Clicca qui per il nuovo sito di Articolo 21 »
Ricerca con Google
Web articolo21.info
 
 
Articolo 21 - Editoriali
Che fine ha fatto la par condicio?
Condividi su Facebook Condividi su OKNOtizie Condividi su Del.icio.us.

di Loris Mazzetti*

Quando si pensa alla droga, intesa come “abitudine radicata a cui è difficile rinunciare” (definizione tratta dal vocabolario Zingarelli), se usata per migliorare la prestazione, si pensa al ciclismo. Per fortuna che l’antidoping non seleziona. Più drogata del ciclismo è l’informazione, senza distinzione tra giornali e tv, con un aggravante rispetto al ciclismo: i controlli discriminano e il politico più spaccia più è considerato comunicatore. B. si è candidato come capolista a Milano e l’informazione nei suoi confronti sembra un tossico in crisi di astinenza. Sabato è  intervenuto al Palasharp, trasformando una manifestazione dedicata alla Moratti sindaco in un suo plebiscito: “Chi mi vuole bene metta la croce sul mio nome. Voglio superare il record delle 53 mila preferenze”.  Tra una barzelletta e una cantata i soliti attacchi all’insegna dell’autodifesa: prima alla Corte Costituzionale, “Prona davanti alla richieste dei procuratori di sinistra”, poi ai pm che lo stanno processando, “Cancro da estirpare”. Peggio definirli brigatisti o cancro? L’informazione drogata gli ha consentito il pieno mediatico. Il Corriere della sera due pagine intere, altrettanto Repubblica, l’Unità, persino il Manifesto con una pagina personalizzata. Per non parlare dei tg, doppio, in alcuni casi, triplo servizio. La par condicio? Non la legge dalemiana del 2001, quella che sta alla base della corretta informazione, che fine ha fatto? Ma soprattutto: che fine ha fatto Giuliano Pisapia, il candidato del centrosinistra a sindaco di Milano o quello del terzo polo Palmieri, oppure il grillino Mattia Calise?  Che fine hanno fatto i temi della campagna elettorale: i servizi sociali, la  scuola, l’inquinamento? Sul Corriere Pisapia è stato relegato nell’inserto locale, spazio: un terzo rispetto a quello di B., foto: quella di B. e la Moratti, un quadro, dieci volte più grande; Repubblica solo dieci righe, almeno nelle pagina nazionali. In tv la par condicio (quella dalemiana), risulta perfetta: a leader si contrappone leader, dopo B. (la Moratti sempre presente, con tanto di inquadratura sul lato b mentre si dimena al ritmo di “Viva la mamma”), appare Bersani, che non è a Milano ma a Rimini e non ha al suo fianco il candidato Pisapia. Quando l’informazione racconterà delle proposte di Pisapia o di Palmieri o degli altri candidati? Ancora una volta una campagna elettorale mediaticamente imbarazzante che andrebbe invalidata. Dove sono i garanti della democrazia?  Tutti al mare o proni di fronte all’ordine del Caimano? “Questo è un voto per il governo”.        

* Pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”                        

Letto 2736 volte
Dalla rete di Articolo 21