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Gravissima situazione di illegalità nelle carceri. Visita di Vincenzo Vita e della delegazione radicale
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di Redazione

Gravissima situazione di illegalità nelle carceri. Visita di Vincenzo Vita e della delegazione radicale

Il senatore Vincenzo  Vita (PD),e la delegazione radicale composta da Deborah Cianfanelli, della direzione di Radicali Italiani e da Aldo Signori dell’associazione radicale della Spezia “Mario Tarantino”, ha potuto visitare le case circondariali della Spezia (insieme all’assessore provinciale PD Federico Barli), di Chiavari (insieme Walter Noli, del comitato nazionale di Radicali Italiani) e di Massa (insieme a Carlo Del Nero, segretario dell’associazione radicale di Massa).
Le valutazioni conclusive di questo “tour” ferragostano sono quelle di uno stato di significativa illegalità nel quale versano gli istituti di reclusione. Spicca in particolare la situazione di sovraffollamento del carcere di Chiavari, dove detenuti con pene definitive continuano ad essere costretti a vivere in celle con la settima branda, in condizioni inumane, tanto che qualsivoglia organismo di giustizia internazionale potrebbe riconoscere lo stato di vera e propria tortura.
Lo stesso problema continua ad esistere nel carcere della Spezia, anche se limitato alla sezione "ex alta sicurezza", non ancora interessata dal restauro che ha invece complessivamente migliorato in modo determinante la condizione della struttura.
Anche il carcere di Massa, pur essendo una struttura ben attrezzata, ricca di spazi ricreativi e di laboratori per tessitura, sartoria, carpenteria, ancorché non sfruttati appieno dal punto di vista di un possibile impiego lavorativo, soffre del grave problema del sovraffollamento, condizione che lede qualsiasi diritto costituzionale, in primis quello alla salute. A Massa, a differenza delle altre strutture visitate, il problema è lievemente attenuato dalla prassi delle cosiddette “celle aperte”.
Persiste pertanto, nell'insieme, il problema di una illegalità di fondo, problema che non può continuare ad essere tollerato a lungo.
Gli istituti di pena sono per questo motivo centri di pena vissuta come espiazione, quasi una vendetta sociale, e di conseguente imbarbarimento, mentre dovrebbero rispondere alla finalità di rieducazione e di reinserimento nella società.
Solo l'impegno, talvolta ai limiti della devozione, con cui gli agenti di polizia penitenziaria, i direttori, gli educatori e tutta la comunità carceraria svolgono il loro lavoro, consente ogni giorno di scongiurare il peggio.
L’iniziativa "Ferragosto in carcere" può dunque e deve servire non solo da strumento di denuncia di una situazione di fatto alla quale ormai in troppi si sono rassegnati, ma va intesa come strumento per porre le basi di un lavoro costruttivo transpartitico che possa porre fine a quest’onta allo stato di diritto che ancora si proclama esistente in Italia.
Deborah Cianfanelli ha anche espresso un ringraziamento per la solidarietà dimostrata all’iniziativa radicale da parte del Sindaco della Spezia Massimo Federici e dal consigliere regionale ligure PD Raffaella Paita, che sabato mattina si sono recati a loro volta presso il carcere della Spezia, potendo così prendere atto della grave situazione che i radicali denunciano da molti anni.
Secondo Vincenzo Vita e Deborah Cianfanelli, è opportuno inoltre intervenire subito nelle aule parlamentari, battendosi anche perché nella prossima legge finanziaria vengano aumentati i fondi destinati alle amministrazioni penitenziarie. La mancanza di fondi, di strutture idonee e di personale è, infatti, tra i più urgenti problemi del mondo carcerario, dal quale molti altri ne discendono a cascata. Ferragosto in carcere: A Montelupo Fiorentino un viaggio fra disperazione e dolore - di Fabio Evangelisti*


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