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Articolo 21 - Editoriali
Appello per la liberazione di Nasrin Sotoudeh
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di Shirin Ebadi, Khadijeh Mogaddam, Mansoureh Shojaee, Parvin Ardalan, Shadi Sadr, Asieh Amini, Mahboub

Da lunedì scorso un gruppo di donne iraniane, tra le quali il premio Nobel Shirin Ebadi, manifesta a Ginevra davanti alla sede dell'Onu per la libertà di Nasrin Sotoudeh, avvocato e difensore dei diritti umani, in carcere in Iran dal 4 settembre e dal 4 dicembre in sciopero della fame e della sete. La Commissione per i Diritti Umani del Senato italiano si associa a questa mobilitazione e chiede a chiunque sia in grado di farlo - rappresentati istituzionali e autorità di governo, operatori dell'informazioni, associazioni o semplici cittadini - di farla conoscere e di sostenerla.

Testo dell'appello:

La vita di Nasrin Sotoudeh, l’avvocato e il difensore di diritti umani, l’attivista per i diritti delle donne in Iran, è in grave pericolo. Nasrin Sotoudeh è stata arrestata dalle autorità iraniane il 4 settembre 2010 per le sue attività per i diritti umani e ormai da più di 103 giorni che si trova in carcere. Il procuratore ha accusato questo coraggioso avvocato di attività propagandistiche contro il regime e di attività contro la sicurezza nazionale. Secondo il codice penale iraniano, i capi di imputazione devono essere formulati entro un massimo di 7 giorni dopo la conclusione delle indagini preliminari.

Inoltre, secondo il codice penale iraniano, è illegale tenere il detenuto in cella d’isolamento dopo che sono stati formulati i capi di imputazione e dopo l’inizio de processo. Ma la signora Sotoudeh si trova in una cella d’isolamento dal primo giorno del suo arresto, cioè da più di 103 giorni e le ripetute richieste della stessa e del suo avvocato in questo senso sono state ignorate. Di conseguenza, la signora Sotoudeh ha deciso di cominciare lo sciopero di fame protestando contro la non applicazione delle leggi e sta facendo lo sciopero della fame e della sete dal 4 dicembre scorso. Però, oltre ad ignorare le sue richieste, le autorità giudiziarie hanno mosso nuove accuse contro di lei, accusandola, per esempio, di non aver rispettato il velo islamico.

Noi, un gruppo di attiviste pei i diritti delle donne firmatarie di questo comunicato, che da molti anni abbiamo l’onore di collaborare con questa coraggiosa avvocatessa, o siamo state le sue assistite, per esprimere la nostra solidarietà a Nasrin e in protesta contro la violazione dei suoi diritti, cominceremo il sit-in davanti alla sede dell’ONU di Ginevra a partire dal lunedì 20 dicembre prossimo. Noi facciamo appello a tutti gli amanti della libertà, gli attivisti per i diritti delle donne, tutti i membri della famiglia universale dei diritti umani, invitandoli di unirsi a noi, chiedendo la liberazione immediata di Nasrin sotoudeh, in qualsiasi forma possibile, unendosi al nostro sit-in, inviando e-mail e le lettere di protesta al governo iraniano, facendo sit-in davanti alle ambasciate iraniani nei vari paesi, o qualsiasi altra forma possibile. Chiediamo il vostro aiuto per far arrivare a tutto il mondo la voce della giustizia per la nostra amica in carcere.

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