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Napolitano: lezione di storia e geografia per Bossi
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di REPORTER SENZA RETE

Napolitano: lezione di storia e geografia per Bossi
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  • Forse Emilio Fede con il suo Tg4 ha fatto scuola. Nelle passate stagioni televisive ha sempre portato in studio un esponente politico, quasi sempre di centro destra, per commentare i lavori di governo e parlamento. Ora capita che da questa stagione televisiva, con l’avvento di Mentana alla direzione del Tg La7 che ha dato continuità al  filone, l’ospite politico in studio diventi una tendenza. Oggi la vetrina del Tg1 è stata tutta per Nichi Vendola, che segue Bersani, Veltroni, Casini ed altri leader di centrodestra, mentre il Tg3 ha intervistato il sindaco di Roma Gianni Alemanno per i 140 anni dalla breccia di Porta Pia e per Roma Capitale. Quest’ultimo argomento lo ritroviamo in quasi tutti i titoli dei Tg. Primo titolo per il Tg La7, Secondo titolo per Tg5, Tg3 e Tg4, terzo per il Tg1, nessuna citazione in Studio Aperto. Dunque la breccia di Porta Pia sancì la nascita dell’Italia unita. Ma a distanza di 140 anni ci si chiede ancora se fatta l’Italia siano stati fatti anche gli italiani. La richiesta di una capitale del nord da parte del leader della Lega ed il caso della scuola di Adro, forse fa temere che qualcosa non stia andando proprio per il verso giusto. L’Italia, come si dice in gergo, è sempre stata la patria dei cento campanili,   simboli di una comunità   che si rispecchia in una Nazione attraverso sentimenti solidaristici. Ma adesso ci si chiede i simboli di una comunità, come il sole delle alpi, rispecchiano  ancora tali sentimenti, oppure  tendono a chiudere le coscienze senza più  aperture verso l’altro? Ne abbiamo discusso nel nostro spazio commento, con il premio nobel Dario Fo. Un’intervista che vi consigliamo di non perdere.
    Comunque il caso della scuola di Adro lo ritroviamo nei titoli di Tg3 e Tg5 sesto titolo e Tg La7 secondo titolo. 
    Per le altre notizie di oggi i funerali del parà morto in Afghanistan ed il nuovo caso di malasanità in sala parto a Messina, sono nei titoli di apertura di quasi tutti i telegiornali della sera. Per l’economia e la finanza invece gli unici titoli sulle possibili dimissioni dell’amministratore delegato di Unicredit Banca, Alessandro Profumo, dopo l’ingresso massiccio dei libici nell’azionariato dell’istituto di credito, li ritroviamo  solo nel Tg La7, che vi dedica ampio spazio anche nei servizi, e nel Tg2.
    Chiudiamo segnalandovi due scoop di Studio Aperto. Il primo:In un vecchio maniero vicino Moncalieri è stato fotografato un fantasma. Speriamo che domani ci svelino anche la sua identità. Il secondo: la nuova Miss Italia vuole un seno nuovo. Speriamo che nel costo dell’operazione sia compreso anche un cervello nuovo.

    Il commento di Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura 1997
    (Intervista di Alberto Baldazzi)
    Maestro, partirei da questo: lei è nato a Sangiano …

     “ Sangiano sul Lago Maggiore, vicino al Lago Maggiore, presso il lago”.

    Sangiano, detto Sangian in dialetto lombardo occidentale. Maestro, siamo ad una latitudine leggermente più alta della non lontana Adro, Ader in dialetto lombardo; Sangian, il paese della sua nascita. Lei è un grande intellettuale, un cittadino italiano, un estremo nordista da un punto di vista di nascita.

    “ Biologico”

    Ecco: cosa pensa, nel giorno in cui Napolitano ha decretato – come se ce ne fosse bisogno – che l’Italia è una e che ha un'unica capitale, delle vicende di questi giorni, soprattutto del caso di Adro?

    “ È una cosa che ci fa sempre un giusto disonore, perché quando io racconto queste cose, perché mi chiedono, naturalmente,  “ che cos’è questa situazione, spiegacela con parole più dirette e meno contorte”, mi sento subito a disagio. Andare a raccontare che si approfitti di una scuola, che , soprattutto, si mettano i segni di un partito nel tentativo di indurre i bambini a credere che sia quasi una divinità, qualcosa di superiore, è un atto indegno. SI taglia via il significato straordinario del “ tutti hanno diritto, alla stessa maniera”, e naturalmente è per questo che lo Stato deve pensare alla situazione ed al miglioramento delle conoscenze, e non degli enti che ne stanno al di fuori, che ne approfittano e ne traggono vantaggio”.

    Maestro, lei ha anche valorizzato molto, nei suoi lavori di ricerca, nelle sue produzioni, l’elemento folklorico e dialettale: forse il sole delle alpi ha un valore anche per chi, come lei, c’è nato sotto. Qual è la differenza?

    “ Soprattutto il fatto che dentro l’uso delle origini popolari, profonde – origini di una razza, chiamiamola pure così, o di una cultura - ecco, è meglio -, ci sono ancora, sempre, dei grossi movimenti di grande valore. Anche per quando riguarda la Lombardia ci sono stati dei movimenti legati al cristianesimo, naturalmente una deviazione, secondo quello che era allora la chiesa, la nascita di movimenti che si distaccavano dalla chiave ufficiale della chiesa cattolica apostolica romana, e che dettavano una maggiore libertà, un coinvolgimento totale della comunità dentro un fatto … comunistico, addirittura, perché i beni venivamo messi a disposizione comune. Questo ci fa capire che, per esempio, il legame e lo slancio verso il diverso, la persona che veniva dal di fuori, il cosiddetto foresto, erano momenti “alti”, di cui bisognava avere, tenere orgoglio. Oggi come oggi  si è capovolto  tutto. La cosa incredibile è che la Lega, nel suo movimento, distrugge completamente quelle che sono state le proprie origini; poi è inutile che faccia i riti da fumetti, con “ il PO ”, “la Fonte”, la raccolta dell’acqua, perché sono tutti fasulli”.

    Insomma: un conto sono le eresie medievali, che hanno creato cultura e tradizioni, e un conto, come dire, l’eresia statuale di Bossi.

    “ Si, ma non è neanche un eresia: è soltanto una speculazione, che approfitta di un livello basso di cultura della gente. È ovvio che i luoghi comuni, le manifestazioni per come sono espresse, il modo di concepirle, è così … basso popolo, no? Come si dice in Lombardia, il “ populazz ”, la gente che del popolo non ha capito i valori, i significati, le lotte, il coraggio, e soprattutto la larghezza di vedute e di idee, la ragione. Pensi che proprio una delle divinità più antiche della cultura lombarda è proprio la divinità che si chiama “ La Ragione” ..Davanti a questa mancanza di ragione, si capisce quanto siamo lontani dalle origini ”.


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