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Due macchie nere nei Tg: Il caso Cucchi in Italia e il petrolio in Lousiana
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di OSSERVATORIO TG ARTICOLO 21

Due macchie nere nei Tg: Il caso Cucchi in Italia e il petrolio in Lousiana
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  • I TITOLI DEI TG DEL 30 APRILE 2010 - Il caso Cucchi torna di nuovo in primo piano con la chiusura delle indagini da parte dei Pm di Roma. Tutti i telegiornali se ne occupano nei titoli d’apertura,  il Tg de La7  dedica alla notizia la sua copertina.
    Le vicenda  del ministro Scajola, relativa all’inchiesta “Grandi appalti”, la troviamo soltanto nei titoli di Tg3 e Tg2  e nei servizi di tutti i Tg, escluso il Tg4, che riportano come notizia solo le nuove dichiarazioni del ministro e quelle di solidarietà degli altri componenti del governo. 

    Nessuno  fornisce approfondimenti o novità sulla questione. Evidentemente ci sono difficoltà da parte delle redazioni a trattare la materia.
    Tuttavia sono state  le notizie drammatiche sul disastro ambientale lungo le coste della Louisiana, il vero fulcro dei telegiornali di questa sera. Apertura nei titoli di Tg4, Tg3,Tg1,Tg2, secondo titolo per Studio Aperto, quarto titolo per il Tg5. Servizio d’apertura per il Tg de La7. Anche noi ce ne occuperemo nello spazio commento con l’intervista di Nello Trocchia a Sebastiano Venneri vicepresidente di Lega Ambiente.
    Infine vi segnaliamo una particolarità che abbiamo notato nell’odierna edizione del Tg4. Questa sera non abbiamo trovato in conduzione il direttore Emilio Fede, sostituito solo in parte da Marina Dalcerri. E diciamo solo in parte perché a metà Tg è apparso un fermo immagine del presidente del consiglio Silvio Berlusconi che con una  lunghissima dichiarazione, quasi dieci minuti, registrata durante il suo intervento sul sito dei promotori della libertà, ha monopolizzato l’intero TG. A noi è sembrato lui il vero sostituto di Fede alla conduzione. 



    Il Commento: Sebastiano Venneri, Vice Presidente Legambiente
      (intervista di Nello Trocchia)

    Il disastro ambientale nel golfo del Messico ancora in apertura. Tutti i tg dedicano ampio spazio all’evento. Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente contano le immagini, le riprese dall’alto, la voluminosa dotazione di filmati e scatti o l’informazione ha colto la portata tragica dell’evento?
    Mi sembra che i tg stiano seguendo l’evento con grande attenzione. Il fenomeno ha grande visibilità e, attraverso le immagini, si sposa con le logiche televisive e del mondo dell’informazione. C’è una buona copertura dovuta, non solo alla mole di filmati disponibile, ma anche perché siamo di fronte ad un incidente clamoroso, senza precedenti.

    Legambiente come valuta l’incidente. Altre associazioni ambientaliste denunciano: bisogna eliminare il petrolio, avviare una rivoluzione. Oltre questa analisi, proponete altro?
    Certamente il petrolio fa parte delle fonti fossili delle quali si auspica un rapido superamento. E’ destinato ad essere superato nel breve e medio periodo, anche se per i prossimi anni dovremmo continuare a conviverci. Preoccupano gli effetti di questo disastro. In quell’area, davanti alla foce del Mississippi,nel golfo del Messico, una zona chiusa, un ecosistema delicatissimo, questo tipo di incidente ha effetti molto più drammatici rispetto ad un’area a mare aperto.

    Occupiamoci di casa nostra. Il governo italiano lancia il nucleare, si propongono incentivi per le industrie che investiranno nel settore. Legambiente cosa dice?
    Si parla di incentivi perché il nucleare fa parte delle fonti energetiche bocciate, non solo, dagli ambientalisti, ma anche dal mercato. Come soluzione sta in campo solo se c’è la mano pubblica che lo sostiene. Parliamo di un investimento di 25 miliardi di euro, tanto ci costerebbe l’avventura nucleare che il governo Berlusconi vuole avviare. Soldi nostri che saranno destinati ad una tecnologia superata e rischiosa. Insomma, il nucleare è possibile solo con i soldi pubblici, l’unico modo per tenere in piedi questa folle avventura. 


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