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La mafia non si sconfigge con 10 punti, ma con i fatti
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di Antonio Turri*

La mafia non si sconfigge con 10 punti, ma con i fatti

Maroni sa bene che le mafie, tra le forme associate di criminalità, sono sicuramente le più difficili da debellare perchè hanno nel proprio Dna, oltre la componente militare, la cosiddetta mafia con la coppola, la essenziale compartecipazione e complicità di pezzi della politica, dell'economia e delle istituzioni.

La mafia è per alcuni un edificio criminale a tre livelli. Il primo è abitato dai “soldati di mafia”, quelli che operano materialmente il controllo del territorio, quelli che sparano, incendiano, minacciano, taglieggiano e che dipendono direttamente dal secondo livello. In questo “secondo piano” dell'edificio si trovano, con funzioni di capi clan, i boss che potremmo tranquillamente definire gli “ufficiali” della criminalità organizzata, cui spetta il compito di governare la truppa sottoposta e di organizzare i grandi traffici di armi e droga, la tratta degli esseri umani, il racket, l'usura e l'accumulazione di denaro, il reinvestimento dei capitali, l'immenso patrimonio economico di cui dispongono.

Sin qui, per definire il contesto criminale di cui parliamo, potremmo usare la sola definizione di criminalità organizzata, quella che si trova con varie e specifiche varianti in molti altri paesi. Il Ministro Maroni sa, o comunque non puo' ignorare, che le criminalità organizzate si trasformano in mafie quando si realizza il “terzo livello”dell'edificio dell'organizzazione, composto da un gruppo di soggetti costituente un vertice delinquenziale politico-economico formato da uomini politici, esponenti dell'economia e personaggi riconducibili a settori deviati della massoneria o delle istituzioni. E' questo il livello che interagisce con i boss e che ne favorisce il radicamento sui territori e favorisce altresì le decennali latitanze di questi criminali.
Questa organizzazione delle mafie, in tre livelli, non può essere considerata una ricostruzione di tipo politico-ideologica, ma storico-giuridica: è l'analisi che si evince da una attenta lettura processuale delle vicende di mafia. Così è fin dai primi del secolo scorso, da quando il nostro Paese è diventato epicentro di questo problema criminale che assume, sempre più spesso, l'aspetto di una emergenza internazionale. Del resto il ministro Maroni sa che la definizione di mafia
si evince  dalla  lettura dell'articolo 416 bis del nostro codice penale che al terzo e quarto comma  specifica: «L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e
di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri».


Se l'associazione è armata si applica la pena della reclusione da quattro a dieci anni nei casi previsti dal primo comma e da cinque a quindici anni nei casi previsti dal secondo comma. Il legislatore ha ben distinto le mafie dalle altre forme di criminalità organizzata consapevole che le attività economiche, gli appalti, i servizi pubblici non si controllano senza la complicità del potere economico e politico, senza far leva sulla disponibilità a lasciarsi corrompere da parte di settori della politica o senza le necessarie commistioni tra i tre livelli dell'organizzazione. Bene ha fatto il legislatore a stabilire che l'essere armati per i mafiosi è solo un'aggravante, quindi le mafie possono svilupparsi anche senza “lupare” e può configurarsi l'associazione mafiosa anche senza armi. Fatta questa premessa è utile porre dieci domande al Ministro dell'Interno per sapere se, anche questa volta, la lotta alla mafia sarà più enunciata che praticata. Se riguarderà, come in passato, una “ripulitina” solo ai primi due piani dell'edificio criminale mafioso e lascerà
indenni gli abitanti del terzo livello.

Domande:


1-Signor Ministro i dieci punti previsti per sconfiggere le mafie prevedono l'esclusione per legge dalle cariche elettive, nei comuni,province,regioni e parlamento di chi è formalmente  rinviato a giudizio o è stato condannato per associazione mafiosa, corruzione, concussione, per
delitti contro la pubblica amministrazione o l'amministrazione della giustizia?

2-E' previsto il potenziamento delle garanzie e delle protezioni per i testimoni di giustizia e un nuovo e più efficace utilizzo dei cosiddetti collaboratori di giustizia?

3-E' prevista l'elaborazione di un testo unico di leggi contro la mafia ?

4- E' previsto che i beni confiscati alle mafie non rimangano per anni,come pur avviene, in uso ai mafiosi?E' prevista l' Istituzione di una Agenzia Nazionale per i beni confiscati che limiti i tempi biblici per l'assegnazione a cooperative ed associazioni per il loro riutilizzo sociale?

5- E' prevista l'ineleggibilità a cariche elettive per chi vìola le leggi sul finanziamento ai partiti,delle
campagne elettorali e la decadenza dall'incarico politico per chi si serve dell'appoggio elettorale di personaggi comunque riconducibili a organizzazioni mafiose?

6- E' prevista la sospensione, se indagati, o il licenziamento per tutti i funzionari pubblici se condannati, per i reati di corruzione e concussione.

7- E' previsto l'inasprimento delle pene per reati di falso in bilancio e di esportazione clandestina di valuta?

8-E' prevista la norma che non renderà possibile non sciogliere un comune per mafia quando a richiederlo è una commissione d'accesso composta da alti Ufficiali della Polizia di Stato,dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, da un Prefetto e dallo stesso Ministro dell'Interno,come
avvenuto per il caso del comune di Fondi?

9-E' previsto che tutto quanto sarà contenuto nel suo decalogo verrà rispettato anche attraverso il
potenziamento delle strutture delle Forze di Polizia e della Magistratura che contrastano le mafie e senza che vengano depotenziati gli esenziali strumenti investigativi come quello delle intercettazioni telefoniche ed ambientali?

10-Infine, cosa importante perchè il tutto sia credibile, è prevista l'ipotesi delle sue dimissioni qualora i suoi colleghi di governo si opponessero a iniziative ritenute indispensabili per la lotta alle mafie del terzo livello, dimissioni che Ella pur minacciò quando si ventilò l'ipotesi che non passasse
l'istituzione delle ronde?

 


* referente Libera Lazio

 

 


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