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Stragi: i casi irrisolti e l’opacità dello Stato
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di Nicola Tranfaglia

Stragi: i casi irrisolti e l’opacità dello Stato

Nel giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo che da qualche anno si celebra in Italia il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha fatto un riferimento preciso alle “ombre e i dubbi” che gravano  stragi degli anni ottanta e in particolare ha ricordato la strage di Ustica, cioè al disastro aereo del DC9 Bologna-Palermo in cui venerdì 27 luglio 1980 alle 20.59 perirono 81 persone. Non è stato un riferimento rituale perché il Capo dello Stato ha parlato esplicitamente di “intrecci eversivi, anche forse intrighi internazionali”.
Dopo trent’anni di processi e di inchieste parlamentari non si è arrivati a una sentenza che dia alle vittime il senso di una giustizia sia pure assai tardiva e faccia capire agli italiani che cosa è veramente successo quella drammatica notte.
Eppure è ormai chiaro che l’ipotesi più probabile conduce a un conflitto aereo nel quale c’erano aerei di diversi paesi, alleati e no del nostro paese.
C’è da chiedersi di fronte a un esempio così grande, come ha osservato Napolitano, di “opacità dello Stato” non ci siano colpevoli né una verità in grado di soddisfare le famiglie delle vittime come tutta l’opinione pubblica nazionale.
Del resto è ormai abituale che di fronte a quel che dice chi non fa parte della cerchia ristretta del presidente del Consiglio giornali e televisioni si chiudano nel silenzio e diano il minimo spazio a qualunque vicenda del passato anche assai recente.
Noi siamo il paese - non possiamo dimenticarlo - in cui il Ministro dei Beni Culturali diserta il festival di Cannes perché è stato accolto un film di satira del governo in carica sulla fantomatica ricostruzione dell’Abruzzo terremotato.
Figuriamoci se può occuparsi delle stragi irrisolte negli ultimi trenta o quarant’anni.
Ma il richiamo del Capo dello Stato deve essere sottolineato, indicato ai lettori, giacchè solleva ancora una volta un problema italiano che pesa sulla coscienza di tutti gli italiani che hanno a cuore le vittime incolpevoli delle stragi come dei gesti di terrorismo e riapre gravi ferite alle famiglie che aspettano da molti decenni di conoscere la verità.
Ha senso ricordare gli anni terribili del terrorismo se la classe politica di governo non fa nulla per scoprire quel che è successo nel caso Moro che è del 1978 come in quello di Ustica che è di due anni dopo?
Ha avuto ragione Benedetta Tobagi a chiedere un giorno della memoria per le vittime di mafie che sono ancora di più di quelle del terrorismo ma non ci si può limitare alle pur necessarie commemorazioni.
E’ maturo il tempo, mi pare, perché lo Stato riapra i casi irrisolti e vada avanti nella necessaria  ricerca della verità.

http://www.nicolatranfaglia.com


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