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Articolo 21 - Editoriali
Il dramma di cui nessuno parla
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di Marco Bazzoni*

    In Italia, c'è un dramma di cui purtroppo nessuno (o quasi) parla, che raramente ritroviamo nei titoli di apertura dei tg, nelle prime pagine dei quotidiani, nei programmi di attualità, nelle note delle agenzie di stampa, nei tg radio, nelle agende della politica (di destra, di centro e di sinistra), un dramma che fa più morti di una guerra, troppo spesso sottovalutato, troppo spesso sottostimato nei dati ufficiali e troppo spesso dimenticato.
    E' quello che molti chiamano, impropriamente, "morti bianche".
    C'è da vergognarsi a chiamarle così, perchè non c'è nulla di bianco in una morte sul lavoro.
    E non è mai, ripeto mai, una morte bianca, una tragica fatalità, un incidente sul lavoro.
    Sono dei veri e propri omicidi sul lavoro!
    Perchè quando i datori di lavoro non rispettano volutamente anche le minime norme per la sicurezza sul lavoro, non si può pensare che non ci sia una responsabilità diretta dell'imprenditore, che non dimentichiamocelo mai, è sempre responsabile della sicurezza e salute dei propri lavoratori, anche quando questi sbagliano (c'è una sentenza della Corte di Cassazione).
    Quinda basta con l'ipocrisia dell'eufemismo "morti bianche".
    Un dramma che quando capita, distrugge le vite dei familiari.
    Un dramma quello degli infortuni e delle morti sul lavoro che ha un costo sociale di 45 miliardi di euro.
    Quante volte ho sentito di familiari, lasciati soli, abbandonati da tutto e da tutti, che oltre ad avere avuto dei risarcimenti da fame, non hanno avuto neanche giustizia, perchè i processi sono andati in prescrizione o i responsabili hanno avuto condanne minime.
    Come si può pensare di far rispettare le norme per la sicurezza sul lavoro, quando questo governo ha dimezzato le sanzioni a carico di datori di lavoro, dirigenti preposti, ha deresponsabilizzato i datori di lavoro, non ha fatto nulla per aumentare i controlli per la sicurezza sul lavoro?
    Le aziende italiane sono circa 6 milioni e gli ispettori Asl meno di 2 mila.
    Si è parlato si sentenza storica per quanto riguarda la strage alla Thyssenkrupp, dove il 6 Dicembre 2007 morirono bruciati 7 operai.
    Ed è vero, è una sentenza storica, però va anche detto, che  condanne del genere è quasi impossibile che  vengano date in altri processi per stragi sul lavoro.
    Quando sento il Governo Berlusconi versare "lacrime di coccodrillo" quando c'è un morto sul lavoro, e poi parlare di processo breve per salvare il Presidente del Consiglio, mandando al macero tantissimi processi (anche se il governo dice il contrario), tra cui molti che riguardano stragi sul lavoro, non posso fare a meno di provare rabbia.
    Per un attimo provo a mettermi nei panni di molti familiari di morti sul lavoro, che non hanno avuto giustizia per la morte del loro caro, e così facendo è come se fossero stati uccisi una seconda volta.
    E alla rabbia, si aggiunge anche la vergogna, quella di essere cittadino italiano.
    Perchè in uno Stato che si definisce civile, non ci possono essere tutti questi morti sul lavoro.
    Ma non bisogna dimenticarsi anche dei tantissimi lavoratori che ogni anno rimangono gravemente invalidi (oltre 25 mila), senza una mano, un braccio, una gamba o entrambe, che sono rimasti ciechi, che  vengono molte volte emarginati: difficilmente verranno ricollocati nel mondo del lavoro.
    Inoltre, ci sono tantissime malattie professionali, che ogni anno fanno centinai di morti, ma anche di quelle quasi nessuno parla.
    L'articolo 1 della Costituzione Italiana, dice che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
    O forse sarebbe meglio dire, fondata sugli infortuni e le morti sul lavoro!!!
    Lo Stato Italiano deve garantire che i lavoratori quando partono la mattina per andare a lavoro per guadagnarsi il "pane quotidiano", la sera possano ritornare dai loro cari.
    Vi lascio con questo video di Maria Carta, dal titolo "Il funerale del lavoratore":

    http://www.youtube.com/watch?v=Wq-izVw7TAQ&feature=fvst

*Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze
Email: bazzoni_m@tin.it
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