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Intercettazioni. La confusione del senatore(Pdl) e relatore del testo Centaro: “ Uno scandalo recente dovuto agli ascolti? Il caso Marrazzo”
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di Nello Trocchia

Intercettazioni. La confusione del senatore(Pdl) e relatore del testo Centaro: “ Uno scandalo recente dovuto agli ascolti? Il caso Marrazzo”

Quando si approva una legge, si propone una modifica normativa c’è un obiettivo da perseguire. Nel caso della controriforma sulle intercettazioni la maggioranza continua a ripetere: è il solo modo per evitare la gogna mediatica. Ho provato a capire se c’erano esempi di gogna mediatica, visto che il Giornale della famiglia Berlusconi ha pubblicato intercettazioni segrete, senza che nessuno alzasse un dito( quella Fassino-Cosorte, ora c’è un’indagine su quel furto informatico) . Ho rivolto la domanda al disponibile e gentile Senatore Roberto Centaro, relatore del testo e ex presidente della commissione antimafia. Centaro non ha avuto dubbi: “ Vuole un esempio di gogna mediatica per le intercettazioni? Il caso Marrazzo”. Sbalordito, ho fatto presente che nel caso Marrazzo non c’era nessuna intercettazione pubblicata dai giornali, nessuna gogna mediatica, se non carabinieri infedeli, imprudenza dell’ex governatore che avrebbe dovuto denunciare piuttosto che tergiversare. E tra l’altro al centro dello scandalo c’era un video, proposto anche a Chi, il rotocalco di gossip della famiglia Berlusconi. Il senatore ha insistito: “C’erano anche le intercettazioni”. Se ne ricava l’impressione che questa legge sia partorita in altri luoghi, visto che le ragioni di urgenza per l’approvazione non si intravedono. Ci sono anche altre ragioni che vengono addotte per motivare la necessità di questa controriforma. L’altra fandonia che, spesso, viene portata è la mole enorme di intercettazioni. Una ecoballa visto che le intercettazioni possono essere disposte per più utenze che corrispondono, spesso, ad una sola persona. Non parliamo di milioni di italiani intercettati, come ebbe a dire il ministro Angelino Alfano, ma parliamo di circa 50 mila persone all’anno. E considerando il paese dove viviamo sono relativamente poche, tra mafiosi, bancarottieri, ( perdonante l’inciso ma se Berlusconi vuole colpire i corruttori perché i suoi non votano per gli arresti dei parlamentari, ultimo il senatore Nespoli?), corruttori di ogni ordine e grado. Ultima ecoballa è il costo. Siamo intorno ai 224 milioni all’anno( calcolo per il 2007). Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria e magistrato antimafia, ha spiegato che le intercettazioni, in una indagine, ad esempio, per traffico di stupefacenti, costano molto di meno di un pedinamento e sono strumenti utili, convenienti e garantisti. E grazie alle indagini, possibili anche attraverso le intercettazioni, si recuperano bei soldini. Quella sui furbetti del quartierino ha permesso di recuperare oltre 300 milioni di euro: investiti in asilo, utili a pagare un anno di ascolti. Ragioni zero per modificare questo strumento. Una norma quella in discussione al senato che prevede tra l’altro anche il bavaglio al web. Torna alla mente una frase di Francesco Storace quando fu firmata la legge Gasparri sulla radiotelevisione che salvava Rete 4. Storace disse: “Non vogliamo che i nostri parlamentari vengano trasformati in guerrieri solo quando si tratta di approvare la Cirami o la legge sulle tv, un provvedimento che non dobbiamo attribuire u a un nostro ministro, ma ha chi l'ha scritta veramente...". Profetico.

Ascolta l'intervista al senatore Centaro 

Il bavaglio al web, la denuncia di Arturo Di Corinto, giornalista e saggista

 

www.federalismocriminale.it


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