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SOS dall'Aquila: per rimuovere le "macerie della democrazia"
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di Bruna Iacopino

SOS dall'Aquila: per rimuovere le "macerie della democrazia"

A 19 mesi dal sisma che ha devastato L’Aquila lasciando dietro di se un cumulo di macerie che campeggiano incontrastate nel centro storico della città i cittadini di continuare a stare a guardare in funzione di un miracolo aquilano che non c’è non hanno alcuna voglia. Le maniche se l’erano già rimboccate per portare via quelle macerie, era nato così il movimento del popolo delle carriole, ma non bastava. Arriva oggi, in veste ufficiale, la proposta di legge popolare elaborata a più mani e seguendo il criterio della massima trasparenza e massima partecipazione, la per la ricostruzione de L’Aquila e la messa in sicurezza del territorio nazionale. Il presidio permanente di Piazza Duomo ci stava già lavorando da tempo, attraverso una piattaforma aperta sul web la proposta di legge è stata formulata, rimaneggiata, condivisa fino ad arrivare alla sua stesura. Il 20 novembre in occasione della manifestazione nazionale che si terrà presso il capoluogo abruzzese inizierà anche la raccolta delle 50.000 firme utili per la sua presentazione in Parlamento.
Un vuoto legislativo che i cittadini hanno voluto colmare attraverso un’azione di democrazia partecipativa diretta: “A l’Aquila la gestione continua ad essere fatta attraverso ordinanze di emergenza, che non hanno né controllo di spesa né controllo di legittimità per tutti gli altri terremoti è stato fatto.” Anna Lucia Bonanni, aquilana, del presidio permanente spiega così la motivazione di partenza. Ed enuclea i punti salienti della proposta: “ A) la ricostruzione della città attraverso lo stanziamento di fondi certi e la pianificazione per l’impiego degli stessi; B) la necessità di intervenire sull’intero territorio nazionale attraverso un adeguato intervento di prevenzione e di messa in sicurezza.”
Perché l’Aquila, come viene ampiamente sottolineato anche nella piattaforma della manifestazione non è un problema locale ma è a tutti gli effetti una questione nazionale. L’Aquila, sottolinea Anna Lucia, rappresenta un paradigma rispetto a come, questo Governo, ha deciso di far fronte a tutta una serie di problematiche territoriali. La gestione emergenziale, il ricorso alla decretazione d’urgenza, con la possibilità di derogare alle leggi vigenti, la mancanza di trasparenza, il controllo dell’informazione sostituita dalla propaganda, l’esautoramento delle autonomie locali, hanno di fatto prodotto quello che i comitati aquilani definiscono “macerie di democrazia”. E questo, rimarca la nostra interlocutrice, non vale solo per L’Aquila, è vero per tutti quei territori che si sono visti imporre decisioni calate dall’alto ( vale per Terzigno per esempio, come vale per la TAV…) mentre imperversano i commissari e l’emergenza da continua diventa infinita. Per questo L’Aquila lancia il suo personale SOS a tutta l’Italia, chiamando a raccolta le forze civili di questo paese, perché dall’ “epicentro della crisi” arrivi un forte e chiaro segnale di una democrazia, che, nonostante le macerie, vuole ancora diritto di parola.

Ascolta l'intervista ad Anna Lucia Bonanni del presidio permanente de L'Aquila / Guarda lo spot della manifestazione / Scarica il manifesto

www.anno1.org

iacopino@articolo21.org


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