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Scandalo P3. Rosy Bindi: “E’ figlia del conflitto d’interessi. Se crolla il governo, occorre una fase di decantazione e cambiare la legge elettorale. Poi le elezioni”
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di Gianni Rossi

Scandalo P3. Rosy Bindi: “E’ figlia del conflitto d’interessi. Se crolla il governo, occorre una fase di decantazione e cambiare la legge elettorale. Poi le elezioni”

Rosy Bindi, Presidente del PD, è stata la prima firmataria del disegno di legge per la formazione di una Commissione d’inchiesta sugli scandali della cosiddetta “P3”, degenerazione dell’attuale sistema di potere, che di nuovo ha spinto il Presidente della Repubblica ad un forte richiamo della classe politica verso comportamenti etici più consoni. Per Napolitano si tratta, dunque, di un grande e forte pericolo per il sistema democratico, proprio mentre si va consumando l’ennesima crisi di governo, con l’implosione del regime berlusconiano. Su questi temi abbiamo intervistato in esclusiva la Presidente Bindi.

Il richiamo allarmante del Presidente della Repubblica Napolitano sulle “squallide consorterie ed oscure collusioni” in merito agli ultimi scandali affaristico-politici rende ancora più attuale la formazione di una Commissione d’inchiesta sulla cosiddetta P3.
“Certo! Avevamo presentato il disegno di legge sulla P3 proprio dopo il primo intervento del Presidente della Repubblica, quando ci richiamò sulla necessità che le istituzioni prendessero le distanze, facessero chiarezza attorno allo squallore di queste trame. Proprio perché la magistratura sta indagando e facendo luce in maniera esemplare, egregia, noi non possiamo come istituzioni democratiche, come politica, aspettare comunque le sentenze della magistratura.
Dobbiamo assumerci al nostra responsabilità. Oltre agli aspetti giudiziari e ai  risvolti penali di questa vicenda, c’è una precisa responsabilità politica ed emerge una concezione della politica e delle istituzioni che solo in queste sedi può essere conosciuta e portata alla luce. Insomma, solo a livello politico-istituzionale ci può essere una reazione volta ad un rinnovamento vero della politica italiana. Ed essendoci ritornato in queste ultime ore il Presidente Napolitano, all’insediamento del nuovo consiglio superiore della Magistratura, non possiamo che sentirci spronati a proseguire su questa via, anche perché abbiamo già raccolto più di un centinaio di firme e altre ne raccoglieremo, perché l’emergenza è ancora più attuale”.

Questa sistema è figlio dei conflitti di interessi non solo di Berlusconi?
“Questa vicenda è un conflitto di interessi! Siamo di fronte ad un tentativo di usare il potere per sviare l’uso corretto dello stesso potere  a favore di interessi personali e dei propri amici. Certo, è un enorme conflitto di interessi. E’ l’uso del mero potere per deviare la giusta e corretta utilizzazione dei poteri istituzionali”.

Perché questa deriva di parte del mondo politico verso sette segrete, affarismo, criminalità organizzata. E’ un virus che l’Italia si porta dietro dalla formazione della Repubblica?
“Siamo di fronte alla degenerazione della “prima Repubblica”. La corruzione è antica come il potere: è sempre esistita. In forme così gravi, ramificate e squallide, però, penso sia proprio il frutto della degenerazione della prima repubblica. P2 e tangentopoli, misteri intorno alle stragi e al terrorismo: mi pare evidente che quella che abbiamo chiamato impropriamente la “seconda Repubblica” sembra il tentativo di continuare, anzi istituzionalizzare la prima repubblica.
Berlusconi utilizza il suo potere per perpetrare questo sistema. C’è una continuità degenerata, persino da tangentopoli, dalla P2 alla P3. In qualche modo, il regime berlusconiano lo supporta:  è una cosa sola.”

Questione morale, crisi economia e crisi di governo. Il regime berlusconiano sta implodendo, quali scenari vede davanti a noi?
“Intanto bisogna lavorare perché questa implosione si compia. E’ solo iniziata! Questo è il primo scenario, non bisogna illudersi che sia completamente avvenuto, ma occorre adoperarsi che ciò avvenga. O la maggioranza uscita dalla elezioni riesce a ricomporsi in qualche modo, oppure la via maestra sono le elezioni. Se Berlusconi trascina il paese alle elezioni, però, lo farà con un progetto eversivo. In questa situazione di crisi economica, con la legge elettorale attuale, con la grande maggioranza che in teoria ha in Parlamento, vorrà cambiare la Costituzione. Forse è il caso di riflettere sull’opportunità di formare una fase di decantazione, nella quale le forze politiche più responsabili si assumono insieme il compito di non mandare il paese alla bancarotta e di cambiare la legge elettorale, che è una delle cause di questa degenerazione.
La via maestra sono le elezioni, se crolla la maggioranza. Ma di fronte ad un eventuale richiamo del Presidente della Repubblica affinchè tra le forze più responsabili del paese ci si assuma un compito del genere, non potremo che prendere in considerazione .questa eventualità”.

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