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Articolo 21 - Editoriali
LE MAKAROV NON UCCIDERANNO LA NOSTRA MEMORIA
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di Andrea Riscassi*

Nel 2007, l’ong britannica Raw in War le aveva assegnato il Premio Anna Politkovskaja, al Frontline Club di Londra, lo stesso dove Litvinenko prima di essere ucciso dal Polonio aveva accusato Putin per l’assassinio della stessa Politkovskaja. Natasha Estermirova aveva accolto l’onorificenza e con un appello: ricordatevi della Cecenia, facciamo anche noi parte dell’Europa.
Dubito che i parlamentari europei ieri si siano ricordati di queste parole. Qualche frase di circostanza. Qualche momento di indignazione e poi niente più. Si chiederà come sempre alle autorità russe di “fare piena luce sul barbaro omicidio”, salvo poi dimenticarsi il tutto.
E invece è proprio la nostra memoria l’unica cosa che questi assassini non possono cancellare, neanche a colpi di pistola. La Estemirova, giornalista russa che abitava a Groznij, è stata assassinata con la stessa arma utilizzata per liquidare Anna Politkovskaja: una Makarov 9 millimetri, pistola semiautomatica utilizzata dalle forze armate sovietiche. E l’arma dei delitti eccellenti. È la firma che viene lasciata quando si tratta di omicidio politico. Ed è facile immaginare che, come per Anna Politkovskaja, anche il delitto della Estemirova rimarrà impunito. La giustizia russa è troppo dipendente dal potere politico per poter agire liberamente.
Natasha ha vissuto due anni in più della sua amica Anna, assassinata a 48 anni. Seguivano gli stessi casi. Quelli delle persone scomparse nella oggi “pacificata” Cecenia. Anna per la Novaja Gazeta. Natalia per Memorial, la più meritoria associazione nata in Russia dopo la fine dell’Urss. Un’organizzazione non governativa (fondata da Sakharov) che si occupa delle deportazioni e delle stragi nei gulag sovietici e, negli ultimi anni, delle violazioni dei diritti umani nel Caucaso. Attività non sempre gradite. All’associazione mesi fa sono stati sottratti (manu militari da agenti entrati negli uffici in mimetica e mephisto) gli archivi con i nomi delle vittime del regime staliniano (archivi o meglio hard disk, restituiti qualche settimana fa). E ora, questa fantastica ed efficientissima collaboratrice dell’associazione (rapita a Groznij) è stata trovata uccisa alla periferia di Nazran, capitale della sempre più instabile Inguscezia. Oltre a ucciderla, a Natasha hanno sfigurato il volto con un colpo di pistola. Aveva visto troppo.
Natasha, come Anna, non era armata. Aveva solo una penna e un computer nel quale elencava e segnalava le violazioni di diritti umani perpetrati dalle forze armate russe e dalle milizie filo-russe che in questi anni hanno fatto il lavoro sporco nell’operazione antiterrorismo lanciata dal Cremlino nel 1999 e terminata poche settimane fa.
Evviva. Non ci sono più terroristi in Cecenia! E dunque, chi ha rapito e ucciso Natalia Estemirova?
Il Presidente Medvedev ieri si è detto “indignato”. Certo ha fatto più del suo predecessore, Putin, che aveva commentato l’omicidio di Anna Politkovskaja, dicendo che in Russia non la conosceva nessuno. Ma Medvedev non è un commentatore politico. E’ il presidente della Federazione Russa. In base alla verticale del potere (inventata da Putin) a lui spetta la nomina e la revoca dei presidenti di Province, Regioni e Repubbliche che compongono l’enorme Federazione. Faccia dunque un gesto più forte che indignarsi. Rimuova quel Ramzan Kadyrov che presiede la Cecenia e che sia Anna che Natasha consideravano null’altro che il responsabile della drammatica catena di violazioni dei diritti umani che si sono verificati in quella parte di paese. Di lui peraltro, non essendoci più i terroristi, non si ha nemmeno più bisogno. O forse il fatto che lì (come in Inguscezia, come in Kabardino-Balkarija) Russia Unita (il partito di Putin e dello stesso Medvedev) superi il 98% dei voti, vale di più della vita di qualche giornalista scomodo o di qualche attivista dei diritti umani?
Forse sì. Nel qual caso, occorrerebbe tornare all’inizio di queste mie poche righe e rivolgere lo sguardo all’Unione Europea. Se ci sei, batti un colpo. Nomina qualcuno che segua il nuovo processo contro i presunti killer della Politkovskaja (i mandanti nessuno li ha mai cercati) e fai pressione perché il vergognoso e vile assassinio della Estemirova non rimanga impunito come quello dei più di 200 giornalisti uccisi dalla fine dell’Unione sovietica.
Anche per questo, credo, poche settimane fa, abbiamo eletto un parlamento europeo. Il diritto di ingerenza non può valere solo nei confronti di paesi che non ci esportano gas e petrolio.
Nell’attesa che un segnale arrivi da Bruxelles, a Milano l’associazione Annaviva organizza per mercoledì prossimo, 22 luglio, un presidio a Milano (ore 19, in piazza della Scala) per non dimenticare Natalia Estermirova, ma anche Antonio Russo, Anna Politkovskaja, Anastasia Baburova, Paul Klebnikov, Magomed Yevlovev, Stanislav Markelov e tutti i coraggiosi che in questi anni hanno sacrificato la loro vita per difendere il diritto di informare e di essere informati.
Loro, grazie al nostro ricordo, sono più vivi degli assassini che li hanno uccisi, dei mandanti che li hanno pagati e dei maiali che certo avranno brindato ai loro omicidi.
Noi non dimenticheremo.

*giornalista, autore del libro “Anna è viva, storia di Anna Politkovskaja, una giornalista non rieducabile”, Sonda editore.

 


QUESTO IL COMUNICATO LANCIATO DALL’ASSOCIAZIONE ANNAVIVA

L Associazione AnnaViva, da sempre impegnata nello sviluppo della democrazia e dei diritti umani nel Caucaso e nel resto del mondo ex-sovietico esprime ferma condanna ed indignazione dinnanzi all’ennesimo omicidio di una giornalista-attivista dei diritti umani. Natalia Estemirova, trovata morta a Nazran (Inguscezia) dopo essere stata rapita a Grozny (capitale della Cecenia). Il suo corpo stato crivellato da colpi di arma da fuoco: una vera e propria esecuzione.
Come altre donne e uomini coraggiosi, la Estemirova osava scrivere ciò che il Cremlino non vuole sentire circa le continue violazioni dei diritti umani da parte dell’esercito di Mosca nei teatri di guerra del Caucaso. Di recente stava lavorando sulla raccolta di materiali e prove circa un’esecuzione arbitraria che ha irritato le autorità filorusse: un caso estremamente sensibile, per cui all’ombra del Cremlino si paga con la vita. Come Anna Politkovskaja e molti altri.
Non a caso, Natalia stata insignita ì a Londra dell’Anna Politkovskaja Award, riservato a quelle donne che si distinguono per il loro coraggio nei teatri di guerra. Durante quella cerimonia, auspica un maggiore interesse del mondo occidentale sulla questione cecena con le seguenti parole: La Cecenia parte dell’Europa. Non potete dimenticarci.
Per questa ragione, ci ritroveremo MERCOLEDI' 22 LUGLIO 2009 ALLE ORE 19 PER UN PRESIDIO IN PIAZZA DELLA SCALA A MILANO. Così come fatto per Anna Politkovskaja, porteremo una candela. Per non dimenticare anche la Estemirova. E per dire basta alle violazioni dei diritti umani e della libertà di stampa in Russia.

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