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Articolo 21 - Editoriali
Paderno Dugnano, la strage nell'indifferenza
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di Marco Bazzoni*

Ieri è morto Arun Zeqiri, 44 anni, di origine albanese, un altro degli operai gravemente ustionati alla Eureco di Paderno Dugnano, nel milanese. E siamo già a 2 morti, su 7 operai rimasti gravemente ustionati.
Ma anche la morte di questo povero operaio, andrà a finire nelle notizie brevi dei quotidiani, in qualche piccolo trafiletto o peggio non se ne parlerà neanche sui mezzi d'informazione, perchè le morti sul lavoro, quelle che molti chiamano ipocritamente "morti bianche", ma che di bianco non hanno un bel niente, non fanno più notizia, tanto che è diventato normale che si muoia sul lavoro, quasi fosse un dazio, che dobbiamo pagare alla crescita economica.
Tanto è, che quasi più nessuno si indigna, se i lavoratori si infortunano, rimangono invalidi, si ammalano di malattie professionali o peggio muoiono sul lavoro.
Quella delle morti sul lavoro, è una strage quotidiana, una strage silenziosa, che miete più vittime che in una guerra.
Ma i "riflettori" su queste stragi, su questo stillicidio quotidiano, sono perennemente spenti, si riaccendono solo quando muoiono almeno 3 lavoratori nella solita azienda, per poi rispegnersi subito dopo.
Invece i mezzi d'informazione hanno il dovere morale di parlarne, ma non solo quando ci sono infortuni o morti sul lavoro, ma anche parlando delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, di cosa significhi fare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (molti dei quali vengono sanzionati o peggio licenziati se denunciano la scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro).
Se poi guardiamo cosa ha fatto questo Governo per la sicurezza sul lavoro, c'è da vergognarsi.
Oltre a non aver emanato neanche uno dei 38 decreti attuativi del Dlgs 81/08, ne ha stravolto il testo, con il Dlgs 106/09, che è una vera e propria controriforma della sicurezza sul lavoro.E dopo il Dlgs 106/09, sono arrivati gli spot del Ministro Sacconi.
"Sicurezza sul lavoro.La pretende chi si vuole bene", questo è lo slogan di questi spot.
Degli spot vergognosi, che sono costati la bellezza di 9 milioni d'euro, che con il nostro appello per email, pubblicato al seguente link: http://www.articolo21.org/7258/editoriale/sicurezza-sul-lavoro-un-appello-per-ritirare-lo.html , che ha raggiunto 1000 adesioni (hanno aderito operai, medici, tecnici della prevenzione, sindacalisti, avvocati, impiegati, imprenditori, insegnanti, attori, macchinisti, ricercatori, studenti, psicologi, vigili del fuoco, forze dell'ordine, giornalisti, scrittori, deputati, senatori, Assessori, Consiglieri Regionali e Provinciali, ecc), ne abbiamo richiesto il ritiro immediato, ma non solo dalle tv, ma dalle radio, nelle affissioni nelle città, nella pubblicità sui quotidiani.
Perchè la sicurezza sul lavoro non si fa con gli spot, ma si fa migliorando le leggi esistenti (e non peggiorandole), aumentando i controlli (assumendo i tecnici della prevenzione Asl), iniziando ad insegnare la sicurezza sul lavoro fin dalle scuole elementari (perchè gli studenti di oggi, saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani), aumentando le rendite da fame agli invalidi del lavoro, che quando gli impreditori sono responsabili di una morte sul lavoro, paghino con il carcere, non che "lo vedano con il binocolo", come è successo molte volte, tanto è che molte famiglie, oltre ad aver perso un loro caro sul lavoro, non hanno avuto nemmeno giustizia.

* Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze
Email:
bazzoni_m@tin.it

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