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Articolo 21 - Editoriali
La scienza ci riscatta dal porcaio della politica
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di Federico Orlando*

Cara Europa, leggo con piacere (sulle agenzie, perché sui giornali non c'è niente) che i giornalisti liberi di Articolo 21, forse la minoranza ormai, aderiscono e sollecitano aderire a tutte le manifestazioni per i valori della Costituzione, che si svolgeranno a ottobre: il 2,  manifestazione del “popolo viola”  “in difesa della Costituzione” stravolta dal gangsterismo governativo; poi quella degli insegnanti in difesa della scuola pubblica massacrata per favorire la scuola privata; poi quella del 16 ottobre indetta dalla Fiom per la tutela dei lavoratori in fabbrica e fuori (contratti e infortuni compresi), ecc. Mi sembra idealmente un grande catena umana, e mi auguro che essa si materializzi al più presto in una manifestazione generale contro la destra delle calunnie, degli scudi, dei killer, dei dossier, delle mignotte e dei leghisti del porcaio (porci non sono i romani, ma loro,  abituali evasori e abusivi di tutto, anche del nome di italiani che dicono di mal sopportare). C'è speranza che gli encefalogrammi dell'opposizione all'improvviso riprendano a dar segnali? Orio D'Anselmo, Roma

Come posso saperlo, caro D'Anselmo? Per rispondere alla sua domanda, dovrei essere uno scienziato, e del livello di quelli che da Veronesi a Ferrara mandano fasci di luce in questi giorni sull'universo femminile e sulle quotidiane scoperte contro il cancro. Da cronista, quale invece sono, le dico soltanto che la catena umana delle proteste comincerà domani 30 settembre con una manifestazione a Viale Mazzini contro il bavaglio Berlusconi-Masi, che si vorrebbe imporre ai dissidenti, dopo gli enormi passi già fatti in tutti i campi dalla censura silenziosa e in attesa di sopprimere anche la par condicio in campagna elettorale. Ci  auguriamo che tutti, compreso il cd “popolo viola” che ne è parecchio malato, rinuncino per un po' al loro egocentrismo, al loro protagonismo, all'ansia di “arrivare primi” e stiano tutti insieme in un'opposizione con molte voci e molte facce,  ma unita quando si tratta di combattere il regime, di difendere la democrazia, non di esserne i “pazzi”. E' anche questo il senso dell'adesione dei giornalisti liberi alla manifestazione del 2 ottobre per la Costituzione, viola o non viola che ne sia la proposta. Intanto, concentriamoci sui valori positivi che stanno oggettivamente dalla nostra parte: mentre killer e sicari si dilettano di”cucine Scavolini”, imponendole come problema a un popolo governato da un sultano che ville, isole, scavolinate  e dossier  li compra a tonnellate in tutto il mondo, e che ha la bugia come legge suprema ; mentre questa è la destra e questi i suoi governanti e “valori” ; noi cerchiamo di far sentire la nostra grata solidarietà al mondo dei lavori, delle imprese, delle culture e oggi soprattutto della scienza, che di giorno in giorno conquista nuove possibilità di migliorare la vita per tutti noi. Pensi: mentre ad Amelia un inquisito per molestie premia con la “Madonna del Sorriso” un viceministro (che accetta e riceve l'elogio del premier); arriva la notizia che uno scienziato di Catania ancora giovane, l'italo-americano Napoleone Ferrara, ha vinto il Lasker Awards 2010 per i suoi studi sulla proteina chiave del cancro, che può essere sconfitta togliendo nutrimento al tumore. E' il premio che prelude al Nobel, come è capitato altre tre volte a grandissimi italiani, Dulbecco nel 1964, Levi Montalcini nel 1986, Capecchi nel 2001. Tutti nomi meno noti alle cronache politiche di Lovatini o Lovatelli o come si chiami quel tizio che si dice socialista e gira con Berlusconi per i Caraibi e poi mette in crisi l'Italia e Santa Lucia. Due governi degni l'uno dell'altro. Ha scritto Umberto Veronesi, di cui ieri è uscito un altro libro base, Dell'amore e del dolore delle donne (Einaudi,euro18),  auspicando un “nuovo matriarcato” per il bene dell'umanità (altro che sacerdozi  maschilisti), sottolineando come la scoperta di Ferrara è anche 'effetto di quel National Cancer Act che Mary Lasker, alla testa di un movimento popolare, riuscì a far votare dal Congresso nel 1971 e a cui anche il nostro Consiglio nazionale delle Ricerche si adeguò: “Una conferma - scrive – di come la partecipazione della popolazione civile sia un motore fondamentale della scienza”. E, aggiungiamo, della politica, della legislazione, del progresso individuale e collettivo. Della Libertà. Speriamo che a sinistra qualcuno capisca queste cose, e ne parli più che non di primarie, leadership, tessere e altre vacuità.

*da Europa 29 settembre 2010

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