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Prorogato di un anno il diritto soggettivo. Si riapre la possibilità di una riforma di sistema
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di Mediacoop

Prorogato di un anno il diritto soggettivo. Si riapre la possibilità di una riforma di sistema Dopo un lungo e travagliato confronto -più volte sull’orlo di una rottura verticale- tra i gruppi parlamentari, di entrambi gli schieramenti, ed il Governo  è stato raggiunto un accordo che prevede la proroga di un anno del diritto soggettivo.  Non è la soluzione auspicata nell’appello sottoscritto da 360 deputati che avevano chiesto al Governo la proroga di due anni, la conferma del diritto soggettivo, la presentazione entro giugno di un ddl di riforma di sistema e la definizione di un regolamento adeguato alle nuove norme. La soluzione  provvisoria trovata  consente, nello specifico, di mantenere aperto il problema e di evitare – nell’immediato - la chiusura di 92 testate con la perdita di oltre 4000 posti di lavoro tra giornalisti e poligrafici, ma costituisce un fatto politico di grande rilevanza perché ha ridato voce al Parlamento, consentendo la modifica del “Milleproroghe”, che il Governo considerava blindato dopo l’approvazione del Senato e di porre un argine al Ministro Tremonti che dapprima con l’art. 44 del decreto legge del 25 giugno 2008 e successivamente con il comma 62 dell’art. 2 della legge finanziaria 2010, ha sconvolto il sistema del sostegno pubblico all’editoria al di fuori di ogni razionale disegno di riforma. È stato evitato così il vulnus costituzionale di una norma che avrebbe visto l’intervento retroattivo sui bilanci 2009 delle aziende editoriali cooperative non profit e di partito, che avrebbe condotto alla chiusura certa circa 80 testate anche di grande valore, con un danno irreparabile per il pluralismo  e la democrazia. In questo quadro è del tutto sbagliata  la bocciatura in Aula, a causa della assoluta contrarietà del Tesoro, dei sub emendamenti volti a ad eliminare il taglio dei contributi all’emittenza locale, la decurtazione del 50% dei contributi ai giornali editi e diffusi all’estero nonché ai giornali dei consumatori. Ciò è ancora più grave perché il taglio interviene sui bilanci dell’anno passato. Mediacoop è impegnata a proseguire la battaglia per  porre riparo a tale situazione e ad aprire una prospettiva certa per tutto il settore.Mediacoop, ricordando che il pluralismo non può soffrire limitazioni, vigilerà affinché il Governo mantenga l’impegno a presentare  entro giugno  il ddl di riforma e a definire, entro poche settimane, il regolamento, ponendo riparo, in tale occasione, anche al problema dell’emittenza locale, dei giornali editi e diffusi all’estero nonché di quelli dei consumatori.

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