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Articolo 21 - ESTERI
Yemen, la protesta rilancia
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di Kiwan Kiwan

Yemen, la protesta rilancia I trucchi del presidente non fermano il movimento di protesta che invece ha intensificato le proprie azioni chiedendo le dimissioni incondizionati di Ali Saleh immediatamente, mentre lui insiste a voler rimanere in carica fino alla fine del suo mandato presidenziale nel 2013, offrendo la generosa rinuncia a non ricandidarsi. Diverse regioni hanno risposto all’appello per  la  disobbedienza civile proclamata dai Giovani della Rivoluzione per costringere Ali Saleh a dimettersi.  ad Aden, Lahj, Abyan, Marib, Taiz, Hodeidah e Sana’a, i negozi , le scuole, le imprese , l’ università  e lo stesso traffico automobilistico si sono fermati quasi completamente.
I partiti dell’opposizione hanno accusato i servizi di sicurezza, guidati da parenti del presidente yemenita, di aver rapito degli attivisti anti-regime. Centinaia di donne hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti alla Procura Generale per chiedere la liberazione dell’attivista Badrua Ghilen.
IL  consigliere politico di Ali Saleh, Abd al-Karim ha ammonito l’opposizione e naturalmente ha esortato il mondo a non permettere il crollo dello Yemen, aggiungendo: “Lo Yemen non può permettersi  questa situazione , le manifestazioni devono cessare subito  altrimenti l’economia e la sicurezza del paese saranno al collasso “.
In risposta alle accuse da parte dell’opposizione che definiscono il  presidente un imbroglione e manipolatore della situazione politica , capace di eludere da settimane gli impegni assunti con il CCG del Golfo, in particolare quello  di dimettersi entro 30 giorni dalla firma del piano di pace , il primo ministro Ali Mujawar, ha detto che l’opposizione ha frainteso la risposta del Presidente: lui sarebbe ansioso di salvare il sangue degli yemeniti e di garantire  le condizioni di sicurezza per consentire il passaggio dei poteri al suo vice, rispettando il dettato costituzionale, che gli è “così caro”.

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