Clicca qui per il nuovo sito di Articolo 21 »
Ricerca con Google
Web articolo21.info
 
 
Articolo 21 - Editoriali
Intercettazioni: Fnsi, in trincea contro ddl, pronti a sciopero
Condividi su Facebook Condividi su OKNOtizie Condividi su Del.icio.us.

di Redazione

"In trincea" contro il ddl. E pronti,  se serve, a "scendere in sciopero". La Federazione nazionale  della stampa ribadisce la sua ferra opposizione alle nuove  norme sulle intercettazioni, attualmente al vaglio della  commissione Giustizia del Senato.      "Saremo in trincea - ha promesso il segretario generale,  Franco Siddi, intervenuto alla presentazione di "Don Vito", il  libro scritto per Feltrinelli da Massimo Cancimino e Francesco  La Licata - contro un testo di legge che vuole impedire la  cronaca giudiziaria: e se sara' approvato, lo aggireremo, con i  libri, con i siti internazionali, perche' le notizie al tempo  moderno non possono essere oscurate, aiuteremo i colleghi a  farle venire fuori". "Il giornalismo libero - ha ricordato  Siddi - non puo' subire alcuna censura, e deve vincere anche le  tentazioni di autocensura che talvolta colgono in modo quasi  naturale ciascuno di noi per colpa delle minacce, delle  valutazioni della conseguenze che puo' avere una certa notiza,  di quel direttore che ha paura o e' addirittura scontento del  giornalista che gli porta una notizia". "  C'e' chi pensa che la liberta' di informazione sia troppa - ha  polemizzato Roberto Natale, presidente della Fnsi - noi pensiamo  invece che sia troppo poca, e lo steso vale per l'informazione  sulla mafia: quando grandi istituti internazionali stilano  certe classifiche sulla liberta' di stampa, tra i parametri  valutativi entrano anche la diffusione della criminalita'  organizzata e le minacce e le intimidazioni di cui sono vittime  i colleghi". "C'e' chi pensa che chi informa, chi fa  fiction, chi fa cinema sulla mafia stia sporcando l'Italia, noi  la pensiamo in maniera radicalmente opposta. Non condividiamo  una sola parola di quelle dette da Emilio Fede su Saviano, non  puo' passare l'idea che chi parla di certi temi lo fa per farsi  pubblicita', noi crediamo che anche grazie al lavoro di Saviano  e di tanti altri colleghi coraggiosi si sia potuto rompere un  silenzio che pesava".      "Quanti passaggi televisivi ha avuto il libro di Ciancimino  - chiede il presidente del sindacato -? Uno solo, a 'Il caffe''  di Corradino Mineo, che e' stato chiuso... Siamo noi che siamo  sospettosi o c'e' una cappa che grava sul sistema  dell'informazione?".      Quanto al ddl sulle intercettazioni, "ce lo hanno spiegato  tanti magistrati, non e' vero che le intercettazioni su fatti  di mafia e di criminalita' organizzata potranno andare avanti,  la verita' e' che il 60% delle indagini di mafia partono da  intercettazioni decise per fatti di natura diversa. Sara' una  delle 100 motivazioni nella battaglia che il sindacato fara' in  modo frontale, se necessario arrivando allo sciopero come tre  anni fa. E se questo testo sciagurato dovesse essere approvato,  garantiremo copertura ai giornalisti che faranno disobbedienza  morale e civile, ricorreremo alla Corte costituzionale e alla  Corte europea di Strasburgo che si e' gia' pronunciata in modo  chiaro sul diritto di cronaca. Quello che ci conforta e' che  larga parte dell'opinione pubblica ha capito il nesso tra  l'attacco alla magistratura, il nostro dovere di informare e il  diritto dei cittadini ad essere informati e non spettatori di  una repubblica a reti unificate".

Letto 1210 volte
Dalla rete di Articolo 21