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Brescia: la lotta per i diritti a 35 metri d'altezza
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di Bruna Iacopino

Brescia: la lotta per i diritti a 35 metri d'altezza

“Non abbiamo nient’altro da perdere, se non verranno accettate le nostre richieste faremo anche lo sciopero della fame… hanno giocato con i nostri diritti, e invece noi vogliamo vivere serenamente in Italia, vogliamo i documenti” Così Arun uno dei sei ragazzi ( perché di giovani si tratta) arrampicati da 5 giorni sulla gru a 35 metri d’altezza nel cantiere Metrebus del piazzale Cesare Battisti risponde all’ultimatum inviato ieri notte dal comitato sicurezza e Ordine pubblico attraverso la mediazione del responsabile della Pastorale migranti della Diocesi di Brescia, padre Mario Toffari. Le frasi concitate, sono pronunciate in un italiano stentato, i rumori di fondo impediscono di cogliere ogni singola parola, ma il senso, quello, è ben chiaro, i sei ragazzi, che hanno un’età compresa tra i 25 e i 35 anni, non hanno alcuna intenzione di mollare, sono intenzionati ad andare fino in fondo e a compiere il gesto estremo, buttarsi di sotto, qualora si decidesse di sgombrarli con la forza. Tanto, ripetono, non hanno nulla da perdere. A fornire il loro “identikit” è l’associazione Diritti per tutti, che pubblica in home page il ritratto di ognuno di loro, storie normali, di ordinario sfruttamento e lavoro nero, ma soprattutto di ordinaria negazione dei diritti. Su quella gru non ci sono arrivati per caso, casomai, per esasperazione. Dopo più di un mese di protesta attuata di fronte alla prefettura attraverso un presidio permanente, senza ottenere alcuna risposta o interessamento da parte delle istituzioni, adesso alle promesse di tavoli aperti e trattative proprio non ci credono. Vogliono garanzie in merito al permesso di soggiorno e soprattutto vogliono incontrare il Ministro dell’Interno, giacché la battaglia in questione non riguarda solo 5 persone, ma migliaia di uomini e donne “truffati” dallo stato italiano.
Il tutto parte nel settembre 2009, quando dal Ministero dell’interno viene emanata la sanatoria per colf e badanti. Essendo arrivata dopo molti anni, la sanatoria ha registrato una mole considerevoli di richieste molte delle quali sono state o comunque rischiano di essere respinte. Il motivo? Lo spiega la circolare emanata il 17 marzo di quest’anno, che precisa i motivi ostativi all’accettazione delle domande, si legge infatti: “costituisce motivo ostativo la condanna, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di cui all'art. 444 c.p.p., per uno dei reati previsti dall'art. 380 e 381 del c.p.p., per i quali è obbligatorio o facoltativo l'arresto in flagranza di reato. Tra essi, rientra nell'ambito dell'art. 381 c.p.p. la prima figura di reato prevista da citato art. 14, comma 5 ter, che punisce, con la reclusione da uno a quattro anni, lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine impartito dal Questore di allontanarsi dal territorio nazionale entro cinque giorni.” Dunque, il reato di “clandestinità” che la sanatoria avrebbe, in teoria dovuto contrastare rappresenta l’ostacolo principale. Non solo. Alla truffa legalizzata si aggiunge poi l’estorsione da parte di datori di lavoro senza scrupoli. Oltre ai soldi versati alle casse dello stato ( 500 euro a domanda) si aggiungono le migliaia di euro pagate in buona fede ai datori di lavoro, una pratica illegale, impossibile da denunciare perché chi denuncia è illegale a sua volta.
Da mesi associazioni antirazziste, comitati di migranti, sindacati di base denunciano quella che a tutti gli effetti è un’ingiustizia inflitta alle fasce più deboli e svantaggiate della popolazione, persone oneste, lavoratori, senza ottenere. Continueranno, le istituzioni, a chiudere gli occhi di fronte al gesto estremo di questi sei uomini?
Nel frattempo Brescia si mobilita e si mobilitano le realtà solidali. L’appello circola sul web. Si invita alla mobilitazione solidale in tutte le città fino ad arrivare ad una manifestazione nazionale a Brescia sabato 6 novembre, al grido: “ Non lasciamo soli i fratelli sulla gru!”

No alla sanatoria truffa: la vertenza contro la circolare Manganelli

Circolare n. 1843 del 17 marzo 2010 Ministero dell'Interno

Brescia - Prima vietato poi caricato il corteo dei migranti contro la Sanatoria truffa ( da www.meltingpot.org)

Aggiornamenti costanti su http://www.radiondadurto.org/


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