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Articolo 21 - ESTERI
Anche la Thailandia patria di conflitto di interessi
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di Andrea Di Siro

Anche la Thailandia patria di conflitto di interessi Ieri la Thailandia si e' svegliata con un rinnovato spirito di riconciliazione. Nei giorni antecedenti le elezioni il paese era diviso da un invisibile confine sociale e geopolitico: al centro Nord, la classe sociale bassa e povera del paese, ma numericamente piu' rilevante, orientata politicamente verso il Puea Thai, capeggiato da Yingluck Shinawatra ( sorella del piu' noto Taksin Shinawatra, attualmente "autoesiliato", ex premier deposto per ben due volte dalla giunta militare Tailandese, l'ultima nel 2006) l'altro schieramento capeggiato da Abhisit Vejajiva, primo ministro uscente, largamente favorito nelle regioni del sud economicamente piu' avvantaggiate ed in parte nella Borghesia della Capitale.
A tutt'oggi i fari mediatici non sono certamente puntati ne sull'uscente primo ministro, ad oggi dimessosi dalla guida del Partito democratico e insediatosi dopo un colpo di stato, con l'aperto aiuto dei militari e sopratutto senza un voto di preferenza della popolazione, ne sulla bella Yingluck, a capo del partito vicino al movimento dei "rossi" le cui proteste, scatenarono, le dure reazioni del governo con il drammatico risultato di una lunga guerriglia urbana che causo' quasi cento morti ed una metropoli come Bangkok messa in ginocchio.
Il vero protagonista di queste elezioni, e scrittore della storia politica Tailandese degli ultimi anni, non e' altro che Taksin, fratello della prima donna, eletta dal popolo alla guida della Thailandia, e ad oggi, con il benestare dell'esercito quasi sicuramente formatrice (almeno ufficialmente) del nuovo governo thailandese con l'ausilio di altri quatto partiti minori.
Da un punto di vista  italiano, diventa lampante il paragone tra, Taksin Shinawatra, magnate delle telecomunicazioni, ex presidente di una famosa squadra di calcio, legato a moltissimi interessi nel proprio paese con processi a proprio carico, ed il nostro presidente del consiglio, tanto che gli Italici in terra Siamese, definiscono Taksin il "Berlusconi Tailandese", se non altro per il fortissimo conflitto di interessi, avuto gia' in passato, nei propri governi precedenti e... non ultimo, il proprio ritorno, in corsia preferenziale, (di secondo piano, ma solo nella facciata) con l'elezione della sorella a capo del nuovo governo ( grazie al quale avra' la strada spianata per il suo rientro in patria, evitando di scontare la pena inflitta di due anni di reclusione e il congelamento dei beni, per l'accusa di corruzione). Forse rietrera' in patria, forse riavra' anche parte dei propri beni sequestrati, ma una cosa e' sicura, questo signore che attualmente si definisce con un bel colorito epiteto "Autoesiliato", ha avuto l'accortezza o forse il buonsenso di autoesiliarsi... nel "Bel paese" la tendenza sarebbe stata quella di cambiare la costituzione in modo radicale, evitando l'Autoesilio, o come si direbbe in Italia la Fuga o la Galera.

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