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Articolo 21 - Editoriali
Da Bocca della Verità, cronaca di un giorno di festa
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di Bruna Iacopino

Piazza Bocca della Verità è un fluire magmatico di gente di tutte le età e di bandiere gialle e blu, quelle che hanno guidato le manifestazione e i presidi di piazza, le raccolte firme in questo ultimo anno, fino all'atto finale, quello conclusosi ieri con la schiacciante vittoria dei si. 4 si per dire che l'acqua è un bene comune e che non può essere fonte di profitto, un si per dire che le centrali nucleari, no grazie, l'Italia non le vuole, un si per dire che tutti, ma proprio tutti sono uguali di fronte alla legge. I risultati arrivano a rilento, ma la cifra quella che tutti attendevano, la più insperata arriva già nel primo pomeriggio e l'incredulità, più che la gioia, prende il sopravvento: non solo il quorum è stato raggiunto ma è stato addirittura superato. I volti si aprono in sorrisi, esplodono abbracci spontanei, la tensione si scioglie come neve al sole, ormai è fatta, “abbiamo vinto” urla il microfono dal piccolo palco che a un certo punto stenta a contenerli tutti. Sono i cittadini, i rappresentanti dei diversi comitati, le tante anime che hanno guidato questa battaglia civile e che segna, dopo anni di torpore un risveglio civile di portata storica, i veri protagonisti di questa giornata, loro a poter sollevare in alto la mano in segno di vittoria, loro a stare su quel palco. Si susseguono gli interventi, l'emozione è palpabile, qualcuno comincia a esibire i primi cartelli, da “Legittimo godimento” a “Italia del mio cuor mi sei venuta a liberar”, e le prime magliette con un grande SI impresso a caratteri cubitale e accompagnato da un "Io c'ero". Sotto un sole cocente, stretti nella morsa del traffico romano e attorniati dagli apparati mediatici, che, sottolinea, la ragazza che conduce la giornata, “ solo adesso sembrano essersi accorti di noi”, i volti di uomini, donne, bambini, vecchi e ragazzi, per un giorno sembrano aver dimenticato le angosce quotidiane, è il momento della festa.
Quello che non bisogna dimenticare è però che la battaglia è appena iniziata, perchè i beni comuni da difendere sono tanti: dalla scuola pubblica, alle lotte dei No tav e No ponte...
Cambiare è possibile, e il risultato ottenuto lo ha dimostrato, ripetono come un mantra. A prendere la parola anche i ragazzi protagonisti dell'esperimento “i pazzi siete voi”, un mese chiusi dentro un appartamento a simulare la vita quotidiana dopo un disastro nucleare. “Abbiamo vinto” grida uno di loro, un grido realmente liberatorio “ lo so che non ci siamo abituati, ma questa volta abbiamo vinto.”
La piazza esplode ai dati definitivi, mentre scorre sullo schermo la diretta di Rainews 24, e quasi immediato dopo gli applausi e gli abbracci parte il coro che invoca le dimissioni. Tentativo che, qualche ora dopo un gruppo di intrepidi e “facinorosi” ciclisti, muniti di pericolose bandiere gialle e  blu. cercherà di replicare sotto Palazzo Grazioli, trovando però le camionette della polizia a sbarrargli la strada.
Il potere non va disturbato, soprattutto quando sta in agonia.
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