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Il tentativo di Berlusconi di cancellare il referendum sul nucleare. Fiducia sul "decreto omnibus"
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di redazione

Il tentativo di Berlusconi di cancellare il referendum sul nucleare. Fiducia sul "decreto omnibus"

Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari'. Cosi' recita un passo del decreto omnibus approvato oggi dalla Camera, e domani lo dovrebbe essere definitivamente al Senato, con cui la maggioranza blocca tutta l'attività legata alle nuove centrali nucleari, come previsto dalla legge 99 del 2009. Norma che, come anticipato candidamente da Silvio Berlusconi,  potrebbe anche bloccare il referendum sull'energia atomica, già fissato, insieme ai due sull'acqua e a quello sul legittimo impedimento, per il 12 e il 13 giugno prossimo. Sarà la corte di Cassazione a dover decidere se la norma rende inutile il referendum. Una truffa per i cittadini italiani che vedono sottrarsi il diritto ad esprimersi sul nucleare in Italia. Una doppia truffa visto che l'attuale maggioranza non ha nessuna intenzione di bloccare la costruzione delle centrali ma solo di guadagnare tempo. tanto che nell'omnibus si stabilisce che tra un anno il governo potrà varare una Strategia energetica nazionale che, al momento, non escluderebbe l'opzione del nucleare. Tuttavia, rimane in piedi la struttura di quella legge in cui viene previsto, tra le altre cose, la creazione dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, e la costruzione del parco tecnologico con all'interno il deposito nazionale di scorie radioattive.
Anche sul versante della gestione dell'acqua, il governo sta tentando 'un depotenziamento del voto', con l'introduzione nel decreto Sviluppo della norma sull'Authority per l'acqua, 'per indurre meno gente ad andare a votare ed evitare il raggiungimento del quorum'. Ma su questo fronte e' da registrare la presa di posizione del ministro per le riforme, e leader della Lega, Umberto Bossi, il quale lo ha definito 'attraente'.
Il via libero della Consulta ai quesiti era arrivato a febbraio: dei tre proposti sull'acqua dal Forum 'acqua bene comune' soltanto due ebbero il via libera (dopo il placet della Cassazione alle oltre 1,4 milioni di firme raccolte); l'Italia dei Valori ottenne l'ok sul quesito riguardante il nucleare e su quello relativo al legittimo impedimento (oltre 600.000 firme).
Con il primo quesito sull'acqua viene chiesto ai cittadini di esprimersi sull'introduzione dei privati nella gestione del servizio (fino al 40% per l'affidamento), il secondo e' invece incentrato sulla composizione delle tariffe e tocca l'abrogazione della remunerazione del capitale investito (con effetti sugli investimenti nelle opere). Nel quesito sul ritorno alla produzione di energia nucleare viene invece chiesta l'eliminazione delle norme che contemplano la 'localizzazione' e la 'realizzazione' delle centrali sul territorio italiano. L'ultimo quesito riguarda la giustizia, e chiede ai cittadini italiani se abrogare o meno la norma sul legittimo impedimento. E' il quesito più temuto dal Premier. La cancellazione del referendum del nucleare - secondo la maggioranza- farebbe venir meno il quorum vanificando il quesito. Stavolta però gli italiani non sembrano intenzionati a mollare.

Intervento alla Camera di Beppe Giulietti

 


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