati! Il legame non è così stretto come tu affermi. Finora sono i presidenti del Parlamento a nominare i consiglieri di amministrazione della televisione. Essi decidono in particolare autonomia, scegliendoli tra personalità di comprovata esperienza e caratura culturale, insomma, non sono nomine dichiaratamente politiche. Anche se da domani non sarà più così (la Gasparri docet!).

Fedone: Su questo punto avrei molte obiezioni da porre? Inoltre non mi riferivo soltanto ai consiglieri di amministrazione. Tutti i dirigenti, cominciando dal direttore generale scendendo giù fino al capo struttura o al capo ufficio, al produttore o all??attore: chi li ha messi lì se non la politica? Vogliamo parlare di clientelismo, di raccomandazioni, di inciuci? Possiamo dire che tali meccanismi favoriscano la qualità televisiva?

Timeo: Tutti parlano di televisione senza sapere nulla di come funziona. Non ti fidare dell??apparenza. La realtà è molto più complessa e articolata.

Fedone: Non occorre sapere come si fa una scaletta o conoscere un palinsesto per capire una cosa fondamentale: io dico che tutte le categorie professionali coinvolte nella realizzazione di un programma rispondono alla stessa logica e quella logica è meramente politica.

Timeo: Tu fai affermazioni sciocche che non sai argomentare. Attento a fare il tuttologo, potresti peccare di disfattismo e qualunquismo, occorre verificare.

Fedone: Verificare? Mi sono limitato ad accendere la televisione e sono stato inondato da una piena di glutei in bella mostra che si agitavano nel vuoto dell??etere, bambini in fasce costretti a vendere mercanzie di ogni sorta, giornalisti ridotti a fare le soubrette e soubrette che si ritrovano a fare le giornaliste, ho visto lacrime e funerali piegati alla legge dello showbusiness, baci e matrimoni falsi come i capolavori della chirurgia estetica, donne che partoriscono in diretta, sacrificate sull??altare dello share, verità contraffatte, furbesche manipolazioni, gruppi di giovani incastrati in gabbie per mesi come polli in batteria? Devo continuare?

Timeo: Basta così.  Che c??entrano professionisti come Cucuzza, Timperi, Venier, o Leofreddi, programmi come Quelli che il calcio o i realityshow con la politica?

Fedone: Allora devo continuare. Ho visto intervistatori genuflessi davanti al politico dell??anno, parodie viventi del pluralismo e dell??imparzialità dell??informazione. E poi, ancora, ho visto comici censurati, epurazioni di professionisti scomodi, interviste ricucite su misura di un opportunismo mutante, l??ottimismo profuso come incenso quando dall??alto si richiede di infondere gioia e serenità. Eroi dimenticati e magari poi riciclati come toppe posticce a coprire strappi epocali e ingiustizie manifeste. ? un carnevale continuo quello televisivo: la maschera prende il sopravvento sull??identità, la mistificazione al posto della verità? Danze che dallo  schermo si trasferiscono nelle stanze dirigenziali, minuetti e quadriglie, arlecchini e pulcinella?

Timeo: Da come ti accalori sembrerebbe che tu abbia qualcosa di personale contro i Vespa, Masotti, Mimun?. Ricorda che bisogna mantenere il giusto distacco quando si affrontano argomenti di tale fatta. Rischi di fare di tutt??erba un fascio. E poi, l??esperienza ci insegna come un minimo di corruttela o di clientelismo sia fisiologico.

Fedone: Chi può dire che quello a cui stiamo assistendo sia solo un minimo e non un massimo? ? tutto fisiologico o il male ormai sta incancrenendo il sistema? E se la misura fosse ormai colma? Non sarebbe giusto denunciarlo, discuterne, indignarsi, prodigarsi per sanare il male?

Timeo: Per denunciare qualcosa o qualcuno occorrono prove e fatti. Tu li hai? Stai rischiando grosso.

Fedone: Io cerco la verità e la saggezza. Tu mi hai insegnato che tutti amano i sapienti perché le loro azioni sono utili al bene comune. Ciò a cui miro è proprio il bene di tutti.

Timeo: E le prove?

Fedone: Direi che la situazione è a  tal punto evidente nella sua gravità che occorrono prove a favore e non contro. I giuristi direbbero che l??illiceità in questo caso si deve presumere: il fatto è notorio.

Timeo: E dunque? Questo sproloquio dove vuole arrivare? A che pro parlarsi addosso e sparare a zero?

Fedone: Non sta a me indagare. Io ho solo detto ciò che penso e lanci la prima pietra chi non è della mia stessa opinione.

Timeo: La lapidazione non è niente? Avresti contro di te i poteri forti del Paese: imprenditori, politici e giornalisti. Ci mancherebbe solo la Chiesa.

Fedone: Non penso che il Papa stigmatizzerebbe le mie affermazioni. No, lui no? E forse proprio la Chiesa dovrebbe farsi promotrice di una rinnovamento televisivo. Via la spazzatura, lasciamo che vivano solo i pochi germogli di tv intelligente e di vero servizio pubblico, i Minoli, i Floris, le Gabbanelli, i Fazio, i programmi sociali, dal volto umano? Insomma le cose buone e belle della televisione.

Timeo: Il buono e il bello? Oggi sembrano concetti ormai agli antipodi?

Fedone: No, Maestro, permettimi: non ti inganni la deriva edonistica che ha facile approdo nella volgarità. Una televisione buona è anche bella, giusta e opportuna.

Timeo: Su questo concordo, Fedone. Una buona e bella televisione veramente di servizio pubblico non può essere deficiente, né può rendere deficienti gli spettatori.

* Ispirandoci ai dialoghi di Platone abbiamo ricreato un confronto sulla qualità del servizio pubblico e sulla sua deriva trash. I personaggi dialogici di Fedone e Timeo furono introdotti nel IV secolo A.C. da Platone, per affrontare le tematiche della reminescenza e della nascita della polis.
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